• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18853 [Edifici storici nella provincia di Varese]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18853 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI
martedì 4 dicembre 2012, seduta n.728
REGUZZONI. - Al Ministro per i beni e le attività culturali, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

in provincia di Varese esistono numerosi edifici storici, ville e palazzi che recano una testimonianza artistica, culturale e architettonica di pregio, molte volte unica al mondo e di straordinaria originalità, tra i quali:

a Vedano Olona, il settecentesco mulino «alle Fontanelle» è un raro esempio di insediamento produttivo che ha mantenuta inalterata l'attività per oltre un secolo. Dal punto di vista architettonico esso si presenta come un edificio a pianta irregolare con una corte interna, tipico elemento dell'edilizia rurale. I fabbricati hanno struttura in pietra e mattoni, mentre in legno sono le strutture dei solai e delle coperture. L'attività delle ruote era in parte destinata al mulino e al torchio d'olio e in parte a fornire energia elettrica alla vicina Conceria Grammatica, sita in via Fontanelle n. 1;

a Viggiù, la Villa Borromeo. Grande villa tardo neoclassica, presenta un cortile verso strada delimitato da un colonnato che, nella parte centrale, rientra formando una specie di esedra. Il lato di fondo del cortile non è interamente porticato, ma presenta un'inconsueta soluzione asimmetrica, con tre arcate a portico addossate all'ala di sinistra, che si ripetono poi in una loggia al secondo piano, mentre il piano nobile risulta interamente chiuso. Molto più semplici le facciate verso il giardino, alleggerite solo da un porticato con colonne binate nell'ala meridionale;

a Vizzola Ticino, la Villa XVIII secolo Della Croce Caproni. Villa realizzata in forme neoclassiche, edificata presso un'antica corte difesa e trasformata nel corso del Settecento in struttura rurale. Si tratta di una costruzione dalla pianta molto semplice ad U, che costituisce parte integrante del complesso rurale. Sul cortile, formato dalle ali dell'edificio, si aprono le tre arcate della facciata centrale, coronata da timpano triangolare, che si ripetono anche sulle facciate delle ali, secondo uno schema non comune. Tra il 1870 e il 1927, anni in cui gli edifici rurali vennero ampiamente rimaneggiati, alla villa venne aggiunta la piccola torretta e venne creata, all'interno dell'ala meridionale, una sala teatro;

a Vizzola Ticino, la centrale elettrica (Via Ponte Canale), 1901 - vecchia centrale, 1939 - nuova centrale. Dell'originaria e monumentale centrale a pianta rettangolare, scandita da una serie di archi a tutto sesto, rimane soltanto il corpo d'adduzione delle acque. Tracce del vecchio complesso sono tuttora individuabili in alcune parti della recente struttura, dove ancora si ritrovano finestre ad arco;

molti di detti edifici sono perfettamente conservati, altri sono stati recuperati a destinazioni diverse dalle originarie, mentre altri sopravvivono solo in parte o in stato fatiscente oppure - per fortuna in casi rari - solo attraverso un patrimonio documentale -:

se e come il Governo intenda favorire la conservazione e/o il recupero degli edifici e dei documenti sopra elencati, favorendone la fruizione al pubblico ovvero la prosecuzione di attività produttive o manifatturiere;

se ed in che modo il Governo intenda valorizzare detto poderoso patrimonio culturale, artistico e architettonico ai fini culturali e turistici, favorendone quando possibile la fruizione al pubblico, anche ai fini turistici. (4-18853)