• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08920 [Misure di sostegno alle famiglie]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08920 presentata da ELIO LANNUTTI
venerdì 21 dicembre 2012, seduta n.858

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'attuale crisi economica, iniziata nel 2009, ha determinato un'impennata delle aste giudiziarie e delle conseguenti vendite di immobili tramite i tribunali;

le cause sono soprattutto l'elevato numero di fallimenti o le procedure esecutive immobiliari, conseguenti alle iscrizioni di ipoteche e all'impossibilità di pagare i mutui;

scrive Daniela Padoan per "il Fatto Quotidiano" del 20 dicembre 2012: «Mille appartamenti all'asta in una settimana, e a parlarne sono solo gli elenchi pubblicati sugli appositi spazi dei grandi giornali, quasi che non costituissero un fatto, una notizia, in ultima analisi uno scandalo. Ma non è esatto: a parlarne c'è anche un post di poche righe, su una pagina Facebook che ho imparato a tenere d'occhio e che consiglio. Perché l'indignazione di un uomo che conosce le Borse come le sue tasche - che si è formato nelle università di chi governa la crisi europea, che dedica buona metà del suo tempo a occuparsi di persone che hanno perduto la casa, il lavoro e spesso anche le relazioni che le sostenevano - è davvero una strana, impagabile scuola di realismo. Ecco cosa c'era scritto, ieri, sulla pagina FB della Fondazione Condividere: "Leggendo il Corriere della Sera di oggi, ho trovato ben 12 pagine di esecuzioni immobiliari del Tribunale di Milano. Considerate che ogni pagina contiene circa 80 inserzioni, stiamo parlando di quasi 1.000 appartamenti che vanno all'asta questa settimana perché espropriati ai proprietari non più in grado di pagare le rate del mutuo e quindi di almeno 2-3.000 persone che hanno perso la casa. Tenete conto che sino a 2-3 anni fa queste aste del Tribunale non occupavano più di 4-5 pagine… È veramente sconcertante…" Perché queste parole non vengono pronunciate da quelli che dovremmo andare a votare? In Francia, una donna trentasettenne, ministro per le politiche abitative, ha recentemente proposto di requisire gli edifici inutilizzati di proprietà pubblica e privata - caserme, palazzi di istituti bancari e assicurativi, immobili della Chiesa - e di usarli per alloggiare i senza tetto. Ora, provate a leggere un vecchio articoletto dell'archivio storico del Corriere della Sera, nella rubrica Domande & risposte. Spiega come approfittare senza correre rischi e con serenità d'animo della possibilità di acquistare a buon prezzo gli immobili resi liberi dalle procedure esecutive, sempre più numerose grazie alla crisi. Sugli stessi giornali, negli stessi palinsesti televisivi, possiamo trovare una pagina in cui ci si occupa degli esiti sociali delle politiche economiche, della povertà e dei suicidi per disperazione - con interventi di sociologi, filosofi, politici; e un'altra pagina in cui si dà per scontato, come il tempo, come l'alternarsi delle stagioni, come le regole degli affari - dei buoni affari che queste politiche e persino queste morti permettono - che ci siano espropri, sfratti, pignoramenti, fallimenti, licenziamenti. Cause di morte, per parafrasare Ingeborg Bachmann, che intendeva quei sommovimenti sotterranei, quelle perdite di un punto essenziale d'equilibrio, quelle ingiustizie patite che nessuno potrà mai nominare come assassinii, di cui non abbiamo nemmeno consapevolezza. È la logica binaria, il doppio registro, forse la schizofrenia con la quale, giorno per giorno, ci viene insegnato a guardare il mondo. Persino quando ci diciamo di sinistra. Persino quando siamo noi a farne le spese»;

considerato che:

inevitabilmente la crisi e l'alta tassazione hanno portato numerose famiglie italiane a impoverirsi, pur nel tentativo di mantenere attivi certi consumi ma dovendo fare comunque i conti con redditi sempre più bassi, ed esse incontrano grandi difficoltà in tutto quel sistema di erogazione del credito per diversi servizi;

da un lato, le famiglie faticano a resistere per mantenere un livello di vita adeguato alle aspettative, mentre, dall'altro, non possono contare su alcun tipo di aiuto o sostegno visto che non possono fornire a loro volta quelle garanzie che servirebbero in parte a superare il difficile periodo attuale;

i fatti dimostrano che le famiglie sono state lasciate sole e il disinteresse o la sottovalutazione del problema da parte del Governo non possono essere ammissibili;

considerato che, a giudizio dell'interrogante:

in questi anni di governo nulla si è fatto per riformare il mercato del lavoro, per creare nuovi sistemi di protezione sociale, per accrescere la concorrenza delle imprese e per tutelare i cittadini consumatori, per ridurre la spesa corrente e per ridurre il debito pubblico, per combattere la povertà diffusa, per accrescere la capacità innovativa del sistema e per favorire la crescita dimensionale delle piccole imprese, per migliorare le infrastrutture, per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno, per attirare maggiori investimenti diretti all'estero, per ristrutturare settori fondamentali come il turismo e l'agroalimentare e per salvaguardare il nostro territorio;

è necessario ridurre effettivamente la spesa pubblica, in attuazione del principio della spending review inserito nel decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011, tramite misure quali una riduzione dei consumi intermedi delle pubbliche amministrazioni, attraverso un taglio modulabile, soprattutto a carico delle amministrazioni centrali, la razionalizzazione delle strutture periferiche dell'amministrazione dello Stato, l'accorpamento degli enti di previdenza pubblica e il rafforzamento del ruolo della Consip, nonché mediante la riduzione delle spese militari, impegnandosi altresì a dare conto al Parlamento, entro il 30 novembre 2012, dell'obiettivo raggiunto nell'ambito del programma di razionalizzazione e riorganizzazione della spesa pubblica;

occorre una riduzione strutturale della spesa corrente che consenta almeno di mantenere, se non addirittura di aumentare marginalmente, la quota di spesa destinata agli investimenti e al riequilibrio infrastrutturale del Paese e ad un adeguato sistema di welfare. A tal fine sarà necessario: 1) per ridare stimolo all'economia e sollievo alle famiglie, ridurre la pressione fiscale adottando di conseguenza una severa e rigorosa politica di lotta all'evasione fiscale e contributiva e recuperando risorse in seguito alla riduzione della spesa corrente, il che significa, volendo mantenere almeno gli stessi livelli di spesa sociale e di spesa in conto capitale rispetto al PIL, attuare un taglio drastico (3-5 punti di PIL) della spesa più improduttiva ma anche riduzioni di programmi non prioritari. Ciò dovrà avvenire anche attraverso una revisione generalizzata della spesa pubblica centrale e decentrata (spending review, appunto) volta a valutare l'efficacia e l'efficienza dei singoli programmi di spesa per il raggiungimento degli obiettivi e mediante: una riallocazione delle risorse in base al livello dei risultati e alle priorità delineate, il confronto con le migliori pratiche interne e internazionali, il monitoraggio degli indicatori, il controllo dei risultati e la valutazione dei processi amministrativi, al fine di garantire un migliore utilizzo delle risorse pubbliche; 2) adottare un'efficace riduzione dei costi della politica, riducendo i livelli di governo locale (Province e Comunità montane) e il numero dei componenti delle assemblee elettive e del costo delle giunte amministrative, riducendo le società partecipate dallo Stato e dagli enti decentrati e contenendo la proliferazione dei servizi "esternalizzati", riducendo le cariche di Governo e le istituzioni pubbliche, provvedendo altresì alla contrazione e alla revisione dei compensi per i rappresentanti politici, nonché una contrazione del finanziamento pubblico ai partiti; 3) provvedere al finanziamento e al mantenimento di una quota costante in rapporto al PIL della spesa in conto capitale: devono ripartire sia le grandi opere pubbliche che le opere di riqualificazione del tessuto infrastrutturale del Paese (la messa in sicurezza di scuole, carceri ed altri edifici pubblici, la ristrutturazione degli immobili pubblici nelle zone sismiche, la manutenzione delle infrastrutture e delle strade) con un grande piano di manutenzione e ristrutturazione del territorio con criteri di sostenibilità ambientale, con particolare riferimento alla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, sviluppando altresì un piano di incentivi per le aziende che investono in ricerca e nuove tecnologie sul risparmio energetico; 4) intervenire sul sistema sociale italiano al fine di ridurre le disuguaglianze e le disparità di trattamento. L'Italia è un Paese a bassa crescita economica, nel quale permane un grave problema di povertà, soprattutto nelle regioni meridionali. La scarsa crescita dell'Italia si è tradotta in un aggravamento delle condizioni sociali delle famiglie,

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che non sia più possibile rimanere indifferenti alla pesante crisi sociale e, di conseguenza, quali misure urgenti intenda attivare per porre fine a questa grande piaga sociale e porre in essere politiche di sostegno alle famiglie per renderle meno vulnerabili alla recessione, garantendo un'inversione delle politiche di austerità sui redditi nonché una maggiore equità fiscale e combattendo le disuguaglianze nel mercato del lavoro, prevenendo gesti disperati di cittadini e imprenditori feriti nell'onore;

quali iniziative, in un momento di crisi come quello che sta attraversando il Paese, con manovre "lacrime e sangue" che costeranno 2.103 euro all'anno a famiglia, con imposte, tasse e rincari, destinati ad aumentare, voglia intraprendere per porre in essere le opportune misure al fine garantire un taglio alla spesa pubblica, a partire dagli sprechi e dalle spese inutili, garantendo comunque la spesa sociale insopprimibile;

quali iniziative intenda assumere al fine di mettere in condizione molte aziende di invertire il ciclo economico recessivo, attivando meccanismi virtuosi di liquidità per salvare aziende e posti di lavoro, considerato che non si può solo continuare ad aumentare tasse e imposte, chiedendo ulteriori sacrifici ai cittadini che non riescono più ad arrivare neanche a metà mese;

quali siano le iniziative adottate o in corso di adozione per il risveglio dell'economia italiana e se non intenda garantire ai contribuenti una maggiore equità fiscale, visto che a quanto risulta all'interrogante ad oggi si applicano due pesi e due misure quando si tratta di non disturbare i soliti "raccomandati" a svantaggio degli altri;

se ritenga che le proposte messe in campo dal Ministro francese per le politiche abitative possano essere applicabili anche in Italia e, di conseguenza, quali iniziative intenda intraprendere al riguardo.

(4-08920)