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Atto a cui si riferisce:
S.4/03335 [Intensificare i controlli nel trasporto di merci pericolose]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 091
all'Interrogazione 4-03335

Risposta. - In considerazione dell'aumento dei casi di perdita di merci pericolose da carri provenienti dall'estero registrati nel corso degli ultimi anni, l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (ANSF) ha emesso, in data 1° febbraio 2010 una nota con la quale è stato disposto che le imprese ferroviarie debbano effettuare controlli sugli organi di chiusura delle ferrocisterne contenenti merci pericolose provenienti dall'estero anche se, per accordi con imprese straniere, questi controlli sono effettuati in un regime "di fiducia" dall'impresa ferroviaria estera. Questa misura è stata adottata per limitare l'ingresso sul territorio italiano di ferrocisterne con anomalie. La stessa nota suggerisce l'adozione di sistemi automatici di rilevamento delle eventuali perdite.

Probabilmente, anche in forza di questo provvedimento che ha prodotto un incremento dei controlli, è aumentato il numero di casi in cui a carri contenenti merci pericolose sono state rilevate anomalie nelle stazioni di confine, tra cui quello citato nell'interrogazione: questi carri sono stati fermati al confine, evitando il loro successivo inoltro sul territorio italiano, ottenendo in tal modo il risultato che ci si era prefissi con il provvedimento stesso.

Sempre nell'ottica del rafforzamento dei controlli sul trasporto di merci pericolose per ferrovie, all'interno del territorio nazionale è stata emessa dal Ministero la circolare 0030048 del 6 aprile 2010 che prevede una serie di azioni mirate al rafforzamento del presidio riguardante la sicurezza del trasporto delle merci pericolose, introducendo una procedura specifica per rendere rintracciabile l'esecuzione di tutti gli accertamenti previsti, in particolare quelli svolti sulle ferrocisterne da parte dei primi operatori della catena del trasporto di merci pericolose riempitore e impresa ferroviaria trasportatrice), con la finalità di ridurre il rischio di immettere sulla rete ferroviaria ferrocisterne in condizioni di non conformità.

Dall'entrata in vigore di tale dispositivo risulta un solo caso di perdita di merci pericolose all'interno dei confini nazionali.

Per quanto riguarda i controlli sul trasporto delle merci pericolose, si fa presente che l'Agenzia, nell'assolvimento dei propri compiti ai sensi del decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, svolge da tempo attività di ispezione e di audit sulle imprese ferroviarie in possesso di certificato per effettuare trasporto di merci pericolose.

L'Agenzia ha messo in atto anche misure tese a garantire l'integrità del trasporto di merci pericolose per ferrovia. Tra queste è stata richiesta per ogni rotabile l'esistenza della "tracciabilità" dei processi manutentivi, con particolare riferimento agli assili e alle sospensioni a balestra, ovvero la disponibilità delle informazioni relative agli standard costruttivi adottati, alla data di fabbricazione, al fabbricante, alle attività manutentive ed al soggetto deputato alla manutenzione, prevedendo controlli straordinari sui rotabili per i quali non siano disponibili tulle le informazioni. Ai carri per i quali non sono ancora disponibili queste informazioni, è stato imposto il limite di velocità di 60 chilometri orari nelle stazioni e durante l'attraversamento delle grandi aree urbane individuate dal gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale.

Altri provvedimenti adottati sono: la richiesta alle imprese ferroviarie di utilizzare per il trasporto di merci pericolose locomotive dotate di sottosistemi di bordo per la protezione della marcia del treno, l'attivazione di sinergie con i compartimenti territoriali della Polizia ferroviaria per l'immediata segnalazione di eventi anomali riguardanti carri con merci pericolose, il coinvolgimento anche di agenzie estere per la sicurezza ferroviaria per i trasporti che hanno origine al di fuori del confine italiano.

Inoltre, con la direttiva 1/dir/2010 del 22 febbraio 2010 l'Agenzia ha attribuito specifiche responsabilità a Rete ferroviaria italiana (RFI), che ha l'obbligo di individuare un proprio responsabile di scalo negli scali terminali ricadenti nell'applicazione del decreto del Ministero dell'ambiente del 20 ottobre 1998 dove sono già previsti i responsabili di scalo delle imprese ferroviarie, e negli scali di smistamento in cui sono programmate manovre di cani di merci pericolose.

Al responsabile di scalo di RFI la direttiva dell'Agenzia attribuisce compiti organizzativi, di coordinamento e di controllo delle attività di competenza dei responsabili delle imprese ferroviarie

Dal punto di vista normativo, il trasporto ferroviario delle merci pericolose è disciplinato a livello internazionale dal regolamento concernente il trasporto internazionale ferroviario delle merci pericolose (RID), relativamente agli aspetti specifici legati alle merci pericolose, e, a livello nazionale, dalle norme per la verifica tecnica dei veicoli, che si applicano a tutte le tipologie di trasporto ferroviario.

L'aggiornamento delle normative in sede europea, dal momento che l'organizzazione attuale del traffico ferroviario merci richiede che le problematiche ad esso relative siano affrontate a livello internazionale, impegna attivamente le autorità nazionali per la sicurezza delle ferrovie di tutti gli Stati membri dell'Unione europea di concerto con l'Agenzia ferroviaria europea (ERA). Inoltre, un comitato permanente operante nella sede dell'Unione europea si occupa dell'aggiornamento costante del RID, che viene emesso ogni due anni: in tale ambito, ERA ha promosso la rivisitazione delle Specifiche tecniche di interoperabilìtà dei carri merci chiedendo di inserire il dispositivo denominato "rilevatore di svio" nei carri adibiti al trasporto di merci pericolose a partire dalla prossima edizione del RID.

Per quanto concerne la normativa nazionale, le "Norme per la verifica tecnica dei veicoli" prevedono che sia effettuata una visita tecnica di origine prima della partenza di ogni treno merci per verificare l'assenza di eventuali anomalie e consentire, quindi, l'invio di tutti i carri in composizione al treno stesso. In alternativa, la visita tecnica può essere effettuata entro 60 chilometri dalla partenza se la località di origine è sprovvista di personale abilitato alla verifica. Quest'ultima possibilità a partire dal 13 giugno non è più applicabile ai treni trasportanti merci pericolose, per i quali quindi la visita tecnica deve essere obbligatoriamente effettuata nella località di origine. Inoltre, è fatto obbligo di sottoporre i treni ad un ulteriore controllo non oltre i 700 chilometri di percorrenza.

MATTEOLI ALTERO Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

10/09/2010