• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.9/05617-AR/0 ... [Grandi impianti industriali che producono senza avere ottenuto l'Aia]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05617-AR/008presentato daVATINNO Giuseppetesto diMartedì 18 dicembre 2012, seduta n. 735

La Camera,
premesso che:
nel nostro Paese, ci sono diciotto impianti industriali, alcuni di grandi dimensioni, che per l'Unione Europea sono «fuorilegge». Questi impianti non hanno ancora ottenuto l'Aia, l'Autorizzazione integrata ambientale, che deve essere rilasciata dalla Commissione istruttoria per l'autorizzazione ambientale integrata – IPPC del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Una certificazione dal 2005 obbligatoria per il controllo degli inquinanti prodotti dagli stabilimenti industriali;
non hanno l'Aia le centrali termoelettriche di Porto Torres, Vado Ligure, Mirafiori e La Spezia, l'impianto di produzione di acido solforico del nuovo polo di Portoscuso, lo stabilimento di Piombino delle acciaierie Lucchini, l'impianto chimico Versalis di Priolo (gruppo Eni) e quello della Tessenderlo a Verbania;
la lista delle istruttorie ancora aperta è riportata dossier «Mal'Aria» di Legambiente, che mette nero su bianco lo stato dell'arte delle autorizzazioni Aia, i certificati che integrano in un unico documento i vari permessi preesistenti al 2005, con la finalità di ridurre, controllare e monitorare gli inquinanti prodotti. Secondo la direttiva europea 96/61/CE dovevano essere tutte rilasciate entro il 30 ottobre del 2007. Ma l'Italia è in forte ritardo;
non ha ancora l'Autorizzazione integrata ambientale la raffineria di Gela, la vera «altra Ilva» d'Italia, su cui la procura siciliana indaga da circa un decennio per varie ipotesi di inquinamento ambientale;
relativamente alla raffineria di Gela, i dati ministeriali, risalenti al 2010, indicano che la medesima raffineria risulta essere l'impianto primo in Italia per immissioni in atmosfera di inquinanti quali ossido di zolfo (16.700 tonnellate, il doppio della raffineria di Augusta della Esso, che in questa classifica è seconda), benzene (26,5 tonnellate), mercurio (237 kg), oltre a cromo, ossido di azoto, arsenico, monossido di carbonio e nichel;
come riportato da un articolo pubblicato da «La Repubblica» del 29 novembre scorso, al 22 ottobre di quest'anno, «160 provvedimenti Aia nazionali giacevano in fase istruttoria alla Commissione Ippc del Ministero (formata da 23 soggetti tra cui docenti universitari, magistrati, fisici, ingegneri, geologi e chimici), a fronte di 153 autorizzazioni già concesse. Tra le pratiche ancora da chiudere ci sono 121 aggiornamenti, 4 riesami, 13 rinnovi e soprattutto 18 impianti esistenti senza Aia, e che quindi non rispettano gli standard di esercizio ed emissione previsti dall'Ue»,

impegna il Governo

ad attivarsi al fine di superare l'inaccettabile situazione esposta in premessa, che vede almeno diciotto impianti industriali di grandi dimensioni, a maggiore capacità di inquinamento, che continuano a produrre seppure in assenza della necessaria Autorizzazione integrata ambientale, con evidenti insostenibili rischi per l'ambiente e la salute pubblica.
9/5617-AR/8. Vatinno, Cimadoro.