• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19079 [Rimozione della nave Concordia]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19079 presentata da ERMETE REALACCI
martedì 18 dicembre 2012, seduta n.735
REALACCI e MARIANI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:

venerdì 13 gennaio 2012, intorno le ore 21.30, mentre stava effettuando una crociera nel Mediterraneo con partenza da Civitavecchia e successivo scalo previsto a Savona, la nave Concordia, ha urtato gli scogli a 500 metri dal porto dell'Isola del Giglio, provocando gravi danni ed uno squarcio di 70 metri nello scafo incagliandosi, fuori rotta e inclinata di ottanta gradi, presso punta La Gabbianata, proprio di fronte Giglio Porto;

l'evacuazione totale delle circa 4.229 persone tra equipaggio e passeggeri ha causato, anche per il quasi totale inabissamento dello scafo, diversi morti, alcuni feriti e numerosi dispersi e alcuni sversamenti di liquidi inquinanti in mare;

la nave Costa Concordia si stava dirigendo verso l'Isola del Giglio, percorrendo una rotta atipica e non «economica» per raggiungere il porto di Savona, con l'intento di effettuare quello che nella consuetudine della pratica marinara viene chiamato «inchino», ovvero un passaggio di saluto dell'imbarcazione molto a ridosso del Giglio;

nave Concordia è una nave di grosse dimensioni lunga 290,20 metri e larga 35,50 metri, con una stazza lorda di oltre 114.000 tonnellate, e sei motori con potenza totale di 76Kw. Le operazione per il recupero del natante sono state appaltate dalla società Costa Crociere, sotto il controllo del dipartimento della protezione civile e degli istituti specializzati del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

il 13 dicembre 2012, è notizia apparsa sulle agenzie e sulle edizioni online dei maggiori quotidiani nazionali della forte preoccupazione espressa dal Ministro dell'ambiente Corrado Clini sulle condizioni dello scafo del relitto: ancora adagiato nello spazio di mare antistante il porto del Giglio. In particolare si sottolinea la questione dei ritardi nelle operazioni di recupero e il corretto smaltimento di Concordia -:

se i Ministri interrogati intendano in primis rendere note le condizioni necessarie per garantire che l'effettiva rimozione e il ricovero del relitto avvengano in sicurezza e senza ulteriori danni per l'ambiente;

se non ritengano indispensabile chiarire le ragioni dei ritardi e quale sia attualmente lo stato dell'ecosistema marino dell'arcipelago Toscano interessato dall'incidente di nave Costa;

quali azioni intenda altresì mettere in campo il Governo per accelerare la rimozione dello scafo, quali siano i tempi di realizzazione dei lavori e quando sarà completata la rimozione totale del relitto, auspicando fortemente che ciò avvenga prima dell'inizio della stagione estiva;

quali siano poi i tempi necessari per l'allestimento del cantiere di lavoro nel porto di Piombino, destinato ad accogliere il relitto, quanti fondi siano effettivamente necessari all'espletamento della rimozione e della messa in sicurezza della nave e chiare assicurazioni sul fatto che i costi e i risarcimenti ricadranno in via esclusiva sui responsabili del disastro della Costa Concordia. (4-19079)