• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19126 [Insediamenti storici e di pregio a Castiglione Olona]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19126 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI
martedì 18 dicembre 2012, seduta n.735
REGUZZONI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport. - Per sapere - premesso che:

a Castiglione Olona esistono numerosi insediamenti storici, di grande rilevanza culturale, architettonica e artistica, tra i quali:

Palazzo Branda Castiglioni. Residenza saltuaria del cardinale Branda, consta di un'ala trecentesca interna e di una quattrocentesca rivolta verso strada, riconfigurata nei due secoli successivi, con portale in pietra molera adorno dei simboli della casata. Tramite un piccolo cortile si accede alla loggetta affrescata. Sotto il cornicione della parete destra, «Natura morta» attribuita a Masolino da Panicale e a Paolo Schiavo. Alcuni gradini conducono al salone con monumentale camino in arenaria. Si accede quindi alla camera del cardinale, le cui pareti sono per intero ricoperte da pitture a fresco di vita cortese, datate 1423. Accanto si trova lo studio del cardinale, sulla cui parete di fondo campeggia il «Paesaggio ungherese di Veszprém», sede vescovile del cardinale Branda, dipinto quasi certamente dallo stesso Masolino. Una piccola porta comunica con la balconata, che caratterizza l'ala più antica del palazzo e consente l'osservazione del cortile interno con giardino. Volgendo verso l'uscita, si visita al piano terra la cappella gentilizia dedicata a S. Martino, adorna di affreschi attribuiti a un pittore toscano, probabilmente Lorenzo Vecchietta;

Casa Castiglioni. Degno di nota, sul lato settentrionale del cortile, l'antico portico ripartito in cinque arcate, forse eretto nel XVII secolo. Il grandioso portale d'ingresso in pietra molera, consiste in un arco a tutto sesto con capitelli decorati. La fascia che compone l'arco è ripartita in quindici formelle che rappresentano simboli ed emblemi della casata. Belle finestre in cotto. Palazzo Castiglioni Monteruzzo. Il palazzo si presenta in forme castellane, con planimetria ad U, aperta verso la valle dell'Olona attraverso una terrazza con parapetto, continuazione dello spazio del cortile. Questo presenta, nel lato centrale, un porticato a cinque campate con archi ribassati, che risvolta sulle ali con altre tre campate per parte. Sugli spigoli esterni della facciata si alzano le due torri, con merli e caditoie;

Casa Magenta. Edificio rivolto verso ponente, con corpi di fabbrica a due piani e ala posta a settentrione a tre piani. Attraverso un elegante portale d'ingresso si raggiunge il cortile, ben appartato grazie ad un'alta cinta muraria, con semplice colonnato. Sotto il portico, sul lato sinistro, si innesta il corpo scale che porta al piano superiore, al quale è possibile accedere anche direttamente dalla strada. Dal piano superiore, attraverso un passaggio aereo, avviene il collegamento con un edificio minore posto sull'altro lato della via, ala secondaria della dimora stessa. Il giardino della villa non si pone come spazio privato, ma è visivamente fruibile, attraverso un pergolato sostenuto da colonnette in pietra, che delimita il giardino sul lato prospiciente la strada;

Casa Clerici. Casa di notevoli dimensioni, alla quale si accede attraverso un portale d'ingresso ben disegnato. Percorrendo l'androne si giunge nel severo cortile quadrato, chiuso sui quattro lati. Esso presenta, nella parte frontale, un colonnato ad archi a tutto sesto. Attraverso il portico si accede al percorso che porta al piano superiore. Sul lato meridionale, lungo l'alto muro di cinta, si trova un lungo percorso a ballatoio chiuso, che collega l'ala orientale con quella occidentale dell'edificio;

Scuola di Canto e Grammatica. Oggi sede del Municipio, fu un'opera umanistica voluta dal Cardinale Branda Castiglioni per i suoi concittadini: l'istituzione di una scuola, nel 1423. La parte più antica si sviluppa al primo piano (la parte superiore venne aggiunta alla fine dell'800) con il porticato e il cortile. Sulla facciata d'ingresso sono ancora visibili un affresco rappresentante la Madonna col Bambino e i due Santi e il fregio ornamentale con medaglioni ad affresco con le figure di Aristotele e Cicerone, che affiancano il busto in terracotta del Cardinale Branda Castiglioni, protetto da una nicchia circolare;

Pio Luogo dei Poveri di Cristo. Luogo di accoglienza, costruito nella seconda metà del XV secolo per volontà del Cardinale Branda Castiglioni, affinché fosse offerto agli abitanti del borgo, iscritti all'«elenco dei poveri» e ai pellegrini di passaggio. Vi si accede attraverso un portone con arco a tutto sesto in arenaria, chiuso in chiave di volta dall'effige del «beneficio di Pio Nicola Castiglioni» (tardo XV secolo), rappresentato in bassorilievo nell'atto di squarciarsi gli abiti, mentre nutre con il proprio sangue i puttini che lo circondano, secondo la tradizionale iconografia del Pellicano che sfama i suoi piccoli. Esternamente si presenta come sobrio edificio ad U i cui corpi di fabbrica sono collegati tra loro da un pregevole loggiato rinascimentale. Il Pio luogo dei Poveri divenne un'istituzione civica molto importante per la realtà del suo tempo e conservò nei secoli la sua originaria funzione;

Palazzo dei Castiglioni di Monteruzzo, detto Corte del Doro. Il Palazzo è composto da due corpi di fabbrica perpendicolari all'antico decumano romano del V secolo, l'attuale Via Roma, che si affacciano su corti rustiche «alla lombarda». La parte ad occidente, cui si accede da un portale quattrocentesco, impreziosito da un affresco di un anonimo pittore del XV secolo, con una scena della «Annunciazione alla Vergine Maria», è oggi completamente trasformata. Perfettamente conservata è, invece, quella ad oriente, che si apre sul cortile detto «Corte del Doro», dal nome del venditore di verdura che per ultimo vi abitò. L'origine del palazzo è certamente medioevale, come dimostrano le murature in ciottoli di fiume disposti a spina di pesce databili attorno al XII e XIII secolo; vi furono aggiunte parti in laterizio nel secolo XV. La dimora appartenne, dal XII secolo, al casato Castiglioni, ramo Monteruzzo, oggi è di proprietà comunale;

Castello di Monteruzzo. Villa seicentesca, trasformata in castello neo gotico nell'Ottocento. Abbandonata come residenza, divenne proprietà comunale. Dopo un periodo di decadenza è stata recuperata a biblioteca e a centro polifunzionale tra il 2004 ed il 2006 -:

se e quali interventi il Governo abbia attuato o intenda attuare per conservare i beni in argomento, migliorarne la fruibilità, aumentarne l'attrattività dal punto di vista turistico, aiutare gli enti locali, le istituzioni pubbliche e private nel lodevole sforzo finora profuso;

se ed in che modo il Governo intenda coinvolgere il territorio citato nei circuiti turistici legati all'Expo 2015, manifestazione che avrà luogo a pochi chilometri di distanza dal comune di Castiglione.
(4-19126)