• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/01067 [Favorire l'invecchiamento attivo]



Atto Camera

Risoluzione in Commissione 7-01067 presentata da ANNA MARGHERITA MIOTTO
mercoledì 12 dicembre 2012, seduta n.733
La XII Commissione,

premesso che:

l'Italia, come del resto tutta l'Unione europea, sta attraversando una fase di notevole invecchiamento della popolazione, come sottolineato dalla Commissione nel 2008, nella seconda relazione demografica in cui si esaminano le possibilità di soddisfare le esigenze di una popolazione che invecchia;

secondo le ultime proiezioni di Eurostat pubblicate nel 2008, entro il 2060 nell'Unione europea vi saranno solo due persone in età lavorativa (tra 15 e 64 anni) per ogni persona di età superiore a 65 anni, rispetto a una proporzione attuale di quattro a uno e, il calo più considerevole dovrebbe registrarsi durante il periodo tra il 2015 e il 2035, in coincidenza con il raggiungimento dell'età della pensione dei figli del cosiddetto «baby-boom»;

oggi, gli europei vivono più a lungo e più sani. Dal 1960 la speranza di vita è aumentata di otto anni e le proiezioni demografiche prevedono un ulteriore aumento di cinque anni nei prossimi quaranta anni;

questi cambiamenti demografici implicano sia nuove difficoltà sia nuove possibilità e, l'invecchiamento della popolazione può accrescere la pressione sui bilanci pubblici e sui sistemi pensionistici, sulle spese per il personale addetto ai servizi sociali e di assistenza agli anziani;

la terza età continua a essere, spesso, associata alla malattia e alla dipendenza e le persone anziane si possono sentire escluse dall'occupazione e dalla vita familiare e collettiva;

si teme che le generazioni anziane possano diventare un fardello troppo pesante per la popolazione più giovane in età lavorativa e che questo possa indurre tensioni intergenerazionali;

questa visione non tiene però conto del significativo contributo, concreto e potenziale, che gli anziani possono fornire alla società ed una delle migliori opportunità per affrontare la sfida dell'invecchiamento demografico è realizzare la solidarietà tra le generazioni garantendo che gli anziani conservino la loro salute e conducano una vita attiva il più a lungo possibile;

lo stesso Parlamento europeo aveva proclamato il 2012 quale anno europeo dell'invecchiamento attivo riconoscendo «il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale»;

la solitudine della terza età si combatte anche diffondendo una nuova idea di vecchiaia, fatta di progettualità e di prospettive, non solo di emergenze sanitarie e assistenziali, essere anziani al giorno d'oggi significa fare esperienza di grandi cambiamenti nei ruoli assunti all'interno della famiglia e della società: basti pensare al pensionamento, da alcuni vissuto come perdita di un ruolo sociale, o alla scomparsa del coniuge e all'allontanamento dei figli, tutte occasioni che comportano la perdita di importanti punti di riferimento;

le relazioni sociali possono essere una risorsa fondamentale per l'anziano, il primo baluardo contro la solitudine, ma, soprattutto, è utile e doveroso diffondere l'idea che la vecchiaia è una fase di vita, non necessariamente legata alla patologia, e che rappresenta il naturale proseguimento di come si è vissuto precedentemente ed è importante far vivere il concetto di cambiamento non come una limitazione, ma come una nuova possibilità per coltivare nuovi interessi e opportunità di impegno sociale;

a tutt'oggi, seppur il 2012 sia stato dichiarato «Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni», il Governo si è limitato a indire una celebrazione, nonostante che, in tempi di crisi, sia necessario ancor più che in tempi normali, stimolare il più vasto contributo di tutti alla ricostruzione del Paese e, sicuramente, gli anziani sono sia una risorsa che un giacimento di esperienza straordinariamente importante;

invecchiare bene non è solo un fatto di salute o di politiche assistenziali, da considerare in termini di costi economici e sociali, ma è il riconoscimento del diritto a un progetto di vita e a prospettive di «bene-essere», all'interno di una società moderna che consideri la vecchiaia una risorsa e non un problema,
impegna il Governo:
insieme alle regioni, le province autonome e gli enti locali, nel rispetto delle competenze definite dal titolo V della parte seconda della Costituzione, a riconoscere il ruolo e la funzione che le persone anziane svolgono nella società civile, favorendo un invecchiamento attivo capace di valorizzare ogni persona come risorsa, promuovendone la partecipazione alla vita sociale, civile e culturale della comunità anche attraverso l'istituzione e l'organizzazione di un servizio civile volontario delle persone anziane;

a valorizzare l'associazionismo e il volontariato promosso e svolto da persone nella terza età nell'ambito culturale, sportivo e socio sanitario che li vede protagonisti e che rappresenta il luogo privilegiato di solidarietà di impegno civile, sede di incontro e di socialità;

a concertare con le forze sociali, al fine di valutare le priorità di intervento per l'attivazione delle politiche pubbliche in favore delle persone anziane.

(7-01067)
«Miotto, Lenzi, Bossa, Bucchino, Burtone, D'Incecco, Grassi, Murer, Pedoto, Sarubbi, Sbrollini, Livia Turco».