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Atto a cui si riferisce:
S.1/00720 [Randagismo e canili lager]



Atto Senato

Mozione 1-00720 presentata da FABIO RIZZI
martedì 27 novembre 2012, seduta n.843

RIZZI, ADERENTI, CAGNIN, DAVICO, MURA, DIVINA, MONTANI, VALLARDI - Il Senato,

premesso che:

a tutt'oggi l'orrore dei canili lager italiani, del randagismo fuori controllo e di criminali atti di violenza a danno degli animali, che in determinate regioni sta assumendo carattere di emergenza sociale, oggetto di più interrogazioni parlamentari, è ancora irrisolto;

il malaffare che ruota intorno alla gestione dei canili, in alcune regioni d'Italia, ha spesso interesse ad incrementare il numero di randagi presenti sul territorio, al fine di garantirsi un flusso costante di lavoro e stanziamenti di fondi statali e regionali per gli animali introdotti nei canili e gattili;

nei territori delle Regioni virtuose in cui è stata correttamente applicata la legge n. 281 del 1991, che prevede la sterilizzazione degli animali vaganti (cani e gatti) e la costruzione ed il risanamento dei canili e gattili pubblici correttamente gestiti, il fenomeno del randagismo è stato da tempo debellato con un conseguente netto miglioramento della qualità della vita di animali e cittadini e con l'ottimizzazione delle risorse pubbliche;

nei territori delle Regioni e dei Comuni inadempienti, invece, i randagi vengono abbandonati a loro stessi nei canili e gattili fino a morte per malattia senza alcun intervento sanitario o per denutrizione, se non sono addirittura vittime di episodi di cannibalismo da parte di altri animali affamati;

non è mai stato effettuato, in maniera sistematica, a parte l'estemporaneità di alcune situazioni ed i limitati esempi di efficienza territoriale, alcun rigido controllo dell'operato di gestori di canili (privati ed associazioni), da parte di Sindaci e Dipartimenti veterinari delle Aziende sanitarie locali (ASL), unico mezzo per garantire contemporaneamente il contenimento del randagismo, il benessere degli animali - come conviene a un Paese civile, che si è oltre tutto dotato di un'avanzata legislazione, troppo spesso assolutamente disattesa - ed il risparmio di denaro pubblico che, invece, troppo spesso è speso diversamente;

tantissimi volontari, nonché cittadini italiani, che votano e pagano le tasse, si trovano a dover sostenere i costi per il contenimento e la tutela del randagismo più volte: prima con il proprio gettito fiscale e poi con mezzi personali per sopperire alle croniche inadempienze delle autorità che, per legge, sarebbero tassativamente tenute ad avere la cura del "buon padre di famiglia" nell'utilizzo del denaro dei contribuenti, oltre ad essere preposte al benessere degli animali;

in momenti di difficoltà economica come l'attuale si ritiene che sia impellente mettere un freno a quello che si considera come uno spreco di denaro che, senza adeguato controllo, non viene utilizzato per lo scopo a cui sarebbe destinato da parte di alcune delle stesse autorità preposte, le quali, anzi, sono spesso risultate conniventi con alcuni gestori di canili lager;

considerato che:

l'unico strumento fino ad oggi a disposizione di cittadini ed associazioni per denunciare le inadempienze di cui sopra, che ha posto in essere interventi concreti e ha ottenuto risultati tangibili, è la task force per la lotta al randagismo ed ai canili lager e per la tutela degli animali di affezione del Ministero della salute;

l'attuale situazione socio-economica richiede di privilegiare le attività di tutela dei diritti degli animali e del territorio con risposte operative immediate e in linea con i principi di economicità ed opportunità, attraverso una concreta ed incisiva azione di tutela dei diritti degli animali nonché di repressione di ogni forma d'illecito collegata allo sfruttamento del randagismo che dovesse avere rilevanza giuridica;

l'organizzazione innovativa che ha portato la task force, in un breve lasso di tempo, a conseguire brillanti risultati, grazie anche ad un'immediata ed efficace azione operativa, rappresenta oggi un ineludibile e fondamentale raccordo con il territorio, interpretato come l'interesse del singolo cittadino,

impegna il Governo:

1) al mantenimento in forma permanente ed all'ampliamento dei poteri e delle competenze dell'unità specializzata operativa denominata "Task Force per la tutela degli animali di affezione, lotta al randagismo e ai canili lager", con l'istituzione di nuclei operativi distribuiti sul territorio nazionale, in modo tale che possa, in aggiunta a quanto già di sua competenza, rilevare i reati e gli illeciti di varia natura riscontrati nel corso delle attività svolte, in modo da fornirne notizia ai Ministeri ed ai Dipartimenti competenti. Ogni unità operativa delegata dovrà prevedere la presenza di una rappresentanza del Nucleo investigativo reati in danno agli animali del Corpo forestale dello Stato e di un membro delle Forze dell'ordine previamente formato in materia di reati ambientali. Ai nuclei operativi, inoltre, dovranno essere affiancati, a titolo rigorosamente gratuito, un esperto legale, un criminologo, un esperto in materia fiscale ed un giudice onorario, tutti con professionalità di provata competenza ed esperienza rispetto ai campi di competenza della task force;

2) a promuovere il conferimento alla task force di autonomia d'intervento giudiziario, al fine di consentire un'operatività necessaria ed urgente finalizzata all'interruzione del reato ed all'assunzione dei provvedimenti consequenziali a tutela degli animali;

3) alla riconferma dell'attuale coordinamento, ormai già appositamente formato, con l'aggiunta dell'ulteriore competenza di selezionare e formare le professionalità necessarie anche per la costituzione delle delegazioni a seconda delle diverse esigenze territoriali, nonché di affiancare la task force con associazioni di volontariato iscritte ad un albo appositamente istituito presso il Ministero della salute e valutato direttamente a livello di task force, in base a criteri di comprovata attività e risultati documentati nell'ambito della protezione degli animali;

4) ad assumere iniziative normative volte a conferire stabilità alle disposizioni contenute in tutte le ordinanze ministeriali attualmente scadute o sospese in merito alla tutela degli animali d'affezione (canili, avvelenamenti, microchippatura, patentino, eccetera).

(1-00720)