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Atto a cui si riferisce:
S.4/04412 [Criticità del progetto di realizzazione del gasdotto appenninico Brindisi-Minerbio]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 116
all'Interrogazione 4-04412

Risposta. - Il progetto di gasdotto Snam Brindisi-Minerbio, denominato Rete Adriatica, è composto da tratti di metanodotto che perseguono finalità parziali e nel contempo locali, venendo a costituire lotti funzionali del progetto che conservano una loro autonomia tecnica ed economica. In particolare, i singoli lotti consentono di potenziare localmente le reti esistenti, costituendo importanti magliature delle reti medesime e potenziando la capacità di compressione sulle strutture già in esercizio, in modo da conferire maggiore flessibilità ed affidabilità al sistema di trasporto. Pertanto, la scelta di dividere la Rete Adriatica in lotti funzionali non è il frutto di un'arbitraria scelta del proponente, ma risponde a concrete esigenze di ordine tecnico ed economico.

Nello specifico Snam Rete Gas SpA non è titolare di piani o programmi assoggettati a VAS secondo quanto stabilito dall'articolo 2, comma 1, punto a), della direttiva 42/2001/CE e dall'art. 5, comma 1, punto e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "Norme in materia ambientale".

Infatti, Snam Rete Gas non sottopone, e non ha l'obbligo normativo di sottoporre, alcun piano all'adozione di un'autorità. Essa non deve attendere la conclusione di alcun iter formale di adozione prima di poter considerare definitivi ed immodificabili i propri programmi.

L'opera è stata progettata dopo un'attenta analisi della sismicità territoriale come più ampiamente riportato nello studio di impatto ambientale prodotto.

La progettazione del metanodotto tiene inoltre conto delle caratteristiche intrinseche di sicurezza della condotta e di costante controllo dell'opera nella fase di esercizio.

L'informazione sul progetto ed il suo tracciato risalgono al 2005, prima del sisma, quando con nota del 29 luglio 2005 il Ministero delle infrastrutture e trasporti chiese a tutte le amministrazioni ed enti coinvolti nel procedimento, compreso il Comune de L'Aquila, di esprimere il proprio parere di competenza.

Successivamente in occasione della richiesta di rinnovo della pubblica utilità sono state pubblicate agli albi pretori la relazione tecnica del progetto con evidenza del tracciato, le particelle catastali ed ogni altra documentazione prevista dalla legge per venti giorni consecutivi a partire dal 29 maggio 2009.

Sia l'infrastruttura nel suo complesso che i singoli tratti funzionali hanno tutti formato oggetto di valutazione di impatto ambientale, che è stata di fatto unitaria.

Gli iter relativi alle procedure di VIA dei singoli metanodotti sono, infatti, tra di loro strettamente coordinati, in quanto unico è il soggetto richiedente e unica è l'autorità procedente, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che gestisce i tratti funzionali oggetto delle procedure di VIA in atto quali parti dell'opera "Ulteriore potenziamento dell'importazione dal Sud"; inoltre, la documentazione depositata nell'ambito della procedura di VIA, relativa al singolo tratto funzionale, contiene ampi riferimenti all'infrastruttura nel suo complesso.

La VIA per singolo tratto porta anche, di fatto, ad una più approfondita analisi e valutazione del territorio, nonché ad una più puntuale informazione ai cittadini, con la pubblicazione del progetto durante l'iter autorizzativo. A questi si dà, infatti, la possibilità di presentare le proprie osservazioni all'autorità procedente che ha l'obbligo di prenderle in esame prima del rilascio dell'autorizzazione.

Si riporta di seguito, e nello specifico, la situazione dell'istruttoria presso il Ministero dell'ambiente, per singolo tratto: a) Massafra-Biccari: decreto di pronuncia di compatibilità ambientale ottenuto in data 27 ottobre 2009; b) Biccari-Campochiaro: decreto di pronuncia di compatibilità ambientale ottenuto in data 7 maggio 2009; c) Sulmona-Foligno e centrale di compressione di Sulmona: la Commissione tecnica per le valutazioni ambientali (CTVIA) ha espresso parere favorevole il 7 ottobre 2010; il Ministero per i beni e le attività culturali si è espresso favorevolmente il 24 novembre 2010; il decreto di pronuncia di compatibilità ambientale è in fase di predisposizione; d) Foligno-Sestino: la CTVIA ha espresso parere favorevole il 29 luglio 2009; sono stati acquisiti i pareri favorevoli delle Regioni Umbria, Marche e Toscana ed è in fase di predisposizione il decreto di pronuncia di compatibilità ambientale; e) Sestino Minerbio: decreto di pronuncia di compatibilità ambientale ottenuto il 9 dicembre 2008.

Tutti i tratti della Rete Adriatica hanno ottenuto dal Ministero la dichiarazione di pubblica utilità; in particolare: a) Massafra-Biccari il 28 giugno 2004 e rinnovata con decreto ministeriale del 26 giugno 2009; b) Biccari-Campochiaro il 28 giugno 2004 e rinnovata con decreto ministeriale del 26 giugno 2009; c) Sulmona-Foligno e centrale di Sulmona il 28 giugno 2004 e rinnovata il 10 dicembre 2010; d) Foligno-Sestino in data 21 aprile 2005, la società proponente ha chiesto il rinnovo ed è in corso la relativa istruttoria; e) Sestino-Minerbio il 28 giugno 2004; è in corso l'istruttoria per il rilascio, da parte del Ministero, dell'autorizzazione alla costruzione con accertamento della conformità urbanistica, apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità.

Non risulta al Ministero alcun ricorso sui decreti ministeriali di rinnovo di pubblica utilità emessi.

Inoltre è doveroso specificare che la pubblica utilità viene emessa solo e laddove il progetto di metanodotto è di interesse strategico per il Paese e, in quanto tale, inserito nella rete nazionale dei gasdotti.

In seguito ai recenti eventi sismici lo studio di impatto ambientale è stato integrato con documentazione specifica, che sviluppa e approfondisce ulteriormente l'analisi della sismicità.

In particolare è stato elaborato uno studio che analizza il quadro sismologico del sistema di faglie di Paganica e del territorio dell'aquilano, nonché un'ulteriore verifica allo scuotimento sismico della tubazione in progetto.

Il metanodotto in progetto è frutto di un'attenta analisi eco-sistemica di dettaglio che ha portato alla scelta di un tracciato che assicura la maggiore compatibilità ambientale possibile. Tale assunto si basa sul presupposto fondamentale che l'opera è totalmente interrata e, al termine dei lavori, le aree interessate saranno oggetto di accurate opere di ripristino, sia relativamente alle aree agricole, che alle aree incolte, alle aree boschive e in generale a tutte le aree naturali.

Il ripristino delle aree ne assicurerà la finzione eco-sistemica, con particolare riferimento alla componente faunistica.

La società ha ritenuto utile precisare che i lavori di posa del gasdotto interesseranno esclusivamente una fascia di terreno larga 28 metri nelle aree agricole ed una di 18 metri nelle aree boschive.

Per quanto riguarda la centrale di Sulmona l'area che sarà occupata dalla stessa sarà pari a 7,80 ettari di cui 3,36 ettari saranno utilizzati dall'"area impiantistica", mentre circa 4,44 saranno lasciati completamente a "verde".

Il tracciato del metanodotto Sulmona-Foligno è stato individuato dopo una dettagliata analisi di campo di geologia, geomorfologia e idrogeologia del territorio, con particolare attenzione ai bacini fluviali principali ed a tutti i corsi d'acqua, anche minori, interferiti, alla natura dei terreni ed alle stratigrafie. Questo è stato fatto elaborando specifiche schede per ogni corso d'acqua e progettando le più opportune modalità di attraversamento fluviale, di ripristino morfologico.

Sono stati analizzati i Piani paesistici delle Regioni Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche ed è stata posta particolare attenzione a dispositivi di legge a carattere regionale, previsti per la tutela dell'assetto idrogeologico.

Nel merito della procedura di accertamenti da parte della Commissione europea sono state fornite tutte le informazioni richieste in particolar modo sui 21 siti di importanza comunitaria che interessano il tracciato del progetto e sui quali è stata fatta la valutazione di incidenza e la valutazione di impatto ambientale, tutte con esito favorevole.

Il tracciato del metanodotto in progetto è stato quindi individuato secondo una direttrice che riduce il più possibile le interferenze con aree sottoposte a vincolo idrogeologico e fenomeni gravitativi.

SAGLIA STEFANO Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico

09/03/2011