• Testo RISOLUZIONE CONCLUSIVA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.8/00218 [Iniziative per ridefinire il quadro normativo delle aree marine protette]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 8-00218 presentata da ERMETE REALACCI
mercoledì 12 dicembre 2012 pubblicata nel bollettino n.754
La VIII Commissione,
premesso che:
le aree marine protette italiane costituiscono un'esperienza originale nel panorama europeo e mediterraneo ed un sistema articolato e complesso che persegue l'obiettivo ambizioso di coniugare tutela della biodiversità, fruizione turistica e sviluppo sostenibile. Puntando sull'attivo coinvolgimento delle comunità locali, le nostre riserve marine si sono ritagliate il ruolo di laboratori avanzati per la gestione sostenibile della fascia costiera, pur tra difficoltà economiche e ritardi funzionali cui bisognerebbe porre rimedio a livello normativo;
il numero delle aree marine protette italiane, oggi salito a 30, continua a crescere su richiesta delle realtà locali che puntano sempre più sul turismo sostenibile e delle marinerie che hanno sposato la scelta della pesca responsabile. Al contempo, il comparto produttivo nazionale della nautica da diporto, uno dei settori di eccellenza del made in Italy, si è trasformato velocemente investendo molte risorse in tecnologie di valenza ambientale: già da diversi anni le imbarcazioni e gli yachts realizzati in Italia hanno standard di compatibilità ecologica che anticipano le normative comunitarie;
attualmente può però ancora accadere che durante una navigazione, anche nella stessa giornata, il diportista si trovi a dover rispettare criteri di accesso alle aree marina protette significativamente diversi tra loro. Si pensi ad esempio alle differenti regole in relazione alla dimensione del natante, alla sua velocità o ad esempio alla distanza dalla costa;
la non omogeneità di regole di salvaguardia, oltre a generare confusione, mina la tutela stessa delle aree marine protette e rende indispensabile un processo di omologazione delle norme di accesso ai siti marini tutelati;
per quanto sopraddetto, già nel 2007 è stato compiuto un percorso comune, con un tavolo di confronto istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con la partecipazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle capitanerie di porto, degli enti gestori delle aree marine protette, delle associazioni di categoria della nautica e delle associazioni ambientaliste. La firma del «Protocollo tecnico per la nautica sostenibile nelle aree marine protette» ha portato all'individuazione di nuove regole per la fruizione diportistica delle aree marine protette. Tale protocollo prevedeva, tra l'altro, l'avvio di una revisione complessiva dei decreti istitutivi e dei regolamenti delle aree marine protette, che portasse ad una omogeneizzazione delle misure di tutela in tutte le riserve marine e concepite in funzione dei reali impatti delle unità da diporto, e quindi del possesso di requisiti di eco-compatibilità, piuttosto che sull'anacronistico criterio delle dimensioni delle barche. È noto, infatti, che attualmente le unità da diporto di maggiori dimensioni sono assoggettate a normative e standard di qualità ambientale più rigorosi per le emissioni atmosferiche e acustiche. D'altro canto, il problema degli ancoraggi delle barche da diporto, che sovente arano e danneggiano i fondali di pregio ambientale (prateria di Posidonia oceanica, coralligeno), sta venendo positivamente risolto con la realizzazione, a cura degli enti gestori delle aree protette, di campi ormeggio che consentono la sosta a tutte le unità da diporto, a prescindere dalle dimensioni degli scafi;
l'introduzione della premialità ambientale per le barche ecologiche nelle aree marine protette costituirebbe poi una novità importante, da consolidare in vista di una futura estensione di queste buone pratiche al sistema nazionale;
a 5 anni di distanza da tale accordo, l'adozione e applicazione dello stesso nei decreti e nei regolamenti delle riserve marine è avvenuta in maniera episodica e discrezionale, grazie alle iniziative virtuose degli enti gestori più dinamici o solo nei casi di aree marine protette istituite dopo la firma del protocollo;
in aggiunta, recentemente le disposizioni introdotte per la spending review hanno soppresso la segreteria tecnica per la tutela del mare e la navigazione sostenibile, organo tecnico preposto, presso la competente direzione generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, a svolgere tutte le istruttorie tecniche in materia di istituzione, aggiornamento e regolamentazione delle aree marine protette. Le relative funzioni sono state assegnate alla direzione generale per la protezione della natura e del mare, che tuttavia non dispone in organico tali professionalità, impegna il Governo: a dare concreta attuazione, a livello di sistema, al «Protocollo per la nautica sostenibile nelle aree marine protette» sottoscritto in data 1o febbraio 2007, in particolare:
a predisporre i decreti istitutivi, nonché i regolamenti delle aree marine protette, in coerenza con i contenuti del protocollo tecnico;
ad aggiornare, ove ritenuto opportuno, i vecchi decreti istitutivi delle aree marine protette, al fine di poter dare piena attuazione ai principi del predetto protocollo tecnico;
a completare in tutte le riserve marine l'adozione dei regolamenti di organizzazione delle aree marine protette, su proposta degli Enti gestori, in cui siano inserite misure di premialità ambientale per le unità da diporto in possesso di requisiti di eco-compatibilità;
ad avviare e possibilmente incentivare un programma di interventi per la sperimentazione nelle aree marine protette di pratiche per la promozione della nautica da diporto ecocompatibile e la gestione sostenibile della fascia costiera, a partire dalla realizzazione di campi ormeggio destinati alle unità da diporto;
a supportare la direzione competente del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare mediante il ricorso a esperti di elevata qualificazione professionale;
ad assumere iniziative per ridefinire il quadro normativo delle aree marine protette, per la parte riguardante la nautica da diporto, prevedendo misure di tutela differenziate per le unità da diporto in funzione del possesso di requisiti di eco-compatibilità.
(8-00218) «Realacci, Mariani, Bonciani, Margiotta, Velo, Braga, Bratti, Morassut, Alessandri, Motta».