• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01070 [Normative urgenti per assegnare alle regioni a rischio la facoltà di rimodulare le risorse previste dagli accordi di programma con il Ministero dell'ambiente]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-01070 presentata da RAFFAELLA MARIANI
giovedì 13 dicembre 2012, seduta n.734
La VIII Commissione,

premesso che:

nel mese di novembre 2012 piogge di entità eccezionale hanno provocato alluvioni ed esondazioni di corsi fluviali in numerose regioni d'Italia: in particolare Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio e Marche;

le alluvioni hanno causato vittime tra la popolazione civile, l'evacuazione di migliaia di persone dalle proprie case, danni ingenti a numerosi centri abitati, aree artigianali e commerciali e produzioni agricole, ed al patrimonio storico artistico e culturale territoriale. Per quanto riguarda la viabilità sono ancora inagibili strade, a causa di frane e crolli a ponti ed infrastrutture; rallentamenti e criticità hanno interessato collegamenti ferroviari e marittimi, anche a lunga percorrenza. Una stima completa dei danni non è stata ancora quantificata. Si parla comunque di centinaia di milioni di euro;

gli enti territoriali interessati da tali eventi hanno chiesto al Governo lo Stato di calamità naturale;

si è trattato di un evento di portata, eccezionale: la quantità di pioggia che solitamente cade in una stagione si è infatti riversata in un solo giorno, causando l'inondazione di fiumi, torrenti e corsi d'acqua. Va comunque rimarcato che eventi atmosferici di eccezionale gravità (fra cui alluvioni, esondazioni, siccità, nevicate) stanno colpendo sempre con maggiore frequenza il nostro Paese;

nel disegno di legge in esame (all'articolo 3, comma 40) è stato introdotto, nel corso della discussione in Commissione Bilancio, un finanziamento aggiuntivo di 250 milioni di euro per l'anno 2013 al fondo di protezione civile, istituito con la legge n. 225 del 1992, «da destinare a interventi in conto capitale nelle regioni e nei comuni interessati dagli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio nazionale nel mese di novembre 2012»;

la legge finanziaria per il 2010 ha previsto che le risorse, assegnate per risanamento ambientale con delibera Cipe del 6 novembre 2009, siano destinate a piani straordinari per la sicurezza del territorio del Paese, per gli interventi aventi priorità assoluta, atti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico;

tale risorse sono state assegnate attraverso accordi di programma, stipulati tra il 2010 ed il 2011, tra Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e le regioni che contemplassero il cofinanziamento regionale e definisse la scala di priorità degli interventi, individuata anche sentite la protezione civile e le autorità di bacino;

nello specifico tali accordi di programma sono stati stipulati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: con la regione Piemonte in data 17 novembre 2010; con la regione Lombardia in data 4 novembre 2010; con la regione Veneto in data 23 dicembre 2010; con la regione Friuli-Venezia Giulia in data 31 gennaio; con la regione Liguria in data 16 settembre 2010; con la regione Emilia-Romagna in data 3 novembre 2010; con la regione Toscana in data 3 novembre 2010; con la regione Umbria in data 3 novembre 2010; con la regione Marche in data 25 novembre 2010; con la regione Lazio in data 15 luglio 2010; con la regione Abruzzo in data 16 settembre 2010; con la regione Campania in data 12 novembre 2010; con la regione Puglia in data 25 novembre 2010; con regione Basilicata in data 14 dicembre; con la regione Calabria in data 25 novembre 2010; con la regione Sicilia in data 30 marzo 2010; con la regione Sardegna in data 23 dicembre 2010;

in data giovedì 22 novembre 2012, il Governo ha accolto un ordine del giorno all'AC n. 5534-bis (ordine del giorno n. 9/05534-bis-A/090 a prima firma del deputato Carlo Emanuele Trappolino) che lo impegna a «valutare la possibilità di emanare un provvedimento urgente che permetta alle regioni colpite dalle calamità, individuate dall'articolo 3, comma 40 del disegno di legge in esame, di rimodulare le risorse previste dagli accordi di programma con il Ministero dell'Ambiente», citati precedentemente «al fine di fronteggiare le emergenze e le criticità in atto di dissesto idrogeologico provocate dalle alluvioni del mese di novembre 2012»;

esponenti del Governo hanno espresso, in numerose occasioni, la necessità di stanziare risorse adeguate contro il dissesto idrogeologico. Lo stesso Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Corrado Clini ha dichiarato che la stima «per gli interventi necessari alla messa in sicurezza è di circa 40 miliardi di euro in un tempo di 15 anni. Serve un finanziamento annuale stabile pubblico di almeno 1,5-2 miliardi di euro per i prossimi 15 anni per affrontare i nodi critici della messa in sicurezza del territorio»;

secondo il primo rapporto dello stato del paesaggio alimentare italiano del Corpo forestale dello Stato e dell'Eurispes presentato nei giorni scorsi oltre 27 milioni di italiani vivono in zone a rischio sismico ed idrogeologico;

secondo il Consiglio nazionale dei geologi sono 6 i milioni di italiani che vivono in zone ad alto rischio idrogeologico,
impegna il Governo
ad assumere iniziative normative urgenti che assegnino alle regioni, i cui territori sono stati colpiti dalle calamità naturali del mese di novembre 2012, la facoltà di rimodulare le risorse previste dagli accordi di programma con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, citati in premessa, al fine di fronteggiare le emergenze e le criticità in atto di dissesto idrogeologico.

(7-01070) «Mariani, Trappolino, Sani».