• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08782 [Sull'entrata in vigore del nuovo regime tariffario RES]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08782 presentata da MANFRED PINZGER
giovedì 29 novembre 2012, seduta n.845

PINZGER - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per gli affari regionali, il turismo e lo sport - Premesso che:

l'attuale regime di prelievo sui rifiuti è interessato dalla contemporanea vigenza di ben tre fattispecie di tasse: la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) di cui al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, la tariffa di igiene ambientale (TIA1), istituita con il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, nonché la tariffa integrata (TIA2), istituita con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

l'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011 (cosiddetto salva Italia), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, ha previsto la soppressione delle tre differenti entrate e la loro sostituzione con un nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, il RES, destinato ad entrare in vigore dal 1° gennaio 2013;

il nuovo tributo comprende, oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota "servizi" per la sicurezza, l'illuminazione e la gestione delle strade (cosiddetti servizi indivisibili) e dovrà essere corrisposto da chiunque possegga, occupi o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti;

la nuova tariffa RES sarà proporzionata "alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte" sulla base dei criteri stabiliti da un apposito regolamento ministeriale che, sebbene dovesse essere adottato entro il 31 ottobre 2012, non è ancora stato emanato;

considerato che:

la tassa sui rifiuti pesa in termini di entrate comunali per 5.759,8 miliardi di euro, collocandosi come seconda entrata dopo l'imposta municipale unica (IMU);

la maggior parte dei Comuni italiani, ben l'83 per cento, applica ancora la TARSU, mentre solo il 17 per cento utilizza la TIA; il Trentino-Alto Adige, in particolare, è l'unica regione italiana con quasi tutti i Comuni a regime di TIA;

nei Comuni che negli anni scorsi hanno avviato iniziative sperimentali di passaggio dalla TARSU alla TIA, in mancanza di una determinazione omogenea dei criteri generali per la definizione delle componenti di costo, si è assistito ad aumenti tariffari medi del 200 per cento a parità di quantità e qualità dei rifiuti prodotti;

dalle elaborazioni realizzate dal Settore ambiente e utilities di Confcommercio emerge, infatti, un incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti del 290 per cento e per alcune tipologie di attività incrementi medi superiori al 400 per cento, come per la ristorazione, o addirittura al 600 per cento, come per l'ortofrutta e le discoteche;

tali incrementi sono causati da una non adeguata determinazione dei coefficienti potenziali di produzione previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 158 del 1999 che producono evidenti distorsioni della concorrenza tra i diversi operatori economici,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non intendano attivarsi affinché, in attesa dell'emanazione dell'apposito regolamento ministeriale, l'entrata in vigore del nuovo regime tariffario RES, previsto per il 1° gennaio 2013, venga posticipata di un anno;

se non intendano aprire un tavolo tecnico di verifiche, coinvolgendo le associazioni di categoria per tutelare maggiormente le piccole e medie imprese che rappresentano lo scheletro del sistema economico del Paese e che, anche in considerazione della crisi, non sono più in grado di reggere il gravoso peso fiscale e una burocrazia particolarmente opprimente;

se non ritengano che gli incrementi previsti dal nuovo tributo RES possano produrre un aggravio talmente pesante da porre le imprese, in particolar modo le piccole e medie di settori strategici, come quelle che operano nel turismo e nella ristorazione, in una condizione di profonda vulnerabilità.

(4-08782)