• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08891 [Costruzione di un collegamento stradale tra la strada regionale n. 445 e la città di Carrara]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08891 presentata da PIETRO ICHINO
mercoledì 19 dicembre 2012, seduta n.856

ICHINO, GRANAIOLA, MARCUCCI, FERRANTE, DELLA SETA - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

l'Anas ha predisposto nei mesi scorsi uno studio di fattibilità, che ha già trasmesso al Cipe, per la costruzione di un collegamento stradale tra la strada regionale n. 445, in particolare il paese di Vagli (Lucca) in Garfagnana, e la città di Carrara, attraverso un traforo principale ipotizzato sotto il monte Tambura;

tale progetto si colloca all'interno del parco regionale delle Alpi apuane e interessa siti protetti dalla normativa europea, italiana e regionale (toccando zone SIC, SIR e ZPS); tra l'altro, recentemente, al parco è stata riconosciuta la qualifica di geosito da parte dell'Unesco, ignorata dalla documentazione predisposta dall'Anas;

i percorsi ipotizzati (al momento sono state presentate tre varianti) attraversano una zona carsica tra le più importanti, e al tempo stesso delicate, dell'intero territorio nazionale, mettendo perciò a repentaglio anche il bacino idrico più importante dell'intera Toscana: la sorgente del Frigido a Forno ha una portata media di 1.500 metri al secondo;

l'area carsica ospita un ecosistema ipogeo di importanza mondiale (con 6 abissi superiori ai 1.000 metri di profondità, dei quali il Roversi, 1.350 metri, è il più profondo d'Italia), con pozzi, fiumi e laghi sotterranei in gran parte inesplorati, fino ad oggi topografati per circa 50 chilometri di sviluppo (si veda il catasto delle grotte della Regione Toscana, curato dalla Federazione speleologica, che ha censito 150 cavità);

in base a questi dati e soprattutto al fatto che non si è in grado di ipotizzare che cosa esista all'interno delle montagne destinate a essere attraversate dalla strada si paventa la distruzione di un patrimonio ambientale inestimabile;

le opere previste, sia i viadotti (alti fino a 150 metri), sia le gallerie, si collocano in aree del territorio del comune di Massa (la cui amministrazione ha già espresso parere negativo) che risultano essere, dalla carta regionale dei rischi geomorfologici allegata al progetto, zone "ad alto rischio"; la stessa relazione preliminare di valutazione d'impatto ambientale predisposta da Anas suggerisce di "mettere in sicurezza il territorio" prima di procedere, dal momento che le opere metterebbero a forte rischio i versanti interessati;

dal piano economico allegato al progetto Anas, contrariamente a quanto è stato annunciato a mezzo stampa, risulta che il finanziamento progettato sarebbe sufficiente a garantire l'equilibrio economico per meno della metà del progetto e che il contributo pubblico necessario dovrebbe essere, sia in forma diretta che in compensazioni su imposte, pari a 310 milioni di euro;

l'autofinanziamento del progetto si fonda anche sulla riapertura di 10 cave a Vagli e ben 22 a Carrara con un evidente sovraccarico di attività estrattiva in un'area protetta;

l'opera appare peraltro finalizzata alla sola attività estrattiva, senza ricadute positive per la popolazione dei territori interessati, che potrebbe viceversa avere dei vantaggi assai rilevanti dalla valorizzazione e dal potenziamento della linea ferroviaria Lucca-Aulla,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga che debba essere esclusa l'opportunità o comunque la priorità di questa iniziativa rispetto ad altri investimenti in opere infrastrutturali assai meno dannose per l'ambiente e più utili per lo sviluppo del Paese, quali opere di riassetto geomorfologico del territorio alla luce anche dei recenti eventi alluvionali che hanno interessato la provincia di Massa Carrara e l'alta Garfagnana, e il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie.

(4-08891)