• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05626/037 [Possibilità di ripensare il tema delle concessioni marittime in Italia nell'ambito della nuova direttiva europea ]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05626/037presentato daPIZZOLANTE Sergiotesto diGiovedì 13 dicembre 2012, seduta n. 734

La Camera,
premesso che:
nell'ottobre 2009: il Governo ha aperto un tavolo di concertazione con le maggiori associazioni sindacali degli operatori balneari per arrivare ad una soluzione condivisa che consentisse di chiudere la procedura di infrazione e che potesse tutelare gli operatori di fronte alle modifiche legislative imposte dall'unione Europea;
il 30 dicembre 2009: al fine di impedire che gli operatori balneari potessero essere sottoposti a procedure di evidenza pubblica per il rinnovo delle proprie concessioni già a partire dal 1o gennaio 2010, con gravi effetti pregiudizievoli per loro e per il sistema balneare italiano, nel decreto-legge n. 194 (cosiddetto decreto Milleproroghe), è stato inserito all'articolo 1, il 18o comma, il quale ha stabilito che le concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo in essere alla data del 30 dicembre 2009 e in scadenza entro il 31 dicembre 2012 avessero durata fino a tale data;
il 26 febbraio 2010: la Legge 26 febbraio 2010 n. 194 di conversione del sopracitato decreto, ha cambiato l'iniziale testo del 18o comma sopracitato, introducendo due modifiche: 1) ha esteso la durata delle concessioni sopra indicate al 31 dicembre 2015 e 2) ha richiamato nel testo le disposizioni di cui all'articolo 03, comma 4-bis del decreto-legge 5 ottobre 1993 n. 400, convertito dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, che prevede che le concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative possano avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni;
il 5 maggio 2010: la Commissione Europea, con lettera 2008/4908 C(2010) 2734 del 5 maggio 2010, ha riscontrato che l'articolo 1, 18o comma, così come modificato dalla legge di conversione del 26 febbraio 2010 n. 25, faceva riferimento all'articolo 03, comma 4-bis del decreto-legge 5 ottobre 1993 n. 400, che a sua volta rinvia in modo espresso all'articolo 01, comma 2 del decreto-legge n. 400 citato, contenente il rinnovo automatico delle concessioni. In conseguenza di ciò, ha riaperto la procedura d'infrazione;
gennaio 2011: iniziano gli incontri tra Stato e Regioni per raggiungere un'intesa sulle modifiche legislative da introdurre in materia di demanio marittimo per superare i contrasti sorti con l'Unione europea e permettere la chiusura della procedura d'infrazione;
il 27 settembre 2011: Il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione sull’«Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo» (2010/2206(INI), con la quale all'articolo 56 invita la Commissione Europea a valutare se la direttiva 2006/123/CE possa avere ripercussioni negative sulle PMI di questo settore e, nel caso, a proporre misure per attenuare tali ripercussioni e garantire che le caratteristiche specifiche di questa categoria professionale siano prese in direttiva;
il 30 novembre 2011: il Senato ha approvato definitivamente la Legge Comunitaria 2010. In conseguenza di ciò l'articolo 11, abrogando le disposizioni in materia di concessioni demaniali marittime in contrasto con i principi del Trattato Europeo, ha permesso di fatto la chiusura della procedura d'infrazione 2008/4908 ed ha attribuito al Governo, ed in particolare al Ministro per gli Affari regionali, la delega ad adottare entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore di detta legge, un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittimi secondo i principi e i criteri indicati nella medesima legge comunitaria;
nel mese di ottobre 2012: i ministri Gnudi e Moavero hanno presentato le linee guida del decreto delegato di riordino delle concessioni demaniali previsto dalla Legge Comunitaria 2010;
nei giorni successivi: si è avuta notizia che il governo spagnolo ha presentato un Progetto di legge teso a prolungare le concessioni demaniali senza evidenza pubblica e con parere favorevole del Commissario europeo alla giustizia;
il 6 dicembre 2012: il Senato ha approvato il Decreto Sviluppo che prevede una «mini» proroga di 5 anni, che non risolve il problema di una transizione che deve essere più lunga in previsione di una legge di riordino;
le 30 mila aziende balneari rappresentano una eccellenza dell'offerta turistica italiana da tutelare per l'indubbio valore competitivo e per la funzione di pubblico interesse (ambientale, sanitario, di sicurezza) che esse svolgono sulle nostre coste,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di riaprire il confronto in Europa al fine scongiurare una messa in mora o una nuova procedura d'infrazione del tutto incongrua vista la legge spagnola e il parere europeo, anche alla luce di quello che succede in Spagna;
a verificare la possibilità di ripensare il tema delle concessioni in Italia nell'ambito della nuova direttiva europea sulle concessioni.
9/5626/37. (Testo modificato nel corso della seduta) Pizzolante, Ceroni, Ciccanti, Carlucci, Pini, Scilipoti, Razzi, Tassone.