• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.7/00316 [Iniziative a sostegno dell'agricoltura nel Mezzogiorno]



Atto Senato

Risoluzione in Commissione 7-00316 presentata da PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA
martedì 18 dicembre 2012, seduta n.364

La Commissione, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento, dell'affare concernente le problematiche dell'agricoltura intensiva siciliana,

premesso che:
da tempo il settore agricolo versa in situazioni molto difficili che determinano perdite rilevanti di reddito e comportano la chiusura di migliaia di aziende agricole con la conseguente perdita di posti di lavoro, tra l'altro in realtà territoriali ed economiche con elevatissimo tasso di disoccupazione;
tale crisi colpisce in modo ancor più rilevante l'agricoltura intensiva e determina ulteriori difficoltà e fallimenti nell'indotto;
la situazione descritta, nota a tutto il settore, è particolarmente acuta in talune zone del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, tanto che anche recentemente presso le istituzioni è stata attivata una campagna di sensibilizzazione da una rappresentanza degli enti locali e degli agricoltori siciliani, in particolare del ragusano e segnatamente del comune di Vittoria;
l'amministrazione comunale della città di Vittoria ha adottato in data 11 dicembre 2012 un ordine del giorno con deliberazione della Giunta comunale n. 611, assunta dinanzi a centinaia di agricoltori in agitazione, nel territorio in cui si stanno svolgendo varie manifestazioni di protesta, compreso uno sciopero della fame;
tale delibera, nell'evidenziare le ricadute della crisi nei confronti di numerose aziende agricole presenti sul territorio, pone l'accento sugli effetti negativi sia della recente normativa riguardante la cessione dei prodotti agricoli, sia dell'accordo tra Italia e Marocco, in vigore dallo scorso ottobre;
l'entrata in vigore dell'articolo 62 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, pur rappresentando un indubitabile passo avanti per il corretto ed equilibrato rapporto tra le diverse fasi della filiera, presenta tuttavia punti critici che vanno affrontati rapidamente per evitare eventuali svantaggi per i produttori agricoli;
i produttori ortofrutticoli italiani subiscono sempre di più un intollerabile dumping economico, sociale e sanitario da parte di altri Paesi del bacino del Mediterraneo, che presentano valori fondiari irrisori rispetto a quelli italiani, costo del lavoro non paragonabile, oltre che i ben noti fenomeni di sfruttamento della manodopera in particolare femminile e minorile, nonché metodi di coltivazione e di conservazione dei prodotti che fanno ricorso a fitofarmaci e prodotti chimici dannosi per la salute umana e quindi agli italiani giustamente vietati dall'ordinamento;
i controlli alle frontiere non risultano così efficaci come dovrebbero essere, ed inoltre recenti accordi bilaterali dell'Unione Europea con altri Paesi del Mediterraneo, tra i quali segnatamente il Marocco, hanno aperto ancora di più il mercato italiano ad una pressione competitiva che, date le condizioni sopra descritte, non è affrontabile con prospettive di sopravvivenza dal sistema agricolo nazionale;
impegna il Governo:
ad adottare una congrua politica agricola nazionale, concertata con le Regioni e con le associazioni rappresentative delle categorie professionali del comparto, atta a favorire la sopravvivenza e la ripresa dell'agricoltura ad alta intensità di capitale e lavoro, unica prospettiva convincente per creare reddito, benessere, pace sociale e prospettive di lavoro in talune aree del Paese particolarmente colpite dalla disoccupazione, dalla presenza di organizzazioni criminali e da potenziale desertificazione, suscettibile di compromettere un patrimonio agricolo ed ambientale unico al mondo;
ad adottare idonee iniziative, d'intesa con la regione Sicilia, finalizzate ad affrontare in modo diretto e specifico la crisi dell'agricoltura intensiva siciliana, suscettibile di determinare l'insorgenza di fenomeni economici e sociali di estrema gravità, pericolosi potenzialmente anche per l'ordine pubblico e che hanno portato nei giorni scorsi alcuni agricoltori residenti nel comune di Vittoria ad intraprendere lo sciopero della fame;
ad assicurare un controllo costante ed efficace sulle derrate agricole provenienti dai Paesi esteri, sia in riferimento alle quantità importate sia sotto il profilo sanitario;
ad assumere idonee iniziative atte a ridurre gli oneri burocratici gravanti sui produttori agricoli, attraverso una congrua semplificazione delle normative di settore;
ad adottare misure volte a far fronte allo stato di indebitamento della quasi totalità delle aziende agricole siciliane colpite dalla crisi di mercato in questione;
ad assumere i necessari interventi atti ad alleggerire gli oneri contributivi a carico degli agricoltori e a consentire agli stessi di fronteggiare il consistente debito contributivo, anche prevedendo una moratoria delle esposizioni debitorie delle imprese agricole mediante l'interruzione delle procedure esecutive da parte di Equitalia e del sistema del credito;
a regolare, anche alla luce delle sopravvenute recenti modifiche legislative, l'applicazione dell'articolo 62 del decreto-legge n. 1 del 2012 perché non diventi penalizzante per le transazioni all'interno della filiera;
a porre in essere misure compensative a sostegno dell'agricoltura italiana ed in particolare a quella del mezzogiorno, alla luce dell'accordo commerciale di scambio con il Marocco;
a favorire, anche attraverso eventuali sistemi premiali, la regolarizzazione della manodopera agricola costituita da immigrati;
a riferire sugli impegni assunti il 10 maggio 2012 nell'Aula del Senato in relazione alle mozioni accolte concernenti l'accordo Italia-Marocco.
(7-00316)
SCARPA BONAZZA BUORA