• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08823 [Chiarezza sulla vicenda relativa all'investimento della società A2A in Montenegro]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08823 presentata da ELIO LANNUTTI
mercoledì 5 dicembre 2012, seduta n.850

LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

"Report" ha svolto un'inchiesta tra Italia e Montenegro per raccontare la storia dell'azienda dell'energia posseduta a maggioranza dalle municipalizzate di Milano e Brescia, che ha accumulato milioni di perdita;

sul sito "report.rai.it" si legge: «Arruolate per l'impresa avveniristica sono società miste come A2A, società formata dalle municipalizzate di Milano e Brescia e Terna, con loro ci sono i privati, come Seci Energia Spa del gruppo Maccaferri»;

sul "Corriere della Sera" del 3 dicembre 2012 si legge: «Un investimento in Montenegro (l'acquisto della società elettrica Epcg) disastroso per le casse della multiutiliy A2A, con una perdita solo nel 2011 di 70 milioni di euro. Questo il contenuto dell'inchiesta di Report andato in onda il 2 dicembre su Rai 3. L'"investimento" di A2A era già stato trattato nel giugno 2012 in un'inchiesta del giornalista del Corriere Brescia, Ferruccio Pinotti. Il servizio della trasmissione condotta da Milena Gabanelli ha sollevato diversi dubbi sulla natura industriale dell'investimento sostenendo che la ex municipalizzata sia stata spinta ad acquistare il 43,7% dell'azienda elettrica nazionale montenegrina dall'allora governo Berlusconi, nell'ambito degli accordi di cooperazione siglati nel 2009 con lo Stato balcanico. Nella nota di precisazione A2A spiega di aver preso parte alla gara per la privatizzazione di Epcg "alla cui fase finale hanno partecipato quattro aziende internazionali", per "due obiettivi fondamentali": comprare impianti di generazione idroelettrica e "presidiare un'area geografica sempre più integrata nel sistema italiano ed europeo", grazie al cavo sottomarino che Terna ha progettato di costruire, nell'ambito degli accordi del 2009, per portare l'energia balcanica in Italia. "Ci sarà stato anche un accordo politico ma dal punto di vista di A2A l'investimento ha un suo perché" ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza Pippo Ranci, a margine di un confronto tra i vertici di A2A e le commissioni Ambiente, Partecipate e Bilancio del Comune di Milano. Nella sua nota A2A ricorda che la perdita di 66 milioni accumulata nel 2011 da Epcg è stata dovuta alla "scarsa piovosità" che ha limitato la produzione idroelettrica costringendo la società a importare energia, alla "riduzione delle tariffe regolate (-10% circa)" e alla "criticità del cliente energivoro Kap", un grande impianto di alluminio che si è rivelato un pessimo pagatore. "Questi fattori sono stati in parte risolti durante il 2012" (che, sostiene un portavoce, si chiuderà in pareggio), in quanto da inizio ottobre "Epcg non ha più rapporti contrattuali" con Kap, a cui garantirà fino a fine 2012 "solo la metà dei volumi precedentemente forniti". Mentre dal punto di vista tariffario "è in vigore una nuova metodologia di determinazione dei prezzi", la cui crescita nel 2012 è stata "pari in media all'11% circa". A2A ricorda infine di aver iniettato in Epcg 96,2 milioni a titolo di aumento di capitale. Dopo gli investimenti effettuati la controllata dispone ancora "di circa 60 milioni di euro", in gran parte depositati presso Prva Banka, istituto di cui Epcg è azionista accanto ad Aco Djiukanovic, fratello dell'ex premier Milo Djukanovic. Banca che - come ha evidenziato l'inchiesta di Report - tre anni fa era sull'orlo del fallimento»;

considerato che:

scrive Oriano Mattei sul suo blog: «Chi conosce come me il Montenegro, ma soprattutto chi comanda, sa perfettamente che è una terra molto bella, ma anche molto difficile, dove intrecci e strani affari a volte illeciti, anzi il più delle volte, hanno accompagnato il Montenegro e chi lo comandava e lo comanda attualmente, ad essere sempre stato nell'occhio del ciclone (affari sporchi, quali contrabbando di tabacco, armi e droga, sono le accuse che politici, pentiti e magistratura hanno fatto negli ultimi 12 anni). Strano che i vertici di A2A non ne fossero a conoscenza, anche perché fiumi di pagine si sono scritte su Milo Djukanovic e la sua "cricca" come l'hanno sempre chiamata, e credere che i vertici di A2A non ne fossero a conoscenza, beh questo francamente ci risulta e mi risulta molto difficile crederlo. La trasmissione di ieri sera, secondo il mio punto di vista, ha solo sfiorato il problema, senza entrarci a capo fitto e cercare di analizzare più profondamente alcuni passaggi che sono stati fondamentali in questa vicenda. Uno su tutti, è il rapporto fra l'ex premier Silvio Berlusconi e l'allora premier e attuale premier Milo Djukanovic. in quel periodo e stiamo parlando del 2009» furono spese «parole di elogio forse anche fin troppo in favore di Milo Djukanovic, al punto tale che» fu definito «"grande statista e l'uinico uomo politico in grado di mantenere gli equilibri in tutti i Balcani". Mah, forse di tutto questo spessore di grande politico (...), o forse c'è sotto dell'altro: Perché» viene sponsorizzato «un personaggio quale è Milo Djukanovic, con un passato a dir poco ambiguo, dove più pentiti ed ex politici, lo accusano di essere stato a "capo di una cupola mafiosa atta al contrabbando e riciclaggio di denaro di provenienza criminale"? Molto strano tutto questo, o sbaglio? Ripeto, che c'è veramente dietro a questa operazione finanziaria? È possibile che A2A non fosse a conoscenza che l'industria più importante in Montenegro "KAP" posseduta dal magnate russo Oleg Deripaska e cioè da Putin, avesse acquisito l'industria montenegrina , solo per effettuare una pura e diretta speculazione, lasciando nelle case di A2A ed EPCG un debito di oltre Euro 60.000.000? Eppure l'avvento di Oleg Deripaska fu acclamato ai tempi da Milo Djukanovic, come l'inizio di grandi investimenti che magnati stranieri avrebbero fatto in terra montenegrina. Il risultato finale quale è stato? Oleg Deripaska ha acquistato la "kAP acciaierie", l'ha praticamente fatta scoppiare , importando acciaio dall'Ukraina e ripeto, lasciando debiti in Montenegro per oltre Euro 60.000.000. Eppure, Oleg Deripaska era considerato grande amico di Milo Djukanovic e tutti sappiamo che Silvio Berlusconi è grande amico di Vladimir Putin. Che dire poi di Veselin Barovic, proprietario di un "Fondo" in Montenegro, che guarda caso in pancia aveva azioni di EPCG, vendute ad un ottimo prezzo molto più alto che il prezzo di mercato di allora a A2A? Ricordo che, Veselin Barovic, coinvolto in un enorme contrabbando di sigarette è stato rinviato a giudizio presso il tribunale di Bari insieme ad altri quattro montenegrini, (...) guarda caso tutti amici intimi di Milo Djukanovic, a partire dalla oramai famosa signora in rosso Dusanka Jeknic. Infine, parliamo di "Prva Banka", la banca di famiglia Djukanovic,» che «vede quale maggior azionista Aco Djukanovic con oltre il 45% di azioni, insieme al fratello e attuale premier Milo Djukanovic e la sorella Ana Kolarevic, e insieme, raggiungono circa il 49% di Prva Banka. Prva Banka, era talmente solida, che nel 2010, credo, ebbe un infiltrazione di denaro dalle casse del Governo (allora premier era Milo Djukanovic) di Euro 40.000.000 e l'allora Governatore della Centrale, che aveva criticato quella manovra finanziaria, ebbe il coraggio di chiedere un ispezione in Prva Banka, in quanto secondo l'allora Governatore, c'erano delle strane anomalie e strani movimenti bancari. Volete sapere come andò a finire ? Il Governatore dovette dare le dimissioni e al suo posto, si dice sia finito un uomo fidatissimo di Milo Djukanovic. Altro che banca solida, come qualcuno dei vertici di A2A tentò di far credere. Questa banca e lo sanno tutti gli addetti ai lavori e gli attenti osservatori di quello che succede nei Balcani, è in vendita da oltre 2 anni, ma mai nessuno è andato oltre una brevissima "Due Diligence", con il risultato che chi poteva essere interessato, si è guardato bene evidentemente di rischiare di avere fra le mani una patata bollente»,

si chiede di sapere:

se al Governo risulti quali siano, alla luce dei fatti esposti in premessa, le ragioni del singolare investimento e quali possano essere stati i veri interessi ad esso sottesi;

se risulti che A2A fosse veramente cosciente dell'investimento ed a conoscenza della difficile situazione che tutt'oggi è presente in Montenegro, per quanto riguarda investimenti e rispetto delle regole, anzi "non rispetto delle regole";

quali iniziative di propria competenza il Governo intenda assumere al fine di fare chiarezza sulla vicenda ed allontanare ogni possibile dubbio sulla bontà, sulla natura industriale dell'investimento fatto da A2A in Montenegro e su possibili forme di infiltrazioni mafiose, considerato che, a parere dell'interrogante, nell'attuazione del progetto citato la politica dell'affarismo ha avuto la meglio e ha creato un clima di mistificazione;

quali misure inoltre intenda adottare per verificare - considerato che l'operazione invece di rendere è in perdita - l'utilità del progetto e il relativo piano di sviluppo;

se non ritenga urgente attivarsi affinché si pervenga ad una sollecita predisposizione di norme stringenti anticorruzione per evitare che la corruzione dilagante, che investe vasti settori della società con una commistione, a giudizio dell'interrogante "incestuosa", di interessi tra politica e affari, possa continuare.

(4-08823)