• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05569/022 [Sulla revisione dello strumento militare nazionale]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05569/022presentato daCIRIELLI Edmondotesto diMartedì 11 dicembre 2012, seduta n. 732

La Camera,
premesso che:
la IV Commissione, nel corso dell'esame del disegno di legge C. 5569, approvato dal Senato, recante «Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia», ha preso atto che:
a) il termine fissato all'anno 2024 dall'articolo 3, sia al comma 1, lettera a) che al comma 2, lettera a) non appare sufficiente a realizzare la prevista riduzione delle dotazioni organiche senza comportare eccessivi sacrifici per il personale militare e civile, anche in ragione del prevedibile impatto sul personale del decreto-legge n, 95 del 2012 e dell'emanando decreto di armonizzazione del regime pensionistico;
b) occorre specificare che la prevista riduzione degli organici del personale militare a 150,000 unità deve essere inteso nel senso di non computare il personale inserito nel ciclo di formazione e quello di cui all'articolo 2216 del codice dell'ordinamento militare;
c) l'intero processo di riforma non deve in alcun modo prescindere dal pieno coinvolgimento del consiglio centrale di rappresentanza militare e delle organizzazioni sindacali, cui deve essere riconosciuto un ruolo negoziale per tutte le materie che afferiscono alle loro competenze;
d) deve essere assicurata piena garanzia di transito nel servizio permanente per tutti i volontari in ferma prefissata quadriennale che risultino idonei al termine del periodo di ferma e di rafferma;
e) la delega ha una portata così ampia che deve essere in ogni modo favorita la possibilità di una piena esplicazione delle prerogative parlamentari in sede di espressione dei prescritti pareri sugli schemi dei decreti legislativi;
ravvisato, inoltre, come la necessità di realizzare un sistema nazionale di difesa efficace e sostenibile, che assicuri i necessari livelli di operatività e la piena interagibilità dello strumento militare nei contesti internazionali e nella prospettiva di una politica di difesa comune per l'assolvimento dei compiti istituzionali delle Forze armate, non debba prescindere dalla salvaguardia delle legittime aspettative del personale e dei diritti acquisiti all'atto del reclutamento;
evidenziato che la «condizione militare» è caratterizzata da una riconosciuta «atipicità», quale obbedienza pronta, rispettosa e leale verso le istituzioni repubblicane e rappresenta una vera risorsa al servizio del Paese, che presuppone opportune misure che la disciplinino ponendo la massima attenzione alla valorizzazione del capitale umano, che rendano di fatto possibile tale specificità;
rilevata la necessità di salvaguardare l'irrinunciabile principio di stabilizzazione del personale in ferma prefissata quadriennale idoneo, al duplice scopo di dare un concreto segnale di attenzione delle istituzioni nei confronti di tale categoria di personale e di evitare la costituzione di possibili «sacche» di precariato;
apprezzato l'impegno espresso dal ministro Di Paola nel corso della seduta della Assemblea del 5 dicembre 2012 di non proporre i provvedimenti attuativi, in quanto ciò «avverrà con un altro Governo»,

impegna il Governo

a) ad esercitare la facoltà di cui all'articolo 5, comma 2, al fine di prorogare il termine in misura adeguata, per evitare che l'impatto del decreto-legge n. 95 del 2012 e quello che si determinerà a seguito dell'adozione del decreto di armonizzazione del regime pensionistico possa rendere l'attuazione della riforma eccessivamente gravosa per il personale militare e civile;
b) a fare in modo che, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, dal computo delle dotazioni organiche delle Forze armate a 150.000 unità complessive siano esclusi, in particolare gli allievi delle scuole militari e delle Accademie ufficiali e marescialli, il personale incluso nei contingenti di «addestratori/compensatori», in applicazione delle deroghe di cui all'articolo 2216 del codice dell'ordinamento militare;
c) a garantire, nelle fasi di predisposizione degli schemi dei decreti legislativi, la consultazione, tramite l'acquisizione dei rispettivi pareri, dei sindacati e del COCER su tutte le materie che afferiscono alle loro competenze e a dare attuazione con specifici provvedimenti, all'articolo 19, comma 3, della legge 4 novembre 2010, n. 183 in merito alle attività negoziali della rappresentanza militare;
d) a garantire la stabilizzazione per tutti i volontari in ferma prefissata quadriennale che risultino idonei al termine del periodo di ferma e di rafferma;
e) ad estendere eventualmente l'istituto dell'aspettativa per riduzione quadri al personale militare non dirigente, mantenendo sostanzialmente inalterato il quadro normativo previsto agli articoli 906 e 909 del codice dell'ordinamento militare;
f) tenendo conto del prossimo scioglimento delle Camere e dei tempi di ricostituzione delle Commissioni parlamentari, ad adottare i decreti legislativi in modo da consentire che il nuovo Parlamento possa pienamente esplicare i propri poteri di indirizzo e di controllo in relazione ai contenuti degli atti attuativi della delega conferita con il provvedimento in esame.
9/5569/22. Cirielli, Garofani, Paglia, Rugghia, Bosi, Beltrandi, Porfidia, Recchia, Mogherini Rebesani, Giacomelli, Villecco Calipari, Gidoni, Luciano Rossi, Di Stanislao.