• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18803 [Favorire la più completa informazione sul problema della pediculosi]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18803 presentata da LINO MISEROTTI
giovedì 29 novembre 2012, seduta n.726
MISEROTTI. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:

la pediculosi, solo in Italia, colpisce più di 1 milione ottocentomila persone, il 70 per cento delle quali sono bambini tra i 3 e gli 11 anni: questi sono i dati di una problematica sempre più diffusa ma ancora oggi largamente sottovalutata;

nonostante non esistano stime ufficiali sull'incidenza della pediculosi nel nostro Paese, si calcola che siano circa 500 mila le famiglie che, ogni anno, si trovano ad affrontare quella che può essere considerata una vera e propria emergenza sanitaria;

in Italia, viste le dimensioni del problema, la pediculosi è oggetto di controllo da parte di organismi medico-scientifici multidisciplinari ad hoc - coordinati da dermatologi e da pediatri - il cui obiettivo principale è quello di promuovere una corretta conoscenza del tema, attraverso la divulgazione dei risultati di studi e ricerche nazionali e internazionali;

negli ultimi anni si è osservato un progressivo aumento dei casi di pediculosi e nella scuola l'infestazione si è diffusa in maniera talmente coinvolgente da assumere connotati di disagio per gli alunni, per i genitori e per gli insegnanti;

ciò non significa puntare l'indice contro gli operatori scolastici siano essi insegnanti o medici. I bambini oggi vivono spesso anche altre realtà di aggregazione, come le palestre, le piscine, i campi di calcio e ciò può favorire le condizioni affinché la pediculosi si diffonda;

la pediculosi del capello è diffusa in tutto il mondo, senza distinzione di classe sociale, anche se le condizioni di affollamento e scarsa igiene possono favorirla;

i casi di infestazione da pidocchio sono sempre più frequenti e i contagi - soprattutto a causa dell'assenza di corretta informazione e di adeguate norme di prevenzione - diventano sempre più difficilmente controllabili;

la pediculosi sta assumendo risvolti più allarmanti soprattutto da un punto di vista socio-culturale: infatti la mancanza di un'informazione capillare e completa, accanto alla persistenza di falsi luoghi comuni fa sì che la pediculosi rimanga ancora un argomento tabù, nonostante sia un fenomeno che può coinvolgere tutti, indiscriminatamente;

false credenze - come quella che il pidocchio tocchi da vicino solo le realtà sociali meno abbienti - possono portare disagio e malessere tra le famiglie, e creare pesanti stati di ansia e stress nei bambini, per i quali il vero problema può diventare l'emarginazione e la discriminazione;

i costi - sia diretti che indiretti - legati alla diffusione del problema sono significativi: assenze da scuola, giorni di lavoro persi dai genitori che devono rimanere a casa con il bambino, ma anche le spese sostenute per l'acquisto dei prodotti per la prevenzione e per il trattamento della pediculosi -:

quali tempestive iniziative intendano intraprendere per favorire la più completa informazione sul problema della pediculosi, con particolare attenzione alla prevenzione, e se non ritengano opportuno - nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle prerogative attribuite alle regioni in materia sanitaria dalla normativa vigente - promuovere la distribuzione gratuita di prodotti anti parassitari alle famiglie, in particolare a quelle a basso reddito che accedono alle prestazioni sociali agevolate attraverso la dichiarazione dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). (4-18803)