• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18681 [Contaminazione dei raccolti di mais da aflatossine]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18681 presentata da ETTORE ROSATO
lunedì 26 novembre 2012, seduta n.723
ROSATO. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:

le aflatossine sono delle micotossine appartenenti alla famiglia degli ascomiceti presenti in alimenti da coltura e possono essere responsabili di avvelenamenti dal consumo dei prodotti che ne contengono dosi quantitativamente elevate;

il decreto legislativo 10 maggio 2004, n. 149, e il regolamento 574/2011/UE regolano le produzioni agricole rispetto alla presenza di aflatossine nei raccolti in particolare di granaglie, arachidi e semi oleosi e mais, limitando diversamente i valori di aflatossine a seconda del caso se destinati ad uso alimentare umano o se aventi una destinazione zootecnica. I valori di aflatossine M1, che si ritrovano nel latte, sono correlati alle quantità di aflatossine B1 presenti nei mangimi animali; le previsioni stringenti del regolamento 1881/2006/CE sulle prima impongono valori di aflatossine B1 nei raccolti più bassi per la destinazione animale piuttosto che umana;

il mais è quantitativamente il primo cereale prodotto in Italia e il 90 per cento del raccolto ha una destinazione zootecnica ed è, infatti, alla base della dieta alimentare adottata in molti modelli intensivi di allevamento;

molto del mais del nuovo raccolto risulta essere contaminato da aflatossine in quantità inconciliabili con i limiti sia per l'uso di mangime animale sia per l'alimentazione umana e costringerà nel breve periodo l'industria mangimistica e alimentare italiana ad importare non meno del 35-40 per cento del fabbisogno di mais, in controtendenza rispetto alle ultime annualità nelle quali il mercato nazionale si stava indirizzando ad una condizione di autosufficienza;

la contaminazione sta creando disagi nella gestione del raccolto e si prospettano ingenti danni economici alle aziende agricole che stanno già patendo una produzione in perdita (stimata nel 20 per cento su media nazionale con punte del 50 per cento nel Nordest) a causa della carenza idrica e le temperature straordinariamente elevate che si sono registrate nei mesi di agosto, settembre e ottobre;

il fenomeno della contaminazione non è stato monitorato e non si hanno dati sicuri, certo è che si moltiplicano le segnalazioni su tutto il territorio nazionale e vi sono le condizioni perché vi sia un intervento del Governo affinché si trovi assieme alle associazioni di categoria una soluzione all'emergenza;

sarebbe opportuno che il Ministero consentisse le operazioni di decontaminazione su modello di quanto previsto dal decreto della regione Veneto del 16 novembre 2005, n. 49, e si procedesse al controllo ufficiale dei valori di aflatossina B1 sul mais decontaminato e pronto per la commercializzazione;

si renderebbe utile, inoltre, ragionare su ipotesi di cofinanziamento pubblico per l'acquisto delle attrezzature di prepulitura, spazzolatura e selezione ottica della granella così da riportare gran parte del raccolto contaminato entro i livelli di micotossine stabiliti dalla legge;

nel caso di raccolto destinato ad uso di mangime alimentare che non riesca a rispettare i limiti stabiliti ma che sia comunque contenuto entro i valori stabiliti per l'alimentazione umana - e ad avviso degli esperti di tossicologia degli alimenti senza alcun rischio per la salute pubblica - si potrebbe in via derogatoria stabilire la possibilità di un suo utilizzo per l'allevamento di animali adulti della specie da carne i quali potrebbero avere la capacità di tollerare la tossina in sovradosaggio -:

quale sia la situazione sul territorio nazionale dell'emergenza derivante dalla contaminazione dei raccolti di mais da aflatossine e quali siano le proiezioni sulle ricadute economiche;

se il Governo non ritenga urgente assumere iniziative affinché si possano avviare con tempestività le operazioni di decontaminazione del mais così da recuperare parte del raccolto a fini commerciali;

se il Governo ritenga possibile assumere iniziative per un co-finanziamento statale per l'acquisto delle apparecchiature necessarie alla prepulitura, spazzolatura e selezione ottica al fine di consentire il recupero della maggior quantità possibile di raccolto;

se, alla luce delle indicazioni e delle evidenze tossicologiche sulla presenza di micotossine negli alimenti, sia privo di qualsiasi rischio per la salute pubblica consentire, in via derogatoria, la possibilità di destinare mangimi prodotti da mais aventi quantità di aflatossine B1 superiori ai limiti per mangimi animali e inferiori ai limiti per la destinazione umana, ad allevamenti di animali adulti di specie da carne.(4-18681)