• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08595 [Ridimensionamento finanziario del progetto RITMARE]



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-08595 presentata da GIOVANNI LORENZO FORCIERI
mercoledì 5 dicembre 2012, seduta n.729
FORCIERI, ORLANDO, TULLO, ZUNINO e ROSSA. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:

il Programma nazionale della ricerca 2011-2013 (di seguito PNR), nel testo approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica nella seduta del 23 marzo 2011, individua gli obiettivi, le azioni di sistema e i «progetti bandiera» finalizzati a migliorare l'efficienza e l'efficacia del sistema nazionale della ricerca;

tra i suddetti «progetti bandiera» risaltava il progetto «Ricerca Italiana per il Mare» (di seguito RITMARE), con una dotazione finanziaria approvata dal CIPE di 450 milioni di euro, che è il frutto di un importante lavoro di sintesi delle necessità urgenti di ricerca dei settori scientifici e imprenditoriali legati al mare (dalle blue-technologies alla cantieristica navale e nautica), i quali contribuiscono sensibilmente alla formazione del prodotto interno nazionale (come evidenziato dal IV Rapporto sull'economia del Mare redatto dal CENSIS nel 2011), attraverso una ampia compartecipazione di tutti gli enti pubblici di ricerca, delle principali imprese del settore e delle piccole e medie imprese per il tramite di almeno sette Distretti ad alta tecnologia focalizzati su temi legati al mare;

il progetto RITMARE, il cui coordinamento è affidato al Consiglio nazionale delle ricerche, risulta essere uno degli strumenti prioritari identificati dal Governo quale intervento di supporto alla ricerca e innovazione di salto tecnologico per il rilancio del comparto navalmeccanico, il quale, forse più di altri, sta risentendo della crisi internazionale, con profonde ripercussioni in aree territoriali che spesso hanno subito processi di specializzazione non facilmente riconvertibili;

in particolare, il progetto ha l'obiettivo del rilancio a livello internazionale delle capacità scientifiche della ricerca italiana nel settore, con l'individuazione e la sperimentazione di innovative tecnologie in grado di mantenere e recuperare la leadership nelle costruzioni navali a più elevato contenuto tecnologico. Ciò consentirebbe altresì di rinnovare l'obsoleta dotazione di navi da ricerca oceanografica nazionale con la realizzazione di due unità, una oceanico-artica e l'altra mediterranea, che potrebbero così diventare degli efficaci dimostratori delle più avanzate tecnologie navali italiane. Sarebbe così possibile anche sostenere il rinnovo delle capacità produttive della cantieristica minore a supporto del comparto peschereccio, con lo sviluppo di un prodotto modulare nazionale atto a permetterne la realizzazione diffusa nei cantieri nazionali contribuendo al rilancio del comparto artigianale e industriale della pesca, oggi soggetto ad una crisi di sostenibilità economico-finanziaria che ne mette repentaglio la stessa sopravvivenza;

Fincantieri e CNR, proprio in funzione di tali programmi, hanno sottoscritto alla presenza del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in data 11 novembre 2011, un Accordo di partnership, volto a favorire la collaborazione reciproca nelle attività di ricerca, sviluppo ed innovazione nei settori dell'ingegneria navale;

risulta l'esistenza di una previsione di accordo tra il CNR e il Ministero della difesa circa la positiva congiunzione di intenti tra le necessità di ricerca oceanografica e idrografica, ai fini dell'ampliamento di impiego delle navi oceanografiche previste nel progetto RITMARE;

si è venuto a conoscenza che il progetto sia stato ridimensionato di concerto tra il Miur e il Cnr nel settembre 2011 a soli 250 milioni di euro, senza peraltro darne menzione e motivazione al Cipe, principalmente con ampia decurtazione delle attività di ricerca e prototipazione di interesse industriale, con grave danno all'azione di supporto dei su menzionati settori;

si è altresì avuta notizia dell'ipotesi di un ulteriore ridimensionamento del progetto di altri 100 milioni di euro, con la completa eliminazione di tutti i contenuti relativi alle tecnologie marine, ovvero ai settori in grado di produrre ricadute sui comparti industriali del Paese -:

se quanto ipotizzato corrisponda al vero e, nel caso, quali ostacoli siano emersi all'attuazione del programma nella forma approvata dal CIPE, vista anche la copertura finanziaria assicurata;

se sia stato valutato il danno che la inevitabile perdita di competitività provocherebbe ai settori dell'economia del mare interessati;

se siano state considerate le ripercussioni in termini di mantenimento dell'occupazione in un settore già pesantemente penalizzato dalla profonda crisi di mercato e di competitività nazionale.
(5-08595)