• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00059 La XIII Commissione, premesso che: la Commissione UE con la Comunicazione COM (2006)848, del 10 gennaio 2007, titolata «Tabella di marcia per le energie rinnovabili. Le energie...



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-00059 presentata da CORRADO CALLEGARI
martedì 14 ottobre 2008, seduta n.066
La XIII Commissione,
premesso che:
la Commissione UE con la Comunicazione COM (2006)848, del 10 gennaio 2007, titolata «Tabella di marcia per le energie rinnovabili. Le energie rinnovabili nel 21o secolo: costruire un futuro più sostenibile» ha esposto la strategia a lungo termine che la stessa Commissione, si prefigge di seguire in materia di energie rinnovabili, al fine di consentire all'UE di raggiungere il duplice obiettivo di accrescere la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e di ridurre le emissioni di gas a effetto serra;
nella «tabella di marcia» la Commissione propone un nuovo quadro legislativo per rafforzare la promozione e l'utilizzo delle energie rinnovabili, quale strumento per consentire il raggiungimento di obiettivi che, nella stessa «tabella di marcia» sono fissati nell'obbligatorietà di giungere, entro il 2020, ad una quota del 20 per cento di fonti energetiche rinnovabili sul consumo di energia dell'UE e ad una quota minima del 10 per cento per i biocarburanti;
tra le fonti energetiche rinnovabili non fossili che possono garantire l'incremento del grado di autonomia energetica e la riduzione dell'inquinamento da gas serra, la Commissione UE indica anche il «biogas» e, quindi, anche il bio-metano che è un bio-gas prodotto da un convenzionale impianto di digestione anaerobica, sottoposto ad un processo di purificazione, fino a raggiungere una percentuale di metano molto elevata, pari al 98 per cento. Il gas così ottenuto e compresso a 220 bar diventa bio-metano, destinabile ad alimentare veicoli, oppure può essere immesso nella rete di distribuzione del gas per usi domestici o industriali;
per quanto sopra, ne discende che il bio-metano può essere convenientemente realizzato a partire da materie organiche di origine agricola, quali, ad esempio, gli scarti prodotti nei diversi processi di lavorazione aziendale e le deiezioni animali provenienti da allevamenti;
in Italia (dati GSE aggiornati al 31 dicembre 2007) sul totale del biogas prodotto, quello ottenuto da deiezioni animali e da colture e rifiuti agro-industriali incide per appena il 13,2 per cento. Eguale bassa incidenza la si rileva anche per gli impianti di produzione, per i quali, sempre al 31 dicembre 2007, risultano essere censite 26 strutture che operano su materie prime di natura agricola, a fronte dei 208 impianti presenti in Italia. Da rilevare, comunque, che tale pur modesta produzione non è ancora rivolta al bio-metano;
tale situazione, oltre ad evidenziare un preoccupante ritardo rispetto a quanto avviene in altri Paesi della UE (Austria, Svezia, Finlandia, ... ), appare decisamente incongruente rispetto alle condizioni riscontrabili in Italia ove, potendo contare, oltre che su di un significativo patrimonio zootecnico, peraltro molto concentrato sul territorio (circa i tre quarti nelle regioni del Nord), anche sul più alto numero, nella UE, di auto a metano e sulla più diffusa rete di distribuzione europea dello stesso gas, si dovrebbe poter mettere a frutto tale vantaggio comparato, anziché, come accade, patire ritardi nel settore della produzione di biometano;
sono, attualmente, all'esame della XIII Commissione, quattro proposte di legge il cui principale obiettivo è favorire lo sviluppo delle agro-energie; impegna il Governo a prevedere specifici interventi a sostegno del comparto delle agro-energie e, in particolare, a favore della realizzazione di impianti per la produzione di bio-metano da parte degli imprenditori agricoli.
(7-00059) «Callegari, Fogliato».