• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01085 [Iniziative per consentire il completamento del piano nazionale di edilizia abitativa]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-01085 presentata da CHIARA BRAGA
venerdì 21 dicembre 2012, seduta n.738
La VIII Commissione,

premesso che:

l'articolo 11 del decreto-legge n. 112 del 2008 ha previsto l'incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo attraverso l'offerta di alloggi di edilizia residenziale, da realizzare con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinati alle categorie sociali svantaggiate nell'accesso al libero mercato degli alloggi in locazione (cosiddetto piano casa);

le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del piano sono individuate dal comma 12 dell'articolo 11 del citato decreto-legge, che ha previsto la costituzione di un fondo alimentato con le risorse derivanti da provvedimenti adottati nella precedente legislatura. Successivamente, il comma 4-bis dell'articolo 18 del decreto-legge n. 185 del 2008, ha destinato al piano casa ulteriori risorse finanziarie provenienti dal fondo aree sottoutilizzate (FAS);


gli interventi sono attuati anche attraverso il project financing, mediante:


a) il trasferimento di diritti edificatori in favore dei promotori degli interventi di incremento del patrimonio abitativo;


b) incrementi premiali di diritti edificatori finalizzati alla dotazione di servizi, spazi pubblici e miglioramento della qualità urbana;


c) provvedimenti mirati alla riduzione del prelievo fiscale di pertinenza comunale o degli oneri di costruzione;


d) la costituzione di fondi immobiliari;


e) la cessione dei diritti edificatori come corrispettivo per la realizzazione anche di unità abitative di proprietà pubblica da destinare alla locazione a canone agevolato;


con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 luglio 2009 il Consiglio dei ministri ha quindi approvato il piano nazionale di edilizia abitativa. Ai sensi decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il piano è articolato in sei linee di intervento:



a) costituzione di un sistema integrato nazionale e locale di fondi immobiliari per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale;

b) incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica;

c) promozione finanziaria anche ad iniziativa di privati (project financing);

d)agevolazioni a cooperative edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi;

e) programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale;

f) interventi di competenza degli ex IACP (compresi nel programma straordinario di edilizia residenziale pubblica approvato con decreto ministeriale del 18 dicembre 2007);

in fase di prima attuazione la dotazione finanziaria del fondo è utilizzata:

a) 150 milioni di euro per il sistema integrato di fondi immobiliari;

b) 200 milioni di euro per gli interventi di competenza degli ex IACP, ripartiti tra le regioni con il decreto ministeriale del 18 novembre 2009;

c) 377,9 milioni di euro - ripartiti con decreto ministeriale 8 marzo 2010 - per il finanziamento delle altre linee di intervento: incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica; project financing; agevolazioni a cooperative edilizie; programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale;


si deve tener conto delle linee guida agli enti territoriali ai fini dell'attuazione del piano nazionale di edilizia abitativa, allegate al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 luglio 2009, di cui all'articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sistema integrato di fondi immobiliari (SIF);


il CIPE, con la delibera n. 16 del 5 maggio 2011, ha espresso parere favorevole sugli schemi di accordi di programma tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le regioni Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e provincia autonoma di Trento;


l'articolo 11 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 luglio 2009, prevede, ai fini della costituzione del sistema integrato di fondi immobiliari, la partecipazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) a uno o più fondi immobiliari chiusi, le cui quote siano riservate esclusivamente a investitori istituzionali di lungo periodo;


ai sensi di tale previsione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti direzione generale per le politiche abitative, ha bandito una gara a procedura aperta (G.U.C.E. cod. 2010/S106 - 161418 del 3 giugno 2010; Gazzetta Ufficiale 5a serie n. 65 del 9 giugno 2010), al cui esito ha selezionato la CDP Investimenti SGR s.p.a - costituita nel 2009 da Cassa depositi e prestiti s.p.a. dall'Associazione delle Fondazioni bancarie (ACRI) e dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI) - che è risultata aggiudicataria, prima in via provvisoria (8 settembre 2010) e poi in via definitiva (8 giugno 2011), in qualità di società di gestione del fondo investimenti per l'abitare (FIA), quale fondo nazionale. Il 2 novembre 2011 è stato stipulato tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e CDP Investimenti SGR s.p.a. il contratto per la sottoscrizione di n. 280 quote di classe «B» del FIA per un valore nominale di 140 milioni di euro;


in generale, anche in conformità all'articolo 11 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 luglio 2009, il FIA ha la possibilità di intervenire fino al 40 per cento del patrimonio/capitale del fondo o società immobiliare locale, a fronte di una partecipazione di maggioranza da parte di altri investitori. In particolare, il patrimonio del FIA è destinato per il 90 per cento a investimenti indiretti (i.e., tramite altri fondi o società immobiliari locali) con il predetto vincolo della soglia massima di investimento del 40 per cento. Il patrimonio del FIA, inoltre, può essere investito per un massimo del 10 per cento - direttamente o indirettamente - in deroga al limite massimo del 40 per cento;


nel corso dall'audizione presso la Commissione finanze della Camera dei deputati il 29 novembre 2012, l'amministratore delegato di cassa depositi e prestiti ha reso noto che la Cassa ha allocato 500 milioni di euro sul social housing, ma ha chiarito che tale somma non è stata erogata per via di alcune questioni burocratiche;


in particolare, il problema è che il fondo era nato con l'idea che la Cassa fosse il partner finanziario di iniziative territoriali autonome, ed in tal senso era stato introdotto un limite al 40 per cento della quota che essa può finanziarie. Ma in questo momento di crisi sul territorio non ci sono sponsor che si possono accollare il 60 per cento dell'iniziativa e quindi molti progetti sono fermi;


qualora tale limite fosse rimodulato, la Cassa potrebbe quindi investire nuove risorse in questo settore,

impegna il Governo


ad assumere con urgenza iniziative al fine di modificare la disciplina sopra descritta per consentire, in primo luogo, il completamento del piano nazionale di edilizia abitativa ed inoltre la partecipazione attiva della Cassa depositi e prestiti alle iniziative degli enti territoriali, anche in misura superiore rispetto ai limiti fissati dalla normativa vigente.


(7-01085) «Braga, Mariani».