• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/00307 CAFORIO, RUSSO, BELISARIO, DI NARDO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che: in data 12 dicembre 2003 la Ecolevante S.p.A, società esercente...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-00307 presentata da GIUSEPPE CAFORIO
mercoledì 15 ottobre 2008, seduta n.073

CAFORIO, RUSSO, BELISARIO, DI NARDO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

in data 12 dicembre 2003 la Ecolevante S.p.A, società esercente l'attività di smaltimento di rifiuti avente sede legale in Santa Croce sull'Arno (Pisa), ha presentato presso la Provincia di Taranto istanza per l'approvazione del progetto di ampliamento in terzo lotto della discarica per rifiuti speciali non pericolosi (tipo ex 2B), già sita in contrada "La Torre Caprarica-Amici" a Grottaglie (Taranto), per una capacità totale di smaltimento di 2.200.000 metri cubi;

con determinazione del dirigente del settore ecologia ed ambiente, in data 3 novembre 2005, n. 173, la Provincia approvava il progetto ed autorizzava l'esercizio del terzo lotto della discarica. A seguito dell'entrata in vigore di un'ordinanza del commissario delegato per l'emergenza rifiuti per la regione Puglia per l'interruzione di tutti i provvedimenti autorizzativi in corso, il Direttore generale della Provincia di Taranto richiedeva di rivedere la determinazione favorevole, che veniva però confermata con determina n. 21 del 22 marzo 2006;

il provvedimento autorizzativo veniva annullato con sentenza del 5 luglio 2007 dal Tribunale amministrativo della regione Puglia. Avverso tale sentenza la società Ecolevante proponeva appello, accolto dal Consiglio di Stato con sentenza 14 giugno 2007;

i comitati locali e le associazioni del luogo hanno sollevato numerose e documentate eccezioni in relazione alla correttezza e trasparenza del procedimento autorizzativo seguito con riferimento a tale impianto. Preliminarmente, è stato rilevato che, nella relazione allegata al progetto esecutivo di ampliamento in terzo lotto della discarica predetta, la descrizione dell'area di studio recava una rappresentazione dei luoghi non esattamente corrispondente alla situazione del sito;

l'opera in oggetto viene infatti realizzata in un territorio di rilevante interesse paesaggistico ed ambientale. In particolare, essa si colloca in prossimità di un Santuario rupestre del XIII secolo dedicato alla Madonna delle Grazie di San Marzano, di assoluto interesse storico-culturale ma anche archeologico e paesaggistico; in prossimità della via Appia Antica e di un insediamento archeologico già sottoposto a vincolo ai sensi della legge n. 1089 del 1939 e quindi del decreto legislativo n. 42 del 2004;

la realizzazione dell'opera interessa infine un'area nelle vicinanze di una conduttura idro-potabile dell'Acquedotto pugliese, che corre lungo il confine del terzo lotto, e di una casa famiglia per diversamente abili, nonché di manufatti rurali, abitazioni civili ed insediamenti produttivi, non risultanti dalla relazione esplicativa del citato progetto né dal parere favorevole del Comitato tecnico provinciale reso in data 6 luglio 2004, dalla determinazione dirigenziale n. 242 del 7 luglio 2004 della Regione Puglia - Settore ecologia e dalla determinazione n. 173 del 3 novembre 2005 con la quale si approvava il progetto e si autorizzava definitivamente l'esercizio del terzo lotto alla discarica;

le problematiche connesse alla localizzazione del terzo lotto sono state poste in evidenza dal primo firmatario della presente interrogazione durante la missione in Puglia della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti in data 1° febbraio 2008;

la ragguardevole distanza, già evidenziata dal Servizio ecologia ed ambiente della Provincia, che intercorre fra il terzo lotto e la discarica preesistente, con conseguente inutilizzabilità di una serie di infrastrutture del preesistente impianto, nonché la frapposizione della strada statale 603 Francavilla-Carosino tra il lotto richiesto come ampliamento e la discarica già autorizzata, hanno indotto il Comitato tecnico istituito presso la Provincia di Taranto a rilevare, già nell'aprile 2004, che si era in presenza, di fatto, di un progetto di nuova discarica posizionata nel pressi di quella esistente. La società istante non ha tuttavia ritenuto di dover presentare specifica domanda per una nuova discarica, autonoma rispetto a quella preesistente;

la discarica in questione è oggetto di un procedimento penale (n. 30/10596/07) nell'ambito del quale un dirigente della Provincia di Taranto e l'amministratore della società risultano indagati per avere, rispettivamente, rilasciato e ricevuto le autorizzazioni alla realizzazione della discarica con abuso di ufficio ai sensi dell'articolo 323, primo e secondo comma del codice penale, nonché in violazione degli articoli 110 del codice penale, 181, commi 1 e 1-bis del decreto legislativo n. 42 del 2004, articolo 44, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e articolo 256, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006;

nel mese di luglio 2008, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, ritenuto di non dover formulare richiesta di archiviazione, comunicava l'avviso della conclusione delle indagini preliminari agli indagati, con riferimento alla determinazione dirigenziale n. 173 del 2005 con cui si autorizzava la costruzione di una discarica in violazione delle norme tecniche di attuazione del piano urbanistico territoriale tematico, che individuava il sito interessato come ambito territoriale non destinabile a discarica;

nel mese di ottobre 2007 il Nucleo di Polizia tributaria di Taranto, nell'ambito di un servizio in materia di tutela ambientale presso la discarica già esistente, ha appurato, sulla base di accertamenti esperiti sul posto, con l'ausilio di personale dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia di Bari, che la suddetta discarica ha operato in violazione delle prescrizioni e dei vincoli imposti dalla Provincia di Taranto con apposita determina di autorizzazione concessa alla Ecolevante S.p.A. nel dicembre del 2006. Si riscontrava, nella circostanza in questione, l'utilizzo della discarica per lo stoccaggio e l'accumulo di ingenti rifiuti speciali in difformità rispetto alla relativa documentazione di accompagnamento e senza alcuna verifica o analisi chimica dei rifiuti stessi, in violazione del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e del decreto ministeriale 3 agosto 2005. Si procedeva quindi a sottoporre a sequestro preventivo di iniziativa, ai sensi dell'articolo 321, comma 3-bis, del codice di procedura penale, in data 26 ottobre 2007, un'area adibita a discarica per rifiuti speciali non pericolosi (ex II cat. Tipo «B»), decine di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, nonché diversi mezzi pesanti per movimento e spianata, nonché a denunciare alla competente Autorità giudiziaria due persone per violazione dell'articolo 256, commi 1, lettera b), e 4 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

a seguito delle suddette operazioni di polizia giudiziaria, il pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Taranto ha autorizzato la prosecuzione del conferimento, nella medesima discarica, solo dei rifiuti provenienti da altre province, sulla base di provvedimenti emergenziali in atto, ed ha istruito il relativo procedimento penale (n. 9085 del 2007). In data 29 ottobre 2007, il pubblico ministero titolare del fascicolo ha depositato, controfirmata per assenso dal Procuratore Capo della Repubblica, la richiesta di convalida del sequestro al Giudice per le indagini preliminari, del Tribunale di Taranto. Successivamente il Giudice per le indagini preliminari ha disposto, in data 5 novembre 2007, la convalida del sequestro preventivo operato d'urgenza dalla polizia giudiziaria ed ha ritenuto legittimo e correttamente eseguito il sequestro preventivo realizzato ai sensi dell'articolo 321 del codice di procedura penale, confermando altresì la possibilità per la discarica di continuare ad accogliere rifiuti in base a provvedimenti emergenziali. E' intervenuto successivamente il dissequestro da parte del Tribunale del riesame di Taranto, avverso il quale la Procura ha formulato ricorso per Cassazione. La Cassazione, ritenendo fondate le ragioni del Sostituto Procuratore ricorrente, ha cassato con rinvio la decisione del riesame;

la Procura della Repubblica ha altresì ritenuto illegittima, nell'ipotesi accusatoria che si rileva dall'avviso di conclusione delle indagini preliminari del luglio 2008, ogni ulteriore determina autorizzativa dell'ampliamento della preesistente discarica, in quanto, per materiale distanza e separazione, trattavasi di impianto nuovo, sulla cui autorizzazione era conseguentemente competente non la Provincia ma la Regione Puglia;

in data 1° settembre 2008, i comitati e le associazioni di cittadini hanno segnalato che da un camion che si apprestava a conferire rifiuti in discarica fuoriusciva percolato. Da ultimo, fra il 13 e il 15 settembre, la fuoriuscita di miasmi maleodoranti dall'impianto ha generato allarme nella zona, inducendo alcuni cittadini a ricorrere a cure mediche;

l'articolo 163 del regolamento di igiene e sanità pubblica del Comune di Grottaglie, ove è ubicato il terzo lotto in ampliamento, prescrive apposite distanze delle discariche di II categoria di tipo B dalle abitazioni, dagli insediamenti rurali, da strade statali e provinciali, il cui mancato rispetto viene rilevato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto sia con riferimento alla prossimità di abitazioni civili e masseria condotta da una cooperativa sociale;

il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, di attuazione della direttiva 1999/31/CE, nell'allegato sui criteri costruttivi e gestionali degli impianti di discarica, prescrive l'esame delle condizioni locali di accettabilità dell'impianto in relazione a distanza dai centri abitati, collocazione in zone di produzione di prodotti agricoli ed alimentari definiti ad indicazione geografica o a denominazione di origine protetta, presenza di rilevanti beni storici, artistici, archeologici, imponendo di considerare, inoltre, la direttrice dei venti dominanti per evitare qualsiasi possibile trasporto di fibre di amianto per le discariche destinate ad accettare rifiuti che contengano tale sostanza;

già la legge relativa alla costruzione e all'esercizio dell'Acquedotto pugliese prevedeva l'assoluto divieto di depositi di rifiuti a distanza minore di 60 metri dall'asse dell'acquedotto, laddove l'impianto autorizzato si troverebbe, come rilevato anche dalla determina regionale di autorizzazione integrata ambientale, in prossimità di condutture di acqua potabile della rete di distribuzione che mai erano state rilevate e considerate negli elaborati utilizzati ai fini dell'iter autorizzativo;

pur in presenza di tutte le sopra citate circostanze, in data 3 luglio 2008 la Regione Puglia ha rilasciato l'autorizzazione integrata ambientale (AIA), seppur ponendo alcune prescrizioni, relative, fra l'altro alla prestazione di adeguate garanzie finanziarie riguardanti il periodo post-chiusura dell'impianto, che non risultavano presentate secondo quanto previsto dalla normativa regionale e nazionale vigente, che esclude l'utilizzo a tal fine di società di intermediazione finanziaria, potendosi far ricorso soltanto ad aziende di credito o imprese di assicurazione debitamente autorizzate all'esercizio del ramo cauzioni. Avverso la prescrizione relativa alle fideiussioni la società in oggetto ha proposto ricorso in sede amministrativa, a seguito del quale, nelle more della decisione sul merito, la discarica sta esercitando su provvedimento sospensivo concesso dal TAR nell'agosto 2008;

la Conferenza dei servizi ha trattato il caso in oggetto il 3 dicembre 2007, indi il 4 febbraio 2008, il 19 marzo 2008 ed infine in data 10 giugno 2008 con la conclusione dell'iter. Va rilevato, a tale proposito, che la società titolare dell'impianto ha peraltro chiesto ed ottenuto dal TAR l'obbligo della conclusione del procedimento entro il 30 giugno 2008;

il rilascio dell'AIA è stato preceduto da quattro determinazioni del Settore ambiente della Provincia di Taranto rilasciate rispettivamente il 3 novembre 2005, il 23 febbraio 2006, il 19 novembre 2007, il 6 maggio 2008. In particolare la determinazione del 3 novembre 2005, relativa all'approvazione ed all'autorizzazione del progetto di realizzazione del terzo lotto della discarica, è stata oggetto, come già ricordato, di ricorso al TAR e di sentenza del Consiglio di Stato, n. 3191 del 2007. Lo stesso impianto dispone di valutazione di impatto ambientale (VIA) favorevole rilasciata dal Comitato regionale con determina dirigenziale n. 242 del 7 luglio 2004;

la Conferenza di servizi si è conclusa con due indicazioni che la Ecolevante contesta. La prima concerne l'obbligo delle fideiussioni finanziarie previste dal Regolamento regionale n. 18 del 16 luglio 2007. La seconda riguarda la richiesta della società, non accolta dal Comitato tecnico-scientifico sui rifiuti della Regione, di derogare ai limiti di accettabilità dei rifiuti in discarica,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro in indirizzo, per quanto di competenza, ritenga di dover assumere al fine di verificare la correttezza, trasparenza e legittimità delle procedure adottate per l'ampliamento del terzo lotto della discarica di Grottaglie, con particolare riferimento all'autorizzazione integrata ambientale ed alle autorizzazioni che costituiscono la base condizionante dell'AIA, alla verifica della completezza ed esaustività della documentazione presentata, con particolare riguardo alla rispondenza dello stato dei luoghi e delle caratteristiche ambientali;

quali accertamenti si intendano disporre in ordine alle procedure di controllo della produzione e destinazione di rifiuti liquidi e solidi nonché delle emissioni inquinanti in atmosfera del predetto impianto, al fine di verificarne la corrispondenza alle prescrizioni dettate dalle normative di settore;

se non si ritenga di dover sottoporre a nuova ed approfondita verifica ogni aspetto concernente l'impatto complessivo della realizzazione del progetto sull'ambiente e sul paesaggio del territorio interessato, tenendo debito conto della prossimità della condotta idro-potabile in pressione "Cantagallo-Carosino" in prossimità dell'istituendo terzo lotto e della sua compatibilità con una discarica per rifiuti speciali, nonché di tutte le altre circostanze, a cominciare dalla vicinanza di abitazioni civili e manufatti rurali non considerati nella fase di valutazione dell'impianto, come risultante dalle indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto;

quali verifiche si intendano disporre, anche mediante apposito atto ispettivo, al fine di chiarire la destinabilità del sito prescelto a discarica ed assicurare il rispetto delle procedure previste per i nuovi impianti e di quanto disposto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

se non si ritenga, infine, di dover assicurare il rispetto dei vicini luoghi di interesse paesaggistico, storico o archeologico, anche mediante la previsione di apposita autorizzazione della competente soprintendenza.

(3-00307)