• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01074 [Iniziative per migliorare la gestione del patrimonio pubblico]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-01074 presentata da MAURIZIO BERNARDO
martedì 18 dicembre 2012, seduta n.735
La VI Commissione,

premesso che:

la gestione del patrimonio pubblico, in particolare per quanto riguarda i beni immobili del demanio, rappresenta uno fattore essenziale per la politica economica del Paese;

nelle attuali condizioni della finanza pubblica, un'operazione di corretta ed equilibrata valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato e degli enti locali rappresenta uno strumento fondamentale per recuperare nuove risorse da destinare ai prioritari obiettivi di politica economica;

è evidente, infatti, come non sia opportuno procedere ad ulteriori innalzamenti della pressione fiscale, che ha già raggiunto livelli elevati, e come sia quindi necessario incrementare le altre risorse di cui lo Stato può disporre;

in tale contesto, da tempo è in corso un dibattito su quali siano le modalità e gli strumenti più adatti per fare in modo che l'ingentissimo patrimonio immobiliare dello Stato, cui si aggiunge quello degli enti locali, possa diventare una fonte cui attingere per abbattere il debito pubblico, riequilibrare il carico tributario, nonché individuare risorse da destinare al sostegno dei consumi delle famiglie e al rilancio degli investimenti produttivi;

nonostante i numerosi interventi normativi che hanno interessato, almeno nelle ultime tre legislature, tale settore, non sono stati ancora realizzati passi avanti decisivi in merito;

in particolare, un elemento preliminare per consentire una razionale gestione e un'efficace valorizzazione di tali cespiti è rappresentato dal meccanismo di censimento degli immobili pubblici e del loro utilizzo (cosiddetto progetto «patrimonio della pubblica amministrazione»), previsto dall'articolo 2, comma 222, della legge n. 191 del 2009, il quale, tra l'altro, stabilisce che:

tutte le amministrazioni pubbliche che utilizzano o detengono, a qualunque titolo, immobili di proprietà dello Stato o di proprietà dei medesimi soggetti pubblici, trasmettono al Ministero dell'economia e delle finanze l'elenco identificativo dei predetti beni, ai fini della redazione del rendiconto patrimoniale delle amministrazioni pubbliche a valori di mercato, e comunicano annualmente le eventuali variazioni intervenute;

le amministrazioni dello Stato comunicano annualmente all'Agenzia del demanio la previsione triennale circa il loro fabbisogno di spazio allocativo e delle superfici da esse occupate non più necessarie;

le medesime amministrazioni comunicano all'Agenzia del demanio, entro 30 giorni dalla stipula, l'avvenuta sottoscrizione del contratto di locazione e trasmettono alla stessa Agenzia copia del contratto;

le predette amministrazioni comunicano all'Agenzia del demanio, entro il 30 giugno 2010, l'elenco dei beni immobili di proprietà di terzi utilizzati a qualsiasi titolo, al fine della predisposizione di un piano di razionalizzazione degli spazi, da parte dell'Agenzia del demanio;

gli enti di previdenza inclusi tra le pubbliche amministrazioni effettuano un censimento degli immobili di loro proprietà, con specifica indicazione degli immobili strumentali e di quelli in godimento a terzi;

tale problematica è stata posta, nel corso dell'intera legislatura, al centro dei lavori della Commissione finanze, la quale ha svolto un'indagine conoscitiva sull'utilizzo degli immobili di proprietà dello Stato da parte delle amministrazioni pubbliche, ha esaminato in sede referente la proposta di legge C. 4149 Comaroli, volta a fissare parametri in base ai quali stabilire l'effettivo fabbisogno di spazi da parte dalle singole amministrazioni e a ottimizzare la gestione degli immobili pubblici, il cui contenuto è in larga parte confluito nell'articolo 3 del decreto-legge n. 95 del 2012, ed ha inoltre svolto negli ultimi mesi le audizioni del direttore dell'Agenzia del demanio, dell'Amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti e del direttore della direzione finanza e privatizzazioni del dipartimento del tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze;

nell'ambito di tale articolato lavoro istruttorio e legislativo è emerso come uno dei problemi principali che stanno rallentando il processo di valutazione circa la consistenza e il valore degli immobili demaniali pubblici sia rappresentato dai ritardi nei flussi informativi che le amministrazioni proprietarie o utilizzatrici degli immobili stessi sono tenuti a far pervenire, nonché dalla mancanza di un disegno sinergico che metta a fattor comune le competenze ed il patrimonio informativo posseduto dalle diverse amministrazioni statali, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra Ministero dell'economia e delle finanze e agenzie fiscali;

al riguardo si è rilevato, infatti, come su circa 11.000 amministrazioni coinvolte nel progetto, al momento la risposta alla rilevazione sia stata data da solo circa 5.900 amministrazioni, per una percentuale complessiva del 53 per cento;

appare pertanto necessario un ulteriore intervento del Governo che permetta di compiere un cambio di passo in tale processo, innanzitutto realizzando un più forte coordinamento tra tutte le amministrazioni interessate, incrementando la consapevolezza, da parte di queste ultime, circa la strategicità del progetto, in quanto la conoscenza del patrimonio pubblico è presupposto ineludibile per porre in essere operazioni di valorizzazione o vendita credibili ed efficaci,
impegna il Governo:
a rafforzare in termini incisivi la disciplina in materia di censimento del patrimonio immobiliare pubblico di cui all'articolo 2, comma 222, della legge n. 191 del 2009, al fine di portare a conclusione tale procedura di rilevazione delle consistenze degli attivi patrimoniali delle amministrazioni pubbliche per quanto riguarda i fabbricati e i terreni, e di disporre di un insieme esaustivo di dati relativi a tutti gli immobili pubblici, che contenga l'anagrafica completa dei singoli immobili, in particolare prevedendo, a tal fine:

a) più strette forme di coordinamento e collaborazione istituzionale ed operativa tra tutte le articolazioni della pubblica amministrazione coinvolte nel predetto processo, eliminando le lacune emerse finora in termini di comunicazione e condivisione delle informazioni tra di esse;

b) l'utilizzo del patrimonio di conoscenze accumulato dall'Agenzia del territorio, ora accorpata nell'Agenzia delle entrate, in particolare disponendo che l'Agenzia sia pienamente coinvolta nel meccanismo di censimento e successiva valorizzazione dei beni, in specie per quanto riguarda la fornitura dei dati catastali relativi ai singoli immobili e la realizzazione delle valutazioni circa il valore di mercato degli immobili stessi;

c) estendere concretamente, oltre che in linea di principio come previsto dalla disciplina vigente, anche alle amministrazioni locali, le quali risultano proprietarie di una fetta significativa del patrimonio immobiliare (ad esempio dell'80 per cento delle unità immobiliari), il meccanismo di rilevazione, e individuare più efficaci forme di supporto ed affiancamento da parte delle amministrazioni pubbliche che dispongano di professionalità specifiche in materia di rilevazione, valutazione e valorizzazione del patrimonio pubblico (in particolare l'Agenzia del territorio, l'Agenzia del demanio e le competenti strutture del dipartimento del tesoro) nei confronti delle predette amministrazioni locali, soprattutto con riferimento alle piccole realtà locali, che non dispongono delle necessarie risorse umane e strumentali.

(7-01074)
«Bernardo, Fluvi, Fugatti, Cera, Della Vedova, Barbato, Pugliese».