• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00179 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che: in data 13 agosto 2008, un noto quotidiano ha pubblicato un inserto di...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00179 presentata da SIMEONE DI CAGNO ABBRESCIA
martedì 14 ottobre 2008, seduta n.066
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che:
in data 13 agosto 2008, un noto quotidiano ha pubblicato un inserto di otto pagine con specifiche caratteristiche di informazione pubblicitaria, concernente le presunte attività svolte da parte dell'Autorità portuale del Levante di Bari;
la predetta pubblicazione, circoscritta al bacino d'utenza di informazione dell'area barese e comunque con un costo di mercato pari a non meno di 20 mila euro, è stata diffusa in un momento irrituale ovvero in un periodo in cui la città di Bari è praticamente semideserta a causa del periodo costituito dalle ferie estive;
nel corso dei mesi di giugno e luglio scorso, l'Autorità Portuale di Bari è stata oggetto di inchieste giornalistiche sulla gestione delle attività svolte di propria competenza, sollevando dubbi ed evidenti perplessità anche su talune forniture sulle quali, al di là di presumibili posizioni difensive di parte, non risultano integralmente soddisfatti alcuni quesiti che invece appaiono fondati;
risulta infatti che l'Autorità portuale di Bari abbia effettuato un acquisto facendo ricorso ad una trattativa privata, da una società di Genova, di un pontone galleggiante con un costo pari a un milione di euro;
è importante evidenziare, inoltre, come anche gli operatori portuali abbiano confermato a più riprese l'inutilità dell'acquisto della predetta struttura che non sarebbe mai stata utilizzata all'interno del porto come riportato anche dagli organi di stampa locali;
inoltre risulterebbe attualmente in via di definizione un appalto di circa cinque milioni di euro, per l'affidamento di una molteplicità di servizi portuali, tra cui quelli di security, che la stessa Autorità portuale di Bari intenderebbe affidare alla società Multiservizi Portuali,
oltre ai dubbi sulla regolarità della procedura di gara, quanto predetto desta perlomeno sconcerto e preoccupazione, in considerazione che l'attuale normativa internazionale di security stabilisce una serie di importanti e rigide disposizioni nei confronti della sicurezza e della prevenzione di eventuali attacchi terroristici internazionali;
inoltre da un'analisi del bando di gara per l'affidamento del suddetto appalto di servizi, emergono tra l'altro rilevanti profili di illegittimità quali ad esempio: la valutazione della capacità economica e finanziaria dei concorrenti e la regolarità fiscale e contributiva delle concorrenti;
in merito al primo aspetto appare sorprendente anzitutto, che il bando di gara stabilisca che la capacità economica e finanziaria dei concorrenti consista nel possesso di un fatturato globale d'impresa nell'ultimo triennio non inferiore a 1.300.000,00 euro, visto che il valore annuo complessivo dell'appalto è pari a 1.664.000,00 euro per tre anni;
quanto esposto appare indubbiamente incongruo ed immotivato, in quanto il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sentenza n. 1824, sezione II, del 27 febbraio 2008, ha dichiarato: «è illegittimo il bando di una gara per l'affidamento di un pubblico appalto che preveda, quale requisito per la partecipazione ai fini della dimostrazione della capacità economica, il possesso di un fatturato nel triennio precedente, che risulta incongruo rispetto al valore dell'appalto, e ciò sia con riferimento al fatturato complessivo (nella specie fissato in misura doppia), sia con riferimento al fatturato dei servizi corrispondenti (nella specie fissato nella misura del 140 per cento)»;
conseguentemente nello specifico caso, si è ben oltre al di sotto del valore dell'appalto;
appare pertanto agli interpellanti complessivamente discutibile ed irragionevole la conduzione amministrativa e gestionale da parte dell'Autorità portuale di Bari anche e non soltanto con riferimento alle procedure con cui sta espletando le gare di appalto e di concessione;
infatti come potrebbe valutarsi seriamente ed in maniera accurata la solidità economica di un'azienda se la sommatoria del fatturato degli ultimi tre anni non raggiunge neanche la soglia minima dell'importo dell'appalto in questione?;
come potrebbe inoltre, la ditta affidataria del servizio, con un fatturato negli ultimi tre anni inferiore all'importo annuo dell'appalto, fornire la prova di essere in grado di assumere l'impegno di portare in maniera corretta e seria, a buon esito il servizio stesso?;
risulta pertanto illegittima l'indicazione di un fatturato globale dell'ultimo triennio inferiore, rispetto all'importo del servizio, che non costituisce affatto un valido ed adeguato parametro dimostrativo della capacità economica dei soggetti concorrenti, in quanto non proporzionato al valore economico dell'appalto;
ma ciò si appalesa ancor più irragionevole e illegittimo ove sol si consideri che in altra gara indetta nello stesso periodo dall'Autorità portuale di Bari per «la fornitura e posa in opera di un sistema di ormeggio con campo boe e corpi morti di ancoraggio», la stessa Autorità portuale (all'articolo III.2.1 del bando) ha invece previsto un «fatturato non inferiore a 3 milioni di euro» e quindi, con assoluta incoerenza, un fatturato pari al doppio del valore economico dell'appalto;
analoghe considerazioni negative e preoccupanti emergono anche per il livello del fatturato dei servizi identici a quello oggetto della gara, svolti nell'ultimo triennio, che il bando ha stimato nella misura altrettanto incomprensibile: non inferiore a 1.000.000,00 di euro e pertanto anche in questo caso in misura illogica ed inaspettatamente inferiore rispetto all'importo da appaltare pari a 1.664.000,00;
a parere degli interpellanti risulta inoltre illegittima la clausola del bando che richiede, ai fini di comprovare la regolarità fiscale e contributiva delle concorrenti, la presentazione della sola dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 445/2000, in quanto è necessaria e fondamentale a tale scopo, ai fini della regolarità, l'attestazione del DURC (documento unico di regolarità contributiva);
le suesposte preoccupazioni e perplessità appaiono ancora più fondate ove si consideri che risulterebbe proprio la società Multiservizi portuali l'unico partecipante alla gara ritenuto idoneo dall'Autorità portuale;
inoltre l'Autorità portuale di Bari ha recentemente prorogato un contratto con la stessa Multiservizi portuali, in outsourcing, sottoscrivendo un discutibile accordo con i sindacati per applicare tariffe orarie nettamente inferiori a quelle previste dal CCNL porti, contravvenendo pertanto al proprio ruolo di vigilanza sulle norme in materia di lavoro portuale;
in aggiunta a quanto predetto risulterebbe, tra l'altro, agli interpellanti, che l'Autorità portuale di Bari abbia effettuato una serie di assunzioni a tempo indeterminato, tra le quali ad esempio, quella di un dipendente assunto nel gennaio 2008, senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, per le norme di reclutamento di personale nella pubblica amministrazione, in evidente contrasto con le disposizioni costituzionali previste in tal senso;
a fronte di tale gravissima situazione, la predetta Autorità portuale sta diffondendo note del Ministero interpellato che si limitano a «prendere atto» di quanto sostenuto dalla stessa Autorità nelle sue memorie alimentando così un clima di confusione tra gli stessi amministratori pubblici di enti destinatari di tali missive;
nonostante i deboli tentativi da parte dell'Autorità portuale di Bari, nel difendere il proprio operato, si assiste in realtà ad uno stallo delle operazioni infrastrutturali previste, con conseguenti rischi per i finanziamenti concessi anche e soprattutto dal precedente Governo Berlusconi;
nel giugno scorso inoltre il Ministero interpellato, nell'ambito di un'indagine effettuata da parte della Corte dei conti, ha chiesto e sollecitato a più riprese all'Autorità portuale in questione una rendicontazione di taluni finanziamenti che risulterebbero non spesi;
l'acquisto del pontone galleggiante precedentemente riportato, nonché altre operazioni d'acquisto in corso di predisposizione, rappresentano un evidente ed un ingiustificato sperpero di denaro pubblico e distolgono l'attenzione dai reali problemi di gestione del porto, alimentando conseguentemente un clima di «incompatibilità ambientale» che potrebbe riverberarsi in un depotenziamento dell'attività portuale, in spregio al sensibile aumento dell'attività crocieristica e del traffico passeggeri registrato in questi ultimi periodi;
appare evidente, in considerazione di quanto esposto, che il porto di Bari rischia di essere danneggiato da una paradossale situazione di contenziosi giudiziari in atto tra Autorità portuale e la società Bari Porto Mediterraneo;
attualmente infatti risultano tre ricorsi amministrativi presso il Tribunale amministrativo della Puglia e il Consiglio di Stato;
è importante evidenziare come con l'ordinanza n. 470 del 12 settembre 2008, la III sezione del Tar Puglia, ha sospeso in quanto ritenuto illegittimo, un atto dell'Autorità portuale di Bari con il quale veniva denegato il rilascio di una concessione demaniale sull'area portuale denominata Marisabella a favore della società Bari Porto Mediterraneo e sancito «il pubblico interesse», da parte della medesima Bari Porto Mediterraneo, alla sollecita definizione del procedimento sulla istanza presentata;
è recente inoltre la notizia, ampiamente diffusa dagli organi di stampa, dell'apertura di un'inchiesta da parte Procura della Repubblica presso il tribunale di Bari sul «caso» Porto di Bari;
la risposta da parte del Ministero interpellato a seguito di un precedente atto di sindacato ispettivo, presentato in data 10 giugno 2008, sulla permanente situazione di stallo e di incertezza esistente presso l'Autorità portuale di Bari, non ha conseguito alcun effetto teso ad accelerare conseguentemente le procedure volte agli investimenti infrastrutturali necessari ed urgenti, per lo scalo marittimo del capoluogo pugliese, il cui ritardo comporterà un mancato sviluppo del Porto di Bari che rappresenta notoriamente il collegamento più ravvicinato con i Balcani e con l'est europeo e asiatico ed è strategicamente importante per il futuro Corridoio 8;
risulta importante evidenziare inoltre come sebbene vi sia stato recentemente un trend leggermente positivo in ordine al traffico dei passeggeri e del volume di scambio delle merci, esso tuttavia è da assoggettarsi alla precedente gestione dell'Autorità portuale di Bari, ai molteplici investimenti sia infrastrutturali che finanziari, di cui nel 2004 e nel 2005, con il contributo del precedente Governo Berlusconi, il Porto di Bari ha beneficiato, nonché grazie alla elevata qualità dei servizi, realizzati e gestiti dalla Bari Porto Mediterraneo;
tuttavia nell'anno in corso, si è già registrata una sensibile flessione del traffico traghetti da/per la Grecia e il Montenegro;
tale situazione è principalmente da imputarsi ad una evidente carenza di nuovi ormeggi nel Porto di Bari, nonché al forte congestionamento delle aree operative e della viabilità interna all'area portuale, al fine di un regolare e rapido raggiungimento delle navi in partenza, ma soprattutto del deflusso degli automezzi in uscita dal porto, in considerazione anche della perdurante ristrettezza della carreggiata della bretella stradale interna di collegamento delle stazioni marittime, fino al Varco delle Vittorie;
in particolare risulta tra l'altro oscura anche la vicenda dell'esistente area attrezzata di «Marisabella» per la quale sarebbero state rilasciate autorizzazioni, a titolo gratuito nel periodo estivo e natalizio del 2007, anziché regolari concessioni con contestuale pagamento dei canoni previsti;
in considerazione di quanto esposto, l'attuale gestione dell'Autorità portuale desta una serie di dubbi e perplessità sull'operato in generale ed in particolare sul settore crocieristico, dove il principio del pluralismo sembra aver lasciato il posto all'affidamento a due sole compagnie bypassando lo stesso territorio pugliese e come il quotidiano: La Gazzetta del Mezzogiorno, ha in più riprese pubblicato;
appare importante evidenziare, fra l'altro, le rimostranze quotidiane da parte degli operatori portuali, che si ritengono tormentati dalle continue azioni di contrasto del vertice dell'Autorità portuale e di una rilevante parte del suo personale dipendente, che per lo svolgimento di tale ruolo viene sovente ricompensato con un sistema per gli interpellanti smisurato e illogico di premi in denaro;
in definitiva a giudizio dei molti operatori portuali, siamo in presenza, nel porto di Bari, di una gestione per alcuni versi, senza regole, personalistica e disinvolta, che sta creando un diffuso malessere ed innesca un processo di oggettivo indebolimento del ruolo del Porto di Bari, che ha delle potenzialità di sviluppo e che, in questo contesto, si rischia di disperdere con ricadute fortemente negative, nonché dell'immagine dell'Autorità portuale di Bari e di conseguenza del Ministero interpellato -:
se quanto esposto in premessa corrisponda al vero, e se conseguentemente non ritenga urgente ed opportuno avviare nell'ambito delle proprie competenze, un'accurata ispezione sull'attuale gestione dell'Autorità portuale di Bari, al fine di addivenire a una sollecita definizione delle evidenti e gravi disfunzioni esistenti presso il Porto di Bari;
se non ritenga altresì che l'attuale situazione negativa e penalizzante esistente presso l'Autorità Portuale di Bari, possa arrecare un grave danno economico e turistico non soltanto per la città capoluogo, ma per l'intera Regione Puglia in considerazione dell'importanza strategica dal punto di vista non solo geografico, in cui è situato il Porto di Bari;
se non convenga inoltre che la situazione di stallo in cui versa l'Autorità portuale di Bari, che tra l'altro, ha il compito di indirizzare, programmare, coordinare, promuovere e controllare le operazioni portuali e le attività commerciali e industriali, evidenzi una mancanza di strategia programmatica e di pianificazione degli investimenti al fine di una maggiore competitività anche turistica a livello nazionale ed europeo;
se sia a conoscenza, infatti, in considerazione di quanto suesposto che l'unica opera infrastrutturale in corso di esecuzione è quella della darsena di ponente, già appaltata dalla precedente gestione dell'Autorità portuale;
se non ritenga infine opportuno, nel caso fossero accertate le responsabilità amministrative e gestionali, valutare l'opportunità di ricorrere al commissariamento dell'Autorità portuale di Bari, in considerazione del fatto che le disposizioni normative vigenti attribuiscono al Ministro interpellato le prerogative per intervenire in tale senso, a seguito dell'accertamento dei fatti esposti in premessa.
(2-00179)
«Di Cagno Abbrescia, Distaso, Sisto, Bruno, Lazzari, Franzoso, Divella, Carlucci, Fucci, Vitali, Savino, Aprea, Aracu, Antonio Pepe, Lisi, Patarino, Ravetto, Marinello, Della Vedova, Lorenzin, Moles, Fallica, Giudice, Costa, Mannucci, De Girolamo, Mazzocchi, Osvaldo Napoli, Tassone, Nastri, Beccalossi, Pagano, Gregorio Fontana».