• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19123 [Beni artistici della provincia di Varese]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19123 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI
martedì 18 dicembre 2012, seduta n.735
REGUZZONI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport. - Per sapere - premesso che:

in provincia di Varese esistono numerosi insediamenti storici, di grande rilevanza culturale, architettonica e artistica, tra i quali:

a CASALE LITTA - in località S. Pancrazio, Casa Galliani Besozzi Melzi - in località Tordera, Casa Manzi Zaccheo Prevosti - a CASCIAGO - Villa Adreani Castelbarco - In frazione Morosolo, Villa Stampa Foscarini - a Lonate Pozzolo - in località Sant'Antonino Ticino, villa Oltrona Visconti. Notevole complesso di corpi di fabbrica rimaneggiati e ampliati nel corso dei secoli XVII-XVIII, la cui origine potrebbe risalire più indietro nel tempo. Anche se appartata e isolata da un vasto giardino, la villa è in stretta connessione con gli spazi pubblici, attraverso un elemento comune, costituito dalla chiesa parrocchiale che è, allo stesso tempo, cappella gentilizia, lungo il cui fianco settentrionale si svolge il cortile d'onore, sbarrato da un bel cancello in ferro battuto. Attorno a questo cortile si dispongono gli ambienti della casa, secondo uno schema ad U, con il grande salone su due piani lungo l'asse principale. Al di là dell'ala nord si sviluppa la corte rustica e tutto attorno l'ampio parco. Malgrado la complessità planimetrica, la residenza si rivela esternamente con un'architettura modesta e presenta semplici interni, dai quali si scosta solo il salone delle feste, con soffitto classicheggiante, e qualche cassettonato di fattura più antica;

in località Tornavento, Villa Alessandri Parravicini. I corpi di fabbrica della casa si raggruppano attorno a due cortili interni, presentandosi esternamente come una massa compatta, non priva di accorgimenti prospettici, quali la sistemazione lungo un unico asse degli anditi di accesso ai cortili, di cui il primo costituisce un magnifico terrazzo verso valle;

a CASORATE SEMPIONE Cà Torretta. Costruita dall'architetto Cecilio Arpesani nel 1900, la villa si inserisce nell'ambito della cultura architettonica dell'Eclettismo. Interessante la collocazione paesistica dell'edificio, che sorge in posizione elevata all'interno di un vasto parco;
a CASTELLANZA Villa Carminati Brambilla. Destinazione d'uso attuale: Municipio Edificio dalle forme raffinate, opera di Giuseppe Pollack, figlio di Leopoldo, fu progettata nel 1789. Lo schema ad U è composto da un corpo di fabbrica centrale leggermente più alto e massiccio degli altri, nel quale a piano terreno si apre un porticato a tre arcate, scandito da colonne doriche. Le ali, leggermente più basse, si chiudono con una risega, determinando una certa complessità sia planimetrica che volumetrica. Gli ambienti interni sono stati adattati a sede municipale. Il parco ad occidente, racchiuso da una lunga ala di rustici, ha trovato un'opportuna destinazione parco pubblico, con un'immediata integrazione negli spazi urbani, con i quali ora l'edificio si trova inscindibilmente legato, in località Castagnate, Villa Daverio Piola Prandini;

a GAZZADA Villa Perabò Cagnola. Istituto religioso. Dall'analisi planimetrica del complesso, risulta evidente il sovrapporsi di elementi diversi nel tempo. Lo schema ad U è appena avvertibile, il cortile racchiuso dalle ali appare completamente recinto come corte chiusa. L'ala sud, al piano terreno, è completamente traforata da un portico a colonne binate a tre campate, sia in larghezza che in profondità. La struttura di questa ala meridionale risulta posteriore all'originario corpo ad L, con lato minore traforato da un andito. L'intervento ottocentesco ad opera del Cagnola ha influenzato sia gli ambienti esterni, con l'inserimento dell'ampio porticato, che soprattutto quelli interni, trasformati in un vero e proprio museo, con arredi, suppellettili e importanti dipinti del Trecento e Quattrocento, salvati dalle demolizioni di palazzi milanesi e pavesi. La posizione panoramica, con splendida veduta sul Lago di Varese e delle creste alpine, ha suggerito nel tempo il formarsi di un vasto parco, con essenze rare e pregiate, di notevole importanza paesistica;

a GORLA MAGGIORE Torre Colombera. Casa-forte medievale, presenta una successiva trasformazione dell'ultimo piano in colombaia. Gli ingressi al piano terreno e le finestre con arco gotico sul lato sud risalgono al XV secolo, periodo in cui prevalse l'uso residenziale della struttura;

a GORLA MINORE Villa con parco Terzaghi Burini, detta «La Magna». Villa probabilmente della fine del XVI secolo, si presenta oggi in forme che oscillano tra il tardo-barocco e il neoclassico. L'articolazione planimetrica dell'edificio rivela una particolare sensibilità nel rapporto con il parco circostante. Il cortile, infatti, si apre verso il giardino secondo due assi, di cui il principale trova un suggestivo diaframma nel porticato con tettoia in legno. Quello secondario, invece, permette una veduta ed un collegamento con il parco tramite una doppia quinta, che sottolinea il carattere scenografico del rapporto. Il vasto parco, di gusto romantico, circonda la casa su tre lati, e si protende sulla valle dell'Olona -:

se quali interventi il Governo abbia attuato o intenda attuare per conservare i beni in argomento, migliorarne la fruibilità, aumentarne l'attrattività dal punto di vista turistico, aiutare gli enti locali, le istituzioni pubbliche e private nel lodevole sforzo finora profuso;

se ed in che modo il Governo intenda coinvolgere il territorio citato nei circuiti turistici legati all'Expo 2015, manifestazione che avrà luogo a pochi chilometri di distanza dalla provincia di Varese.
(4-19123)