• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08660 [Conseguenze derivanti dalla chiusura di alcuni uffici postali nella Provincia di Messina]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-08660 presentata da VINCENZO GAROFALO
giovedì 13 dicembre 2012, seduta n.734
GAROFALO. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che:

secondo quanto pubblicato il 12 novembre 2012 dal quotidiano la Gazzetta del Sud, la società Poste italiane ha trasmesso all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, un documento con il quale annuncia che entro la fine dell'anno, intende procedere alla chiusura di un numero elevato di uffici postali nella provincia di Messina;

le procedure di dismissione stabilite lo scorso 31 ottobre nella sede della direzione regionale di Poste italiane spa, prevedono infatti la chiusura complessiva di undici sedi postali: tre nella zona della filiale 1 e otto nella filiale 2 (la provincia di Messina è divisa infatti in 2 filiali);

nella prima in particolare la chiusura degli uffici postali coinvolgerà le sedi delle località: Calvaruso (Villafranca Tirrena), Massa Santa Lucia (Messina), Misserio (Santa Teresa di Riva), Rocchenere (Pagliara), Rodia (Messina), S. Martino (Spadafora), Sant'Andrea (Rometta) e Venetico; nella seconda invece è prevista la chiusura per le sedi postali di: Quattropani (Lipari), San Cosimo (Patti) e Vallebruca (S. Agata di Militello);

il citato articolo rileva inoltre l'intenzione di Poste italiane di chiudere ulteriori sedi, successive a quelle precedentemente riportate, che coinvolgerà gli uffici situati nelle località di Porto Salvo (Barcellona Pozzo di Gotto), Protonotaro a Castroreale, Sfaranda Castell'Umberto e San Filippo Mela;

le intenzioni da parte dell'azienda, comunicate alle organizzazioni sindacali e alle amministrazioni comunali interessate, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, sono state comprensibilmente giudicate negativamente da parte dei medesimi, in considerazione delle conseguenze estremamente gravi e preoccupanti che ne deriverebbero sia sul piano dei servizi per gli utenti, che su quello occupazionale, se si valuta un numero così elevato di uffici che si ridimensionerebbero per l'intera area del messinese;

l'interrogante evidenzia come il suesposto piano di ristrutturazione organizzativa del servizio postale, con riferimento alla chiusura di numerose sedi nella provincia di Messina, ove fosse confermato, determinerà evidenti effetti negativi sull'occupazione e sulla regolarità del servizio, compromettendo una delle funzioni proprie di Poste italiane, nonché il concetto stesso del servizio universale per il quale lo Stato riconosce i relativi contributi proprio per assicurare la capillarità e la qualità del recapito postale;

l'interrogante rileva altresì come il medesimo piano di ristrutturazione non indica alcuna previsione futura per il recapito postale e non attribuisce neanche le numerose opportunità offerte dal mercato per il settore della logistica, il cui ruolo strategico in espansione si configura come una nuova fattispecie di «un moderno recapito»;

emergono ulteriori profili di criticità, a giudizio dell'interrogante, in considerazione della carenza di elementi che derivano dall'eventuale compensazione da parte di Poste italiane, nel fornire informazioni agli utenti ed in particolare agli anziani, sulle alternative previste per le sedi postali di cui poter usufruire a seguito delle paventate chiusure degli uffici postali;

appaiono fra l'altro in controtendenza rispetto alle politiche di dismissione da parte di Poste italiane nei confronti della Sicilia ed in particolare nella provincia di Messina, le disposizioni previste all'interno del decreto-legge n. 179 del 2012, recante: «Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese», che consentono alla più grande azienda di servizi postali italiana, di stabilire succursali negli altri Stati comunitari ed extracomunitari per l'esercizio di attività di bancoposta;

in considerazione di quanto predetto, l'interrogante rileva che, le suddette norme sebbene condivisibili, siano tuttavia inconciliabili e paradossali con le politiche di disimpegno in corso da parte delle Poste italiane, sia a livello nazionale che in particolare nelle aree territoriali precedentemente suesposte;

a giudizio dell'interrogante in definitiva, nell'ambito di una corretta razionalizzazione delle risorse e degli uffici postali, sebbene concomitante ad un periodo di crisi e di revisione della spesa, non può celarsi un impoverimento di un servizio importante per il territorio ed essenziale per i cittadini, specie quelli più deboli: anziani, malati e persone a ridotta mobilità -:

quali orientamenti intendano esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

se siano a conoscenza delle intenzioni della società Poste italiane, di avviare una poderosa procedura di dismissione per numerosi uffici postali nella provincia di Messina;

in caso affermativo, quali siano gli orientamenti, nell'ambito delle rispettive competenze, in merito alle iniziative di Poste italiane, in tema di riorganizzazione delle sedi suesposte;

se tali decisioni possano determinare gravi carenze dei servizi e dell'efficienza nei riguardi degli utenti messinesi;

se il medesimo piano di dismissione sia incompatibile con gli obiettivi del contratto di programma di Poste italiane e con il principio dell'universalità del servizio;

quali iniziative, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano intraprende al fine di scongiurare che gli effetti della chiusura delle sedi postali in provincia di Messina, possano tradursi in un ulteriore aggravarsi delle tensioni occupazionali nell'area della provincia interessata;

se non ritengano opportuno assumere iniziative nei confronti di Poste italiane al fine di salvaguardare gli sportelli allocati nelle suddette località della provincia di Messina, alcune delle quali dotate di una rete viaria inadeguata che renderebbe oltremodo penalizzante per i cittadini/utenti la chiusura degli sportelli, specie per disoccupati ed anziani che maggiormente utilizzano tali uffici, costretti a recarsi, con evidenti difficoltà verso altre sedi postali più lontane.(5-08660)