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Atto a cui si riferisce:
C.4/18479 [Sul nuovo piano di modernizzazione della linea ferroviaria Catania-Palermo ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 20 dicembre 2012
nell'allegato B della seduta n. 737
All'Interrogazione 4-18479 presentata da
VINCENZO GIBIINO
Risposta. - Il collegamento ferroviario tra Palermo e Catania fa parte del corridoio n. 5 «Helsinki-La Valletta» della rete trans-europea di trasporto.
Tale corridoio oltre ad estendersi a sud-est con la diramazione Napoli-Bari si sviluppa nel territorio siciliano secondo la direttrice Messina-Catania-Enna-Palermo, per consentire di servire i principali nodi urbani dell'isola e di migliorare i collegamenti ferroviari con i porti e gli aeroporti dell'isola.
Sulla base delle notizie assunte presso Ferrovie dello Stato si fa presente che il progetto di investimento «Nuovo collegamento Palermo-Catania» è stato sviluppato da Rete ferroviaria italiana (RFI) non solo come un intervento di velocizzazione della linea ferroviaria esistente - a semplice binario - che non potrebbe in nessun modo rispondere agli standard europei, ma come un intervento che tenga conto della necessità di garantire le caratteristiche tecniche essenziali ad una rete trans-europea di trasporto.
La realizzazione del nuovo collegamento ferroviario consentirà un significativo recupero dei tempi di percorrenza ed inoltre migliorerà gli standard di sicurezza e regolarità della circolazione mediante la soppressione di oltre 40 passaggi a livello oggi esistenti tra Bicocca e Fiumetorto.
Attualmente il collegamento ferroviario tra Palermo e Catania è garantito dalla linea Palermo-Caltanissetta-Enna-Catania, a sua volta facente parte delle linee storiche Agrigento-Catania e Palermo-Caltanissetta, per una estesa complessiva di circa 240 chilometri di cui circa 43 chilometri a doppio binario nella tratta Palermo e Fiumetorto e circa 4 chilometri nel nodo di Catania. La rimanente tratta è a semplice binario con oltre 40 passaggi a livello, con pendenze fino al 30 per cento e ridotti raggi di curvatura.
Un eventuale intervento di velocizzazione dei tracciati esistenti sull'attuale linea storica, non accompagnato dal raddoppio del binario, pur producendo una riduzione, sia pur marginale dei tempi di percorrenza, tuttavia non consentirebbe alcun aumento dell'offerta attuale, né un effettivo recupero dei tempi di percorrenza.
Il doppio binario produce, infatti, la possibilità di aumentare significativamente l'offerta, ossia il numero di treni che possono circolare sulla linea, e garantisce la possibilità di ridurre gli eventuali disagi legati alle criticità di circolazione attraverso l'uso promiscuo dei binari di corsa in caso di guasti, manutenzioni straordinarie, eccetera.
Lo studio preliminare di Rete ferroviaria italiana ha individuato il corridoio ottimale dell'itinerario, che prevede l'intero raddoppio, con un'interconnessione bidirezionale con la linea storica in prossimità di Enna (relazioni migliorate sia per Palermo sia per Catania) e la possibilità di una nuova fermata nella zona bassa di Enna in forte espansione urbana.
Inoltre, Rete ferroviaria italiana ha fatto presente che le caratteristiche geometriche (raggi di curvatura, pendenze, eccetera) della linea storica in oggetto non si conciliano con la realizzazione di una linea a velocità di progetto, né con l'eventuale raddoppio in sede. Soltanto nella tratta compresa tra Catenanuova e Bicocca è possibile progettare il raddoppio in affiancamento alla linea esistente, mentre da Catenanuova a Castelbuono è necessario procedere totalmente in variante rispetto all'attuale tracciato.
Ad ogni modo, considerati sia il costo piuttosto elevato dell'intervento in esame sia i tempi di realizzazione necessari, come è già noto all'interrogante, sono state previste due macrofasi funzionali al fine di poter anticipare i benefici derivanti dalla riduzione dei tempi di percorrenza. La macrofase 1, infatti, riduce i tempi di percorrenza di circa il 30 per cento (da 3 a 2 ore e 11 minuti per Palermo-Catania collegamento no-stop) e con la macrofase 2 i tempi di percorrenza si ridurranno ulteriormente a 1 ora e 23 minuti (per Palermo-Catania collegamento no-stop).
In merito, poi, a quanto segnalato dall'interrogante circa la possibilità di velocizzare l'attuale linea storica, la società Rete ferroviaria italiana ha fatto presente di avere già in fase di realizzazione alcune varianti di tracciato e di interventi diffusi sulla linea Fiumetorto-Agrigento, nel tratto Fiumetorto-Bivio Lercara, nonché, nell'ambito del progetto «Nuovo collegamento Palermo-Catania», di aver previsto la velocizzazione della tratta Marianopoli-Roccapalumba mediante la rettifica di curve di tracciato.
Infine, con riferimento a quanto evidenziato dall'interrogante circa la possibilità di velocizzare i tracciati esistenti con un intervento che costerebbe 200 milioni di euro, che consentirebbe di percorrere la Catania-Palermo in 2 ore e 20 minuti e che potrebbe essere ultimato nel corso di un anno, Rete ferroviaria italiana ha fatto presente che, a seguito di indagini, non ha individuato alcun progetto nel senso indicato mentre esistono altri studi, condotti non solo da Rete ferroviaria italiana, che confermano la possibilità di realizzare velocizzazioni sulla linea a semplice binario ma con costi e tempi realizzativi notevolmente superiori a quelli riportati dall'interrogante.
Infine, come si è avuto modo di ricordare nel corso di un question time in Aula alla Camera, cui ha partecipato il sottoscritto, sull'asse Palermo Catania, proprio allo scopo di velocizzare l'attuale linea, sono state previste ingenti risorse nel piano per il Sud.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Corrado Passera.