• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19346 [Iniziative ispettive presso la procura di Bari]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19346 presentata da FRANCESCO BARBATO
venerdì 21 dicembre 2012, seduta n.738
BARBATO. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:


alla Procura di Bari, il pubblico ministero Desirèe Digeronimo che ha indagato sull'ex assessore alla sanità della regione Puglia Alberto Tedesco si apprende che sarebbe isolata dai suoi stessi colleghi;


il procuratore di Lecce Motta e l'aggiunto De Donno contestano al pubblico ministero Giuseppe Scelsi l'abuso d'ufficio: avrebbe intercettato Paola D'Aprile proprio per «incastrare» la Digeronimo;


il pubblico ministero de Geronimo ha detto: riferendosi all'estate 2009, che, quando iniziò un «bombardamento mediatico» anche nei suoi confronti: «Infuriava una campagna di stampa sulla vicenda Tarantini che mi preoccupò non poco per il clima di sovraesposizione, e ritenni pertanto opportuno (...) avvertire il procuratore delle intercettazioni tra il Tedesco e il fratello di Pino Scelsi, poiché emergeva dalla mia indagine un conflitto acceso tra i Tarantini e Tedesco, e che il dottor Michele Scelsi, fratello del collega, si lamentava con Tedesco di alcune scelte in materia sanitaria effettuate dalla Cosentino, all'epoca direttore generale dell'Asl Bari, indagata dal collega e da me unitamente al Tedesco»;


«Dall'estate del 2009 e sino a quando ho iniziato a collaborare con i colleghi Bretone e Quercia (...) sono stata completamente isolata dagli altri colleghi e pertanto, non ho avuto più rapporti con loro, come ad esempio con Scelsi, la Pirrelli, la Iodice, persone con le quali maggiormente mi confrontavo in merito a questioni lavorative, perché eravamo amici, anche per la comunanza correntizia ("Magistratura democratica" - n.d.r.). A un certo punto ho capito che l'indagine sull'assessorato alla Sanità, che coinvolgeva il Tedesco, esponente del centrosinistra, verosimilmente aveva inciso sui miei rapporti con loro. Ho chiesto formalmente, anche a seguito di ciò, la cancellazione dalla mia corrente» (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it);


Digeronimo ricorda l'episodio in cui la collega Iodice le negò l'accesso ad alcune intercettazioni «con allegato il parere dei due procuratori aggiunti Drago e Di Napoli». «Molto spesso apprendevo dalla stampa dell'esistenza di elementi utili per le indagini in corso su Tedesco». E poi le intercettazioni della D'Aprile. Dopo una cena con la Gdf, Laudati «mi fece ascoltare la registrazione di una conversazione tra me e la D'Aprile e mi chiese di chiarire alcune circostanze rilevabili dal colloquio»;


«Nella stessa circostanza in cui Laudati mi fece ascoltare la conversazione di cui sopra, mi disse, sempre informalmente, che Scelsi aveva diffuso in ufficio pettegolezzi sul mio conto dicendo che io e Marzano lo avevamo pressato per archiviare il procedimento a carico della Cosentino (...). Inoltre, gli evidenziai che la Cosentino era ancora indagata nel mio procedimento». Poi, dice la Digeronimo, ne parlò con Scelsi: «Gli dissi come mai gli era venuto in mente di mettere in giro voci del genere sul mio conto, prive del tutto di fondamento. Lui ha farfugliato che "si era dovuto difendere perché, dopo l'arrivo di Laudati, gli erano stati contestati errori nelle indagini"» (http://www. lagazzettadelmezzogiorno.it);


i fatti esposti sono ad avviso dell'interrogante gravissimi minando la libertà e l'autonomia di un magistrato nell'ambito delle inchieste giudiziarie portate avanti -:


se il Ministro intenda assumere iniziative ispettive presso la procura di Bari in relazione ai fatti descritti in premessa. (4-19346)