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Atto a cui si riferisce:
C.4/14856 [Sulla commissione d'accesso inviata a Gragnano]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 27 novembre 2012
nell'allegato B della seduta n. 724
All'Interrogazione 4-14856 presentata da
AMEDEO LABOCCETTA
Risposta. - In relazione a quanto rappresentato dall'interrogante nelle interrogazioni in esame, va premesso che, per una corretta ed efficace politica di prevenzione antimafia, il 1o agosto 2007 è stato sottoscritto «Il Protocollo di legalità sugli appalti» tra prefetto di Napoli, la regione Campania, la provincia, il comune, la camera di commercio di Napoli.
Con il Protocollo gli enti territoriali, in qualità di stazioni appaltanti, hanno assunto l'obbligo di richiedere le informazioni antimafia di cui all'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998 anche nei confronti dei soggetti affidatari di forniture di servizi cosiddetti sensibili, indipendentemente dal valore economico dell'appalto. La norma pattizia prevede che all'informazione interdittiva consegue il divieto per l'impresa aggiudicataria di stipulare contratto con il soggetto controindicato.
La società T.e.s.s. Costa del Vesuvio spa, nella persona del presidente Spedaliere, ha sottoscritto, in data 11 novembre 2008, il protocollo per lo sviluppo in sicurezza e legalità dell'area tornese-stabiese e successivamente, il 16 luglio 2009, il protocollo di legalità in materia di appalti.
La predetta società, in ragione del coinvolgimento del suo presidente in alcune vicende penali, è stata oggetto di accertamenti e di monitoraggio, all'esito dei quali, nell'ottobre del 2010, ossia oltre un anno dopo la stipula del protocollo di legalità, è stata emessa una interdittiva atipica ai sensi dell'articolo 1-septies del decreto-legge n. 629 del 1982. Dette informazioni sono state fornite non solo alle stazioni appaltanti interessate ma anche agli enti locali, tra cui lo stesso comune di Gragnano, e alle istituzioni quali soci della società T.e.s.s..
In ordine alle azioni intraprese alla luce della nota con la quale il sindaco di Gragnano avrebbe diffidato la società - alla quale lo stesso comune di Gragnano, in virtù di apposita convenzione stipulata in data 7 novembre 2006, aveva affidato le funzioni di soggetto attuatore dell'intervento di recupero dell'ex monastero di San Nicola dei Miri - dall'avviare i lavori dell'appalto in assenza di certificazione antimafia, si rappresenta che ai sensi e per gli effetti del protocollo di legalità è stata interessata la prefettura di Caserta, dove ha sede la ditta Mastrominico Costruzioni srl.
Relativamente all'istanza prodotta dalla T.e.s.s., quale stazione appaltante, volta al rilascio della certificazione antimafia sul conto della società Mastrominico, la prefettura di Napoli, non potendo fornire le informazioni alla T.e.s.s. in quanto destinataria, come detto, di una interdittiva atipica, ha ritenuto di dare riscontro direttamente al comune di Gragnano, quale ente interessato alla realizzazione dei lavori di restauro dell'ex convento San Nicola dei Miri, per garantire comunque ogni possibile valutazione in termini di cautela antimafia da parte dell'ente locale in questione anche in merito all'opportunità di proseguire il rapporto in corso con lo stesso soggetto attuatore.
Inoltre, si fa presente che l'appalto della T.e.s.s., relativo all'ex convento San Nicola dei Miri, è stato oggetto di esame da parte della commissione di accesso, incaricata degli accertamenti di cui all'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 629 del 1982 presso il comune di Gragnano.
Si soggiunge, infine, che nella seduta del Consiglio dei ministri del 23 marzo 2012 è stato deliberato, su proposta del Ministro dell'interno, lo scioglimento del consiglio comunale di Gragnano ai sensi dell'articolo 143 del testo unico n. 267 del 2000.

Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Saverio Ruperto.