• Testo MOZIONE

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.1/01198 [Istituire l'anno europeo per l'eliminazione della violenza contro le donne]



Atto Camera

Mozione 1-01198 presentata da SABRINA DE CAMILLIS testo di lunedì 26 novembre 2012, seduta n.723
La Camera,

premesso che:

il giorno 25 novembre ricorre la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, designata nel 1999 da una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in ricordo del brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leonidas Trujillo il dittatore che tenne la Repubblica domenicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni, dal 1930 al 1961;

la violenza sulle donne è una delle forme di violenza più diffuse al mondo. È una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione;

sia in tempo di pace che in tempo di guerra, le donne subiscono atrocità semplicemente per il fatto di essere donne. A milioni vengono picchiate, aggredite, stuprate, mutilate, assassinate, in qualche modo private del diritto all'esistenza stessa;

secondo il diritto internazionale dei diritti umani, tutti i Governi hanno la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società, durante i conflitti armati;

è fondamentale che i Governi si impegnino per rendere più forti le donne, garantendo loro indipendenza economica e protezione dei diritti fondamentali;

l'Italia ha ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, aderendo anche al relativo protocollo opzionale, nonché la convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;

l'Italia ha anche firmato la convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, ovvero la cosiddetta convenzione di Istanbul, aperta alla firma l'11 maggio del 2011 e al momento ratificata solo da parte della Turchia (perché entri in vigore occorrerà attendere altre nove ratifiche);

la Convenzione di Istanbul, primo strumento giuridicamente vincolante per gli Stati in materia di violenza sulle donne e di violenza domestica, costituisce oggi il trattato internazionale di più ampia portata per affrontare il fenomeno. Tra i suoi principali obiettivi esso ha la prevenzione della violenza contro le donne, la protezione delle vittime e la perseguibilità penale degli aggressori;

è auspicabile una rapida approvazione di una legge di ratifica entro la fine della legislatura;

nel nostro Paese purtroppo la violenza contro le donne continua a rappresentare un fenomeno grave e purtroppo in continua crescita;

secondo gli ultimi dati «ufficiali» disponibili, anche se di certo non sufficientemente recenti (elaborati dall'Istat nel 2007 e riferiti al 2006), sono 6 milioni e 743 mila le donne dai sedici ai settant'anni che sono rimaste vittime di molestie o violenze fisiche, psichiche o sessuali nel corso della vita (una donna su tre tra i 16 ed i 70 anni); circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (il 4,8 per cento della popolazione femminile globale); il 14,3 per cento delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal proprio partner; il 24,7 per cento delle donne ha subito violenze da un altro uomo, 2 milioni e 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking), dai partner al momento della separazione;

inoltre, si aggiunge che moltissimi episodi di violenza (circa il 96 per cento delle violenze da un non partner e il 93 per cento di quelle da partner) non vengono comunque denunciati;

da un'indagine della Casa delle donne di Bologna, risultano 120 omicidi solo nel 2011: i media, invece, proprio in queste ultime settimane hanno riportato dati, citando fonti ONU, che riferiscono di 101 donne uccise nel 2009, di 127 nel 2010, e di 97 solo nei primi mesi del 2011;

va, inoltre, considerato che non trattandosi di dati ufficiali c'è un rilevante «sommerso», che riguarda, ad esempio, i delitti di donne vittime della tratta o legate al mondo della prostituzione;

si tratta di un «sommerso» destinato a crescere se si considera la presenza in Italia di donne senza permesso di soggiorno, la cui eventuale scomparsa non viene denunciata, a meno che non venga ritrovato il corpo della vittima;

è evidente che sono necessarie iniziative di solidarietà e di sensibilizzazione al problema non solo nazionali ma soprattutto europee,
impegna il Governo:
ad attivarsi, nelle opportune sedi europee, al fine di istituire l'anno europeo per l'eliminazione della violenza contro le donne.

(1-01198)
«De Camillis, Bergamini, Saltamartini, Lorenzin, Beccalossi, Faenzi, Armosino, Stasi, Sisto, Divella, Di Caterina».