• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.4/18975 [Tutelare i lavoratori dellA Unopiù ]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18975 presentata da GIORGIA MELONI
venerdì 7 dicembre 2012, seduta n.731
MELONI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

la Unopiù è un'importante azienda italiana, attiva da oltre trenta anni principalmente nel settore dell'arredamento da esterni;

tale realtà, nata a Soriano nel Cimino (VT) e successivamente diramatasi in Italia e all'estero, è riuscita a diventare leader europeo, e non solo, nel proprio settore commerciale;

per le caratteristiche di stretto legame col territorio, per i livelli occupazionali garantiti e per l'indotto economico, la Unopiù è da sempre una risorsa economica e produttiva dell'intera provincia di Viterbo, e da sempre la collaborazione con le istituzioni locali è stata determinante per la risoluzione dei problemi che di volta in volta si sono presentati all'azienda;

risulta infatti all'interrogante che anche nel corso del 2011, in un periodo di difficoltà aziendale, la Unopiù di Soriano nel Cimino riuscì a ricevere il sostegno necessario da parte di istituti di credito presso i quali si adoperarono in maniera importante le istituzioni locali, a dimostrazione del fatto che per tutti i soggetti coinvolti nella vicenda la Unopiù rappresenta una risorsa del territorio da tutelare e incentivare;

è delle scorse settimane invece, la notizia secondo la quale la Unopiù, a dispetto dell'impegno di istituzioni e istituti di credito, abbia presentato un piano di sviluppo in cui è prevista la messa in mobilità (e quindi, a seguire, il quasi certo licenziamento) di ben 74 unità (su un totale di 176 dipendenti in Italia). Di queste ben 63 unità nella sola sede di Soriano nel Cimino, con il coinvolgimento quindi di quasi la metà dei dipendenti della sede stessa. È inoltre da sottolineare come tali lavoratori siano già da 4 anni in regime di cassa integrazione;

da quanto risulta la proprietà della Unopiù è individuabile in «Mezzanove Capital», gruppo finanziario specializzato in investimenti attraverso lo strumento del cosiddetto debito «mezzanino», nato per iniziativa in particolare della Bi-Invest di proprietà della famiglia Bonomi;

di questi giorni è invece la notizia che la famiglia Bonomi, tramite il fondo investindustrial, ha rilevato il 37,5 per cento della Aston Martin per una cifra di circa 190 milioni di euro;

la comune proprietà riconducibile ai due fondi autorizza a pensare che le difficoltà eventuali di uno dei due (o di uno degli investimenti dello stesso) possano essere supportate ed eventualmente superate con la collaborazione tra gli stessi, a garanzia proprio dell'investimento fatto;

risulta inoltre, da notizie apparse sui media locali e non, che la trattativa tra la dirigenza della Unopiù di Soriano nel Cimino e rappresentanti dei lavoratori sia giunta ad uno stallo, con la dirigenza dell'azienda che avrebbe persino rifiutato una proposta di contratto di solidarietà, firmato da tutti i dipendenti in Italia, disposti dunque a lavorare e guadagnare meno, per incontrare le esigenze di risparmio dell'azienda (così come rese note dalla stessa) e, al contempo, salvaguardare tutti i posti di lavoro, in specie in un'area particolarmente depressa dal punto di vista occupazionale;

l'eventuale ricorso a forme di ammortizzatori sociali non può non tenere conto della volontà di salvaguardare i posti di lavoro e l'economia di un'intera provincia, anche a fronte della citata importanza che la suddetta azienda riveste per il territorio -:

se sia a conoscenza della situazione descritta in premessa;

se non ritenga opportuno, una volta verificata la situazione, convocare nel più breve tempo possibile le parti in causa al fine di trovare una soluzione alla vicenda, anche verificando le possibilità di investimento della proprietà di Unopiù nella situazione su descritta;

quali urgenti iniziative intenda adottare per far sì che la crisi di Unopiù di Soriano nel Cimino non sfoci nei licenziamenti ipotizzati, salvaguardando quindi i livelli occupazionali della stessa e gli investimenti sul territorio della provincia di Viterbo. (4-18975)