• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19307 [Favorire l'avvio dei lavori, con fondi Cipe, relativi alla messa in sicurezza del santuario di Sant'Umile da Bisignano]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19307 presentata da FRANCESCO LARATTA
venerdì 21 dicembre 2012, seduta n.738
LARATTA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:


il santuario di Sant'Umile da Bisignano, è chiuso da circa tre anni per una piccola frana sul retro ed è in attesa dei fondi per la messa in sicurezza e la riapertura;


com'è noto a tutti, il 14 febbraio 2010, una parte della collina sul retro del convento, è scivolata a valle, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza del santuario di Sant'Umile da Bisignano, risalente al XIII secolo;

le istituzioni interessate e coinvolte decidono la chiusura del complesso e lo spostamento di molti oggetti e opere artistiche interne alla chiesa in altri luoghi più sicuri;

la stessa comunità francescana decide di traslocare in altra sede. Da allora la chiesa è chiusa, e il Santuario aperto solo sporadicamente e accessibile nella parte anteriore;


il problema consiste nel fatto che da allora, circa tre anni fa, per motivi vari, i lavori di messa in sicurezza della collina non siano ancora iniziati. Questo non solo aggrava la situazione del complesso, molto caro ai fedeli del territorio, non solo bisignanese, quanto rinvia ulteriormente la riapertura e dunque la frequentazione della chiesa che verrà sottoposta a lavori di restauro interni della durata di almeno tre anni, ad opera della sovrintendenza ai beni culturali;


se i lavori di restauro della chiesa (che dureranno almeno tre anni, così come dichiarato dagli interessati interpellati) cominceranno a lavori finiti alla collina (che non si sa quando inizieranno ne quando finiranno) significa che la chiesa potrebbe tornare ad essere riaperta chissà tra quanti anni: 4, 5, forse anche di più;


e questo è chiaramente un grande disagio ed un problema, non solo per quello che il Santuario della riforma rappresenta spiritualmente e culturalmente per i bisignanesi, ma perché con la canonizzazione del frate Umile da Bisignano, avvenuta a Roma il 19 maggio 2002, il luogo ha acquisito uno straordinario potenziale turistico religioso che lo ha di fatto candidato a divenire uno dei luoghi spirituali di riferimento della Calabria e dell'Italia. E non è cosa da poco, considerando che il turismo religioso fa muovere ogni anno in Italia ben 35 milioni di italiani per visitare luoghi di culto;

se a questo aggiungiamo che il finanziamento richiesto ed ottenuto dall'amministrazione comunale, pari ad un milione e centomila euro, stenta ad arrivare per la particolare congiuntura economica in corso, la situazione di degrado del santuario persisterà, già oggetto di un furto, e i rischi aumenteranno. Ed è forse per i motivi detti che la città di Bisignano e l'intero circondario e tutte le istituzioni, sono mobilitati per incentivare l'inizio dei lavori ed il ripristino e la valorizzazione del luogo;


nell'arco di questi due anni e mezzo, sono nati due comitati civici: il primo ha organizzato manifestazioni pubbliche di sensibilizzazione al problema e una petizione di oltre tremila firme. Il secondo opera in rete ed ha avviato una petizione on line, creato una pagina di conoscenza e confronto sul tema;

oltre alle suddette iniziative collettive vi è da registrare un apposito consiglio comunale aperto, alla presenza dell'Arcivescovo della diocesi Cosenza-Bisignano Monsignore Salvatore Nunnari, e l'avvio, e successiva sospensione per mancanza di fondi, di un film dedicato al Santo, alla Sua vita ed al Suo pensiero dal titolo: «Lucantonio, l'umile Santo»);

per i lavori al Santuario è previsto uno stanziamento dal Cipe di 1.100.000 euro -:




se il Governo sia a conoscenza di quanto su esposto;

che cosa intenda fare, per quanto di sua competenza, per favorire l'avvio dei lavori, con fondi Cipe, relativi alla messa in sicurezza del santuario di Sant'Umile da Bisignano;

se non intenda attivarsi per giungere alla riapertura del suddetto santuario, nel più breve tempo possibile, per restituirlo ai fedeli della Diocesi di Cosenza-Bisignano, ai devoti al santo che ogni anno giungono a migliaia al Santuario, ai tanti turisti che hanno sempre visitato i questo territorio;

se non si ritenga opportuno sostenere con incentivi e aiuti finanziari, le attività economiche della zona, che da tre anni soffrono una grave crisi, soprattutto a causa della chiusura del santuario, fonte primaria e insostituibile di turismo culturale e religioso. (4-19307)