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Atto a cui si riferisce:
C.4/15808 [Sul personale del Ministero degli affari esteri in Argentina]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata venerdì 21 dicembre 2012
nell'allegato B della seduta n. 738
All'Interrogazione 4-15808 presentata da
RICARDO ANTONIO MERLO
Risposta. - Ai sensi dell'articolo 34, ultimo comma del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, la notifica del personale del Ministro degli affari esteri alle autorità del Paese ove presta servizio è effettuata sulla base della qualifica risultante dal decreto di destinazione. Sono quindi accreditati in lista diplomatica i dipendenti della carriera diplomatica, quelli della dirigenza amministrativa, e quelli della terza area funzionale, nonché gli esperti ex articolo 168 del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 (che prevede espressamente la notifica in lista diplomatica). Il resto del personale di ruolo (prima e seconda area funzionale) viene invece notificato alle Autorità locali nella categoria del «personale amministrativo e tecnico» (articolo 1, lettera f), della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961) oppure in quella degli «impiegati consolari» (articolo 1, lettera e), della convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963).
L'istituto della «notifica allargata», cui l'interrogante fa riferimento, comporta invece l'accreditamento in lista diplomatica in qualità di «Addetto» di tutto il personale di ruolo del Ministro degli affari esteri (comprese quindi la prima e la seconda area funzionale) ed è disposta dal Ministro degli affari esteri, su motivata proposta del Consiglio di amministrazione, in relazione a particolari esigenze di servizio, ossia per quei Paesi esteri ove prevalgono situazioni ambientali tali da incidere negativamente sia sul servizio reso dai singoli, sia sulla funzionalità stessa della nostra Rappresentanza diplomatica o del nostro Ufficio consolare in loco. Essa, quindi, non risponde assolutamente all'esigenza di agevolare il trattamento dei dipendenti in materia di importazione ed esportazione di merci, nonché di valuta. La notifica allargata (dalla quale sono esclusi attualmente, oltre all'Argentina, altri 11 Paesi dell'America centrale e meridionale, tra i quali Messico, Venezuela, Brasile, Honduras e Bolivia) non è quindi una prassi, contrariamente a quanto sostenuto dall'interrogante, ma è limitata ai casi di sedi caratterizzate da peculiari e particolarmente precarie condizioni di sicurezza, che potrebbero impedire o creare ostacoli all'esercizio delle funzioni dei dipendenti (sulla base del principio «ne pediatur legatio»).
Tutto ciò premesso, il temporaneo irrigidimento burocratico da parte delle autorità argentine nei confronti del personale non accreditato in lista diplomatica, si riferisce presumibilmente all'emanazione da parte della Banca centrale argentina, il 28 ottobre 2011, di una circolare (volta a tenere sotto controllo il cambio nonché la massa di riserve in valuta pregiata) che prevede l'esenzione dei titolari di passaporto diplomatico dalle limitazioni al cambio di valuta pregiata. Immediatamente dopo l'emanazione di tale circolare, l'Ambasciata d'Italia a Buenos Aires è intervenuta presso le autorità argentine chiedendo che tale esenzione fosse estesa anche ai titolari di passaporto di servizio italiano.
I numerosi e ripetuti passi, esperiti anche molto recentemente dall'Ambasciata, a
testimonianza della massima attenzione e sensibilità con la quale il Ministero degli affari esteri e la sede seguono la questione, hanno consentito di ottenere l'ufficializzazione da parte del Ministero degli affari esteri argentino nei confronti della Banca centrale dell'equiparazione dei passaporti di servizio italiani a quelli diplomatici, che godono quindi pienamente dei privilegi e delle immunità previsti dalle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961 e sulle relazioni consolari del 1963.
La Banca centrale, presso la quale l'ambasciatore a Buenos Aires è intervenuto da ultimo il 21 novembre 2012, parallelamente al nuovo passo svolto presso il Ministero degli affari esteri argentino, si accinge quindi a recepire formalmente tali istruzioni in modo da consentire anche ai titolari di passaporto di servizio l'acquisto di valuta straniera.
Va peraltro sottolineato che, come riferito dall'ambasciata, il problema cambiarlo riguarda prevalentemente il pagamento di affitti in dollari, pratica quasi completamente sostituita dall'uso di pesos, in ottemperanza alla legge argentina che prevede la facoltà in ogni caso di corrispondere la somma, dovuta in valuta locale.
Risultano peraltro generalmente accettati anche gli euro, di cui il personale con passaporto di servizio dispone liberamente.
Per i titolari di passaporto di servizio non si riscontrano altre difficoltà di natura finanziaria o relative ad importazione e esportazione di merci, tranne quelle che, in Argentina così come in molti altri Paesi, colpiscono non solo i titolari di passaporto di servizio ma anche quelli di passaporto diplomatico e sono quindi indipendenti dal tipo di documento posseduto. Proprio per questo, tale genere di inconvenienti contribuisce alla valutazione che l'amministrazione fa in vista dell'attribuzione del coefficiente di disagio delle, sedi e la corresponsione di un trattamento economico differenziato.
Anche dal punto di vista della sicurezza, gli elementi forniti dall'ambasciata d'Italia a Buenos Aires non fanno ritenere che vi sia stato un peggioramento delle condizioni economiche e di sicurezza del Paese tale da giustificare la concessione del passaporto diplomatico ai dipendenti della prima e della seconda area funzionale.
Relativamente alla situazione della notifica del personale argentino in Italia, si fa presente che non tutto il personale in servizio presso l'ambasciata della Repubblica argentina a Roma è accreditato in lista diplomatica, essendo composto da 14 unità in lista diplomatica e da 5 nella lista del personale tecnico-amministrativo, mentre risultano 4 unità accreditate con passaporto diplomatico consolato generale a Milano e 2 unità al consolato generale a Roma.
Si assicura comunque che, se le condizioni ambientali in Argentina subissero evoluzioni negative, il Ministero degli affari esteri non mancherebbe di assumere le determinazioni conseguenti.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Marta Dassù.