• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08598 [Danni causati dalla sospensione dei contributi pubblici alla Cooperativa "Editorialisti giornalisti di Bari"]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-08598 presentata da SIMEONE DI CAGNO ABBRESCIA
mercoledì 5 dicembre 2012, seduta n.729
DI CAGNO ABBRESCIA e CALDERISI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:

il 16 luglio 2012, il dipartimento per l'informazione e l'editoria, ha pubblicato l'assegnazione dei contributi diretti e relativi all'anno 2011, a favore delle imprese editoriali, nell'ambito delle risorse previste del bilancio autonomo, della Presidenza del Consiglio dei ministri;

il provvedimento, in particolare, prevede che per l'esercizio finanziario 2012, risultano destinate risorse complessive pari a oltre 114 milioni di euro, di cui 50 milioni di euro, in corso di trasferimento al centro di responsabilità n. 9, ripartiti fra determinate categorie di destinatari specificatamente individuate dalla legge;

nel mese di ottobre 2012, la Cooperativa «Editorialisti giornalisti di Bari», che da oltre sedici anni edita il quotidiano Barisera, è venuta a conoscenza in maniera ufficiosa, di alcune anomalie riscontrate da parte del suesposto dipartimento, relativamente alla domanda per i contributi previsti diretti alla stampa, di cui alla legge n. 250 del 1990, per l'anno 2011;

gli interpellanti rilevano che tali presunte difformità, allo stato attuale, potrebbero escludere la suesposta Cooperativa, in via definitiva, dall'elenco di quelle ammesse ai contributi previsti dalla vigente normativa;

gli interpellanti evidenziano, altresì, come dopo circa due mesi successivi dalle ipotizzate inesattezze, non sia giunta alcuna comunicazione formale da parte dello stesso dipartimento, nei confronti della medesima impresa collettiva di Bari, nonostante le ripetute richieste da parte dei lavoratori e le rassicurazioni fornite dagli stessi dirigenti;

gli stessi imprenditori, denunciano tra l'altro, che una semplice comunicazione ufficiale da parte del dipartimento per l'informazione e l'editoria, avrebbe consentito una controdeduzione alle presunte anomalie precedentemente riportate, ed eventualmente di pervenire ad una soluzione, anche attraverso una documentazione istruttoria suppletiva, a corredo della domanda di contributo prevista per l'anno 2011;

a seguito di quanto esposto, gli interpellanti evidenziano come nel frattempo la medesima impresa collettiva «Editorialisti giornalisti associati» di Bari, è stata costretta, comportandosi in maniera corretta, a sospendere temporaneamente il fido bancario di 450 mila euro, non avendo la certezza dell'erogazione dei contributi previsti per il 2011, nonostante lo stesso dipartimento, abbia confermato positivamente la sua regolarità il 7 novembre 2012, lasciando intendere che non vi erano ostacoli, nell'ambito della cessione del credito previsto dalla Banca Apulia di Bari, nei propri riguardi, come confermato dal contenuto della lettera pressoché identico a quello inviato negli anni precedenti che autorizzava pertanto il trasferimento dei diritti del credito;

in conseguenza di quanto esposto, il 1o dicembre 2012, la Cooperativa barese è stata costretta a sospendere le pubblicazioni cartacee del quotidiano Barisera, proseguendo l'attività giornalistica soltanto sul sito web non essendoci le condizioni economiche favorevoli, per sostenere maggiori costi e oneri finanziari;

ulteriori effetti negativi e penalizzanti, scaturiti dalla mancata attribuzione dei contributi previsti per il 2011, hanno inoltre determinato l'impossibilità dell'impresa collettiva, nel fornire certezze e sufficienti garanzie, nei riguardi sia della tipografia, che della società distributrice del quotidiano Barisera che tra l'altro ha subito recentemente lo sfratto dei locali che ospitano la sede e la redazione;

in definitiva a giudizio degli interpellanti, in considerazione di quanto suesposto, risulta evidente come si sia fermato un ciclo di produzione editoriale che durava da molti anni, nei riguardi di un'impresa editoriale che garantiva il pluralismo e l'imparzialità dell'informazione, i cui presupposti indispensabili sono stati più volte ribaditi dalla Corte di Strasburgo, nell'ambito dei diritti dell'uomo ed indicati dall'articolo 10, comma 1, della convenzione europea dei diritti dell'uomo, nella sfera delle controversie in materia di libertà di informazione;

appare altresì evidente, secondo gli interpellanti, come la Cooperativa «Editorialisti giornalisti associati» di Bari, abbia subìto un evidente danno sia economico, in particolare per la mancata raccolta pubblicitaria, che d'immagine, in considerazione del fatto che il quotidiano Barisera da oltre sedici anni è presente fra i giornali in vendita presso le edicole;

un atto di chiarezza e di maggiore coerenza nella conduzione, da parte del dipartimento per l'informazione e l'editoria, a giudizio degli interpellanti, avrebbe certamente evitato le conseguenze negative e sfavorevoli determinatesi nei riguardi della suesposta impresa collettiva, come confermano i mancati riscontri segnalati dagli esponenti dell'azienda editoriale, da parte del dipartimento suesposto -:

quali orientamenti, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

quali siano le motivazioni per le quali, non siano stati corrisposti i contributi diretti alla stampa di cui alla legge n. 250 del 1990, relativi all'anno 2011 e previsti dalla disciplina di semplificazione e riordino dei contributi diretti alla stampa, prevista dal decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 25 novembre 2010, nei confronti della Cooperativa Editorialisti giornalisti associati di Bari, alla quale sono state corrisposte in maniera costante e corretta nel recente passato le erogazioni previste annualmente;

nel caso fossero confermate le anomalie riscontrate da parte del dipartimento per l'informazione e l'editoria come esposto in premessa, quali iniziative urgenti e necessarie intendano intraprendere, nell'ambito delle rispettive competenze, per tutelare e salvaguardare l'impresa editrice barese, che secondo quanto sostenuto dai suoi rappresentanti, è stata ingiustamente penalizzata dalla condotta manifestata dal medesimo dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell'ambito dell'erogazione dei contributi previsti per il 2011. (5-08598)