• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19047 [Lavori di escavazione del letto del Po e degli altri corsi d'acqua a rischio]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19047 presentata da LUCA BELLOTTI
giovedì 13 dicembre 2012, seduta n.734
BELLOTTI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

negli ultimi anni, durante i mesi estivi, si sono verificati periodi d'intensa siccità che hanno portato al prosciugamento di diversi corsi d'acqua, causando in larga parte l'emersione degli alvei di alcuni fiumi e, con essi, la comparsa di banchi di materiale alluvionale;

il dissesto idrogeologico e fenomeni d'incuria e trascuratezza sono, spesso, la causa di gravi calamità e in molte zone del Paese, nell'ultimo decennio, avrebbero concorso allo straripamento di alcuni corsi d'acqua, con gravi danni per le realtà locali e per lo Stato;

il Po, pur essendo il maggior fiume italiano per lunghezza e per portata, non è stato sottoposto a sufficienti lavori di escavazione del suo letto dopo l'emersione di vaste zone in secca e l'accumulo di quantità significative di materiale alluvionale, specialmente nel territorio del Polesine, e per questa ragione avrebbe minacciato più volte, durante le piene invernali, di straripare, rievocando i tragici eventi collegati all'alluvione del 1951, oltre ad aver provocate il danneggiamento degli argini con forti spese per il loro ripristino;

il verificarsi di fenomeni di piena abbondante per un fiume come il Po non soltanto risulterebbe possibile, ma quantomeno probabile e prevedibile, visto che non è dato escludere il ripetersi, nei prossimi anni, se non addirittura in quello corrente, di forti precipitazioni atmosferiche;

è opinione condivisa e trasversale che il vincolo paesaggistico ed ambientale non può sopravanzare la necessità di garantite la sicurezza per la cittadinanza e per le realtà produttive delle aree del Polesine limitrofe al fiume Po, né può reggere al paradosso che un'eventuale danno portato da una piena eccessiva danneggerebbe l'ambiente ed il paesaggio ben più che i lavori volti a garantire maggior contenimento ad una portata delle acque superiore alla media;

un'estrazione controllata degli inerti alluvionali, praticata esclusivamente nelle aree in cui essi si sedimentano, se in equilibrio con l'apporto delle ricorrenti piene, è imprescindibile esigenza nella materia della disciplina delle acque e non comporta arretramento della zona costiera, dato che la parte fine del solido alluvionale verrebbe in ogni caso trasportata in sospensione fino alla foce, mentre è la parte grossolana e ghiaiosa che sedimenterebbe ed innalzerebbe gli alvei;

risulterebbe, infine, inutile tutelare la preservazione di un ambiente fluviale se il suddetto ambiente non viene più regolato dalla natura ma è già irreggimentato da argini che ne deviano e regolano il corso -:

se non si ritenga necessario assumere le iniziative di competenza affinché, secondo il criterio della somma urgenza, siano effettuati lavori di escavazione dell'alveo del fiume Po in modo che l'emersione degli inerti sedimentati ne consenta la rimozione con maggiore facilità e rapidità, al fine di impedire il verificarsi di possibili situazioni di rischio;

quali iniziative determinate abbia intenzione il Governo di adottare per far fronte alla situazione sopra descritta, al fine di prevenire eventi che potrebbero comportare nuove situazioni problematiche nella gestione delle prossime piene invernali e primaverili non soltanto con riferimento al fiume Po, ma anche agli altri corsi d'acqua a rischio, quali gli affluenti dello stesso Po e il fiume Adige. (4-19047)