• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00299 PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA, RUSSO - Al Ministro dell'interno - Premesso che: si apprende dai quotidiani del 1°...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00299 presentata da FRANCESCO PARDI
martedì 14 ottobre 2008, seduta n.072

PARDI, BELISARIO, GIAMBRONE, CARLINO, CAFORIO, DE TONI, DI NARDO, LANNUTTI, LI GOTTI, MASCITELLI, PEDICA, RUSSO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

si apprende dai quotidiani del 1° ottobre 2008 della denuncia presentata al Nucleo dei Carabinieri di Parma da parte di un cittadino ghanese residente in Italia, che avrebbe subito violenze fisiche ed insulti di carattere xenofobo da parte di sette membri della Polizia municipale;

Emmanuel Bonsu Foster, cittadino ghanese di 22 anni regolarmente residente in Italia, si sarebbe recato, in data non specificata, ad assistere alle lezioni serali dell'Istituto tecnico industriale statale di Parma. Giunto in anticipo, avrebbe depositato i propri effetti personali, per poi recarsi al vicino parco "ex Eridania". Qui sarebbe stato avvicinato da due persone in abiti civili, le quali senza identificarsi lo avrebbero accerchiato e preso per i polsi;

il giovane avrebbe reagito alla paura scappando per pochi metri. Allorché raggiunto sarebbe stato atterrato da sette agenti, percosso e ammanettato. Il quotidiano online, nel riportare le dichiarazioni di Emmanuel Bonsu Foster, fa esplicito riferimento ad epiteti razzisti, prostrazione fisica quali "un piede sopra la testa" ed il possibile impiego di manganelli o bottiglie d'acqua, che sarebbero state utilizzate nell'aggressione;

una volta tradotto al Comando della Polizia municipale il giovane sarebbe stato fatto spogliare, avrebbe subito perquisizioni corporali condotte con modalità assai perentorie e sarebbe stato insultato dagli agenti con epiteti razzisti. L'articolo informa altresì di un diniego del permesso di contattare telefonicamente i propri familiari;

solo in tarda serata il padre dello studente avrebbe raggiunto la centrale operativa, apprendendo del fermo di polizia necessitato dalla presunta resistenza a pubblico ufficiale ed il diniego di fornire le proprie generalità. La busta intestata del Comune di Parma contenente i verbali recherebbe, secondo la documentazione fotografica fornita dal giornalista, l'intestazione "Emmanuel negro";

il referto del Pronto soccorso, cui la famiglia Bonsu Foster si sarebbe rivolta per curare ematomi ed accertare l'inegrità di una gamba claudicante, certificherebbe un ematoma, una ferita alla mano e il fatto che non abbia mai perso coscienza;

si apprende che l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Una) del Ministero per le pari opportunità avrebbe aperto un'inchiesta per far luce sull'episodio;

risulterebbe la presenza di testimoni che avrebbero assistito casualmente alla presunta aggressione: tre donne italiane, che avrebbero confermato la versione dei fatti come esposta dalla vittima alla Procura della Repubblica della città emiliana. Nel corso della trasmissione "Chi l'ha visto", una testimone avrebbe dichiarato: "Quegli agenti della Polizia municipale hanno aggredito Emmanuel con una brutalità ed una violenza inaudita facendo ricorso a tutto l'armamentario verbale più triviale e volgare possibile per evidenziare la sua appartenenza ad una razza diversa da quella bianca",

si chiede di sapere:

se quanto illustrato in premessa corrisponda a verità;

se non si valuti il comportamento della Polizia municipale eccedente rispetto alle competenze attribuitele, ossia un'ingerenza relativamente alle attribuzioni della Polizia di stato;

se si ritenga che il comportamento dei sette agenti di Polizia municipale non sia da considerarsi eccessivamente violento e gravemente discriminatorio e quali misure siano necessarie di fronte a tale condotta.

(3-00299)