• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18882 [Operatività degli sportelli postali in Sardegna]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18882 presentata da FEDERICO PALOMBA
mercoledì 5 dicembre 2012, seduta n.729
PALOMBA. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

la direzione provinciale delle poste di Cagliari ha comunicato ad alcuni comuni della Sardegna che, a partire dal 10 dicembre 2012, sarà data attuazione a un programma di riduzione dell'operatività di diversi uffici postali della regione Sardegna che prevede l'apertura degli sportelli postali per soli tre giorni a settimana;

secondo Poste italiane spa la decisione è motivata da esigenze di risparmio dei costi e mira a razionalizzare i servizi all'utenza;

tale decisione, assunta sulla base di mere valutazioni economiche, causa però gravi disagi alla popolazione sarda e sopratutto agli abitanti dei Paesi dell'interno della Sardegna;

in particolare la situazione è ancora più grave nei paesi con una forte prevalenza di cittadini di età avanzata, che sarebbero oltremodo penalizzati dalla chiusura, sia pure per giorni alterni, dell'unico ufficio postale;

per questo motivo lo scorso 3 dicembre il consiglio comunale di Nuragus, paese con una forte prevalenza di cittadini anziani, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui si chiede che Poste non chiuda neppure a giorni alterni l'ufficio postale e si demanda al sindaco e alla giunta di porre in essere in ogni sede, anche giudiziaria, gli atti necessari per evitare tale chiusura;

nell'ordine del giorno del consiglio comunale di Nuragus si denuncia peraltro l'illegittimità della decisione delle Poste, in quanto «il settore della comunicazione è un servizio universale che deve essere integralmente garantito e assicurato dall'Amministrazione Pubblica, o direttamente o attraverso la concessione del servizio a privati ovvero a società a parziale o totale capitale pubblico»;

nell'accordo tra poste e ministero dello sviluppo economico sono disciplinati l'attività e i servizi che deve svolgere il Poste, tra cui l'apertura degli uffici postali almeno uno per comune. La possibilità di ridurre i servizi - pur astrattamente disciplinata dall'accordo - è subordinata alla preventiva informativa alle autorità locali che possono collaborare con Poste italiane anche nel sopportare parte delle spese, per esempio mettendo a disposizione locali pubblici;

trattandosi di un servizio universale, il servizio postale non può infatti essere sottoposto a riduzioni o limitazioni per ragioni esclusivamente economiche, Poste italiane non può dunque pretendere che tutti gli uffici postali siano economicamente vantaggiosi, in quanto la valutazione di economicità deve essere fatta complessivamente, considerando sia quelli che sono eventualmente in passivo e quelli che sono in attivo, magari ottenendo, come risulta, un utile netto a livello nazionale: siffatta valutazione, prettamente privatistica, non può in ogni caso essere effettuata da un soggetto che opera in servizio di concessione per un servizio universale;

proprio in questa ottica, il legislatore ha concesso al Poste anche di esercitare l'attività bancaria avvalendosi delle rete di sportelli postali, con grandi sinergie economiche e forti utili, come si desume dal bilanci dello stesso ente -:

se sia al corrente dei disagi che l'eventuale riduzione dell'operatività degli sportelli postali a soli tre giorni a settimana causerebbe agli abitanti dei paesi dell'interno della Sardegna;

se ritenga, inoltre, che un servizio universale come quello postale possa essere arbitrariamente ridotto dal gestore che in base a precisi accordi con il Ministero interrogato è obbligato a tenere aperto quotidianamente un ufficio postale per ogni comune;

quali azioni intenda porre in essere per evitare che Poste - presso la cui rete di sportelli viene peraltro esercitata anche l'attività bancaria - chiuda, seppure a giorni alterni, qualsivoglia ufficio postale della Sardegna per ragioni esclusivamente economiche. (4-18882)