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Atto a cui si riferisce:
S.4/02748 D'AMBROSIO LETTIERI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che: il Presidente della Federazione italiana sport equestri (Fise), federazione olimpica affiliata al Comitato...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 094
all'Interrogazione 4-02748

Risposta. - Si forniscono gli elementi richiesti, sulla base delle notizie comunicate dal CONI, ente vigilato del settore sportivo.

L'ente, assunte informazioni presso la Federazione italiana sport equestri (FISE), ha rappresentato quanto segue.

A. Sulle presunte irregolarità della decadenza del Consiglio federale

Poiché nell'arco temporale dal 23 dicembre 2009 al 4 gennaio 2010, sei consiglieri federali FISE su dieci hanno rassegnato le dimissioni, la federazione ha ritenuto di applicare l'art. 31 dello statuto federale, secondo cui in caso di decadenza per il venire meno, non contemporaneamente nell'arco del quadriennio, di sei componenti il Consiglio federale si verifica la "decadenza del Consiglio federale ma non del Presidente al quale spetterà l'ordinaria amministrazione e per la convocazione, nei termini di cui al precedente comma, dell'Assemblea straordinaria per procedere all'elezione dei dieci Consiglieri federali" .

La federazione ha in proposito tenuto conto del disposto dell'art. 8, comma 6, lett. c), dei "Principi fondamentali degli statuti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline associate" (approvati dal Consiglio nazionale del CONI con deliberazione n. 1391 del 10 marzo 2009) e rubricato "Principio di decadenza degli organi federali", secondo cui le fattispecie di decadenza ivi indicate devono essere disciplinate dagli statuti federali, con riferimento all'ipotesi che interessa, nel seguente modo: "c) dimissioni contemporanee, in quanto presentate in un arco temporale inferiore a sette giorni, della metà più uno dei Consiglieri: decadenza immediata del Consiglio e del Presidente cui spetterà l'ordinaria amministrazione sino alla celebrazione dell'Assemblea straordinaria".

In applicazione di tale previsione, che definisce "contemporanee" le dimissioni intervenute in un lasso di tempo inferiore a sette giorni, la FISE, essendo nel caso concreto decorsi 12 giorni dalla prima all'ultima dimissione, rilevava essersi verificata l'ipotesi di cui al citato comma 2, lett. c), (dimissioni "non contemporanee") e, verbalizzata dal Segretario generale l'avvenuta decadenza del Consiglio, se ne dava conoscenza a tutti tesserati il giorno successivo per il tramite di un comunicato pubblicato sul proprio sito Internet.

Successivamente, in data 8 gennaio 2010, con nota n. 00087, il Segretario generale della FISE relazionava sull'avvenuta decadenza del Consiglio federale al Segretario generale CONI.

Con delibera 28 gennaio 2010, n. 39, come prescritto dallo statuto federale, il Presidente della FISE convocava in lido di Camaiore l'Assemblea straordinaria elettiva per l'elezione dei dieci consiglieri decaduti.

In data 12 febbraio 2010, il consigliere Gabriele Tibaldo proponeva ricorso all'Alta corte di giustizia sportiva (ACGS) chiedendo la sospensione cautelare della "celebrazione dell'assemblea elettiva convocata in Lido di Camaiore per il giorno 27 febbraio 2010" e, nel merito, l'annullamento dei seguenti atti presupposti alla suddetta celebrazione: delibera FISE di decadenza del Consiglio federale; delibera FISE di convocazione dell'Assemblea straordinaria elettiva nazionale; e subordinatamente, anche dell'art. 31 dello statuto federale FISE. Oltre alla declaratoria dell'avvenuta decadenza del signor Andrea Paulgross dalla carica di Presidente della FISE a seguito delle dimissioni presentate dalla metà più uno dei Consiglieri federali.

In data 16 febbraio 2010, pendente tale ricorso, il tesserato Paolo Miotto proponeva ricorso al Tar del Lazio, Sezione III Ter (ric. n. 1417/2010 r.g.) chiedendo l'annullamento dei medesimi atti, previa richiesta di misure cautelari anche inaudita altera parte che il Presidente della Sezione III Ter respingeva in pari data, fissando la trattazione dell'istanza cautelare per il giorno 25 febbraio 2010.

Sempre il 16 febbraio 2010, il Presidente dell'ACGS, consigliere Riccardo Chieppa, chiedeva alla FISE la produzione dei seguenti documenti: "a) gli atti relativi alla presentazione delle dimissioni poste a base della decadenza del Consiglio Federale della FISE, con i dati della relativa acquisizione; b) copia degli atti di decadenza e di convocazione impugnati e degli atti ivi richiamati; c) precisazioni sulle date di approvazione da parte del Coni e di entrata in vigore e relativa pubblicazione delle Norme di attuazione dello Statuto e dell'art 31 dello Statuto della FISE; d) chiarimenti sulle località in cui sono state convocate storicamente le precedenti assemblee elettive".

Con ordinanza del 24 febbraio 2010, a seguito del deposito della documentazione richiesta alla federazione, l'ACGS respingeva la richiesta di misura cautelare provvisoria.

In data 26 febbraio 2010, il Tar del Lazio, Sezione III Ter, con ordinanza n. 945/2010, respingeva l'istanza cautelare del tesserato Paolo Miotto, ritenendo "apprezzabile l'eccezione di parte resistente, attesa la pacificità del principio della c.d. pregiudiziale sportiva ex art 3, d n. 220/03, convertito in legge 2003 n. 280, che inibisce a questo giudice l'apprezzamento diretto nell'ambito della giustizia sportiva della controversia de qua".

In data 27 febbraio 2010, aveva luogo l'Assemblea straordinaria elettiva per l'elezione dei dieci consiglieri decaduti che registrava un'elevatissima partecipazione degli aventi diritto (75,65 per cento).

In data 24 marzo 2010, l'ACGS emetteva la decisione n. 3/2010 con cui respingeva definitivamente ed integralmente il ricorso del consigliere Tibaldo. In tale decisione si chiariva che l'interpretazione della "non contemporaneità" deducibile dal verbale di presa d'atto della Segreteria generale della Federazione, era in linea con la normativa del CONI e che pertanto la norma statutaria aveva trovato applicazione nel "rispetto dei principi conformativi" dettati dallo stesso CONI.

Quanto poi alla doglianza relativa all'illegittimità della convocazione dell'Assemblea straordinaria altrove rispetto alla sede della federazione, l'ACGS ha rilevato come l'argomento sia contrario all'annidamento territoriale di tutte le federazioni sportive (articolate a livello regionale e provinciale) oltre che alla prassi generalizzata di dislocare le assemblee sull'intero territorio nazionale. Parimenti, ha respinto l'addebito relativo all'inagibilità del luogo e del tempo della convocazione, rilevando la mancanza di prove significative in tal senso ed in considerazione della rilevante partecipazione all'Assemblea contestata.

Quanto, infine, alla mancata indicazione nell'ordine del giorno della modifica statutaria richiesta dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, l'ACGS ha osservato che l'Assemblea straordinaria ha una "finalità meramente elettiva e, come tale, non suscettibile normalmente di altre determinazioni".

B. Sulle altre presunte irregolarità gestionali

Quanto alle altre irregolarità denunciate, si afferma che non risulta alla FISE che siano stati presentati esposti alla Corte dei conti in ordine alla gestione federale, ed inoltre che non risponde al vero che il Segretario generale "amministri" la società di sevizi Equestrian Service Srl, essendone stato semplicemente membro del Consiglio d'amministrazione sino alla data del 5 febbraio 2008, poiché gli organi della società (Presidente compreso) erano composti da rappresentanti della federazione nominati direttamente dall'assemblea della società, che di fatto coincideva con il Consiglio federale della FISE, atteso che per il 97 per cento le quote sociali sono di proprietà della medesima.

Si afferma, infine, che tutti i verbali del Consiglio federale risultano regolarmente approvati in conformità alla normativa federale vigente.

Premesse le sopra riportate deduzioni, fornite dalla federazione, per il tramite del CONI, in ordine ai quesiti specifici posti, si fa presente che invero sono giunte all'attenzione del Sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri diverse lettere di segnalazione di presunte irregolarità nella gestione della federazione nominata.

Ciò ha comportato la tempestiva richiesta al CONI di procedere, nell'ambito dei poteri di vigilanza ad esso spettanti, agli opportuni accertamenti sugli specifici fatti contestati, in esito ai quali è stato richiesto di inviare una circostanziata informativa comprensiva delle definitive valutazioni dell'ente.

Il CONI ha trasmesso in merito alcune relazioni del Presidente e del Segretario generale della federazione e, da ultimo, in data 12 maggio 2010, ha informato che sono in corso verifiche contabili amministrative su alcune federazioni tra cui la FISE, riservandosi di comunicare elementi informativi in ordine alle risultanze delle medesime.

CRIMI ROCCO Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri

30/09/2010