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Atto a cui si riferisce:
C.4/16797 [Sulla sicurezza alimentare]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata mercoledì 19 dicembre 2012
nell'allegato B della seduta n. 736
All'Interrogazione 4-16797 presentata da
PAOLA BINETTI
Risposta. - La sicurezza alimentare è da tempo una priorità del Governo italiano ed in particolare del Ministero degli esteri.
Il nostro Paese infatti, attraverso un notevole impegno di risorse economiche ed umane, risulta essere uno dei Paesi maggiormente coinvolti per lo sviluppo, il sostegno e la diffusione dei princìpi del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura (Tirgaa), ratificato con la legge 101 del 6 aprile 2004.
La continua erosione genetica e la perdita della diversità biologica delle specie di interesse agricolo pone le condizioni per un'eccessiva uniformità della dieta alimentare con l'uso di poche specie e, all'interno di queste, di poche varietà. Oggigiorno, il mantenimento, la conservazione ed il miglioramento del patrimonio genetico vegetale si rivela ancor più strategico nel contesto della crisi economica globale, del cambiamento climatico e dei loro effetti sulla sicurezza alimentare e sulla volatilità dei prezzi degli alimenti, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.
Il Trattato ha lo scopo di proteggere le risorse genetiche vegetali che sono alla base della sicurezza alimentare mondiale e di promuoverne uno scambio equo e sostenibile tra i detentori attraverso la creazione di un sistema multilaterale di scambio, che consentirà una giusta suddivisione dei vantaggi derivanti dall'utilizzazione delle risorse genetiche.
Il nostro Paese ha più volte ribadito il ruolo cruciale delle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura come base per garantire sicurezza alimentare globale e come risposta al cambiamento climatico attraverso la conservazione e l'uso sostenibile delle specie agricole.
Il Governo, in attuazione del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, Rgv-Fao, finanzia dal 2004 un progetto di ricerca volto a censire, caratterizzare e valorizzare le risorse genetiche vegetali presenti nel Paese. L'obiettivo principale di tale progetto è quello di conservare e garantire l'uso duraturo delle risorse genetiche vegetali e di facilitare l'accesso e lo scambio delle informazioni, in modo da consentire la ricerca e lo sviluppo di varietà migliorate. Con l'adesione al Trattato, i Governi, gli agricoltori, gli istituti di ricerca e le industrie, hanno la possibilità di lavorare in comune, mettendo insieme le loro risorse genetiche e condividendo i benefici derivanti dal loro utilizzo. All'interno delle azioni promosse dal Trattato esistono, inoltre, dei progetti specifici di cooperazione mirati a sviluppare e rafforzare la capacità dei Paesi in via sviluppo in materia di conservazione ed uso sostenibile delle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, anche attraverso il trasferimento delle tecnologie e lo scambio di informazioni. Per l'anno 2011 l'Italia ha impegnato 1.106.246,00 euro per lo svolgimento delle attività annuali a livello nazionale, e 650.000 euro per i progetti da dedicare agli interventi nei Paesi in via di sviluppo.
Nel 2009 si è inoltre attivato un processo, durante la Presidenza italiana del G8 e culminato con l'adozione dell'iniziativa sulla sicurezza alimentare dell'Aquila (Afsi - L'Aquila food security initiative), innovativo ed inclusivo capace di catalizzare l'adesione di oltre 40 tra Paesi ed organizzazioni internazionali, mobilizzando 22,5 miliardi di dollari in favore di iniziative a sostegno di progetti di sicurezza alimentare.
Le iniziative Afsi sono state riviste e rilanciate dalla Presidenza statunitense in occasione dell'ultimo vertice G8 svoltosi a Camp David il 18 e 19 maggio 2012. Nel ribadire gli impegni collettivamente presi a L'Aquila nel 2009, gli Stati Uniti hanno proposto la creazione della cosiddetta «New Alliance to increase Food and Security Nutrition», per favorire lo sviluppo dell'Africa sub-Sahariana attraverso il sostegno agli investimenti del settore privato in agricoltura. La «New Alliance» prevede l'adesione di Paesi donatori di area G8 (tra cui l'Italia) e non solo, di Governi africani e del mondo imprenditoriale, con l'obiettivo di ridurre di 50 milioni in dieci anni il numero delle persone al di sotto della soglia di povertà. Inizialmente, la «New Alliance» prevede di concentrarsi su sei Paesi africani che hanno dimostrato particolare attitudine e potenzialità nel favorire gli investimenti privati nel settore agricolo: Burkina Faso, Costa d'Avorio, Ghana, Etiopia, Mozambico e Tanzania. La finalità dell'iniziativa statunitense è di privilegiare lo strumento dell'aiuto pubblico allo sviluppo per creare contesti favorevoli agli investimenti privati in agricoltura, migliorare il funzionamento dei mercati reali e finanziari, favorire l'impiego di nuove tecnologie e rendere più accessibili gli strumenti per una migliore gestione dei rischi: credito, assicurazioni, sistemi di analisi e di allerta precoce.
Nelle linee guida 2012-2014 della cooperazione italiana, che come noto costituiscono il principale documento di programmazione strategica nazionale in materia di cooperazione, l'agricoltura e la sicurezza alimentare rivestono un ruolo assolutamente prioritario tra i settori d'intervento. In tali linee guida è previsto l'impegno dell'Italia a perseguire le finalità delineate nel piano d'azione recentemente adottato dai Ministri dell'agricoltura in ambito G20, come le iniziative per controllare e mitigare gli effetti negativi dell'elevata volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli, contribuendo alla definizione di codici di comportamento responsabili riguardo agli investimenti in agricoltura.
L'«Impatto dei prezzi sulla sicurezza alimentare» è oggetto di costante osservazione da parte dell'ONU. L'assemblea generale delle nazione unite, nella sessantaseiesima sessione, ha infatti adottato lo scorso anno una risoluzione concernente la «Eccessiva volatilità dei prezzi nei mercati dei prodotti alimentari e delle materie prime correlate» (A/RES/66/188), per meglio analizzarne le cause e discutere sulle politiche più idonee ad affrontare il problema. Anche l'ultimo rapporto congiunto Fao/Ocse «Prospettive agricole 2012-2021», pubblicato durante lo scorso mese di luglio, prevede che nel prossimo decennio i prezzi dei prodotti di base agricoli rimarranno sostenuti, in relazione al persistere di una domanda forte e stabile ma in presenza di una crescita rallentata della produzione globale. Le cause di tale tendenza sono dovute a un generale incremento dei costi di produzione e ad una più limitata espansione delle aree coltivabili, che si traducono in una sostanziale inadeguatezza dell'offerta di risorse alimentari.
Per quel che concerne le iniziative intraprese in occasione della giornata mondiale dell'alimentazione 2011, il Ministero degli affari esteri ha fornito il suo sostegno operativo ad una campagna di raccolta fondi che ha visto la cooperazione delle agenzie Onu del polo agroalimentare romano (Fao, Ifad, Wfp), per l'emergenza siccità in Corno D'Africa. Nel corso della campagna sono stati raccolti circa 130.000 euro, destinati alla realizzazione di un progetto riguardante rispettivamente l'emergenza, lo sviluppo ed il microcredito, nel rispetto del mandato di ciascuna delle predette agenzie e con il coinvolgimento, ove possibile, delle organizzazioni non governative italiane operative nella regione.

Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Staffan de Mistura.