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Atto a cui si riferisce:
C.1/01197 [Sulle aflotossine]



Atto Camera

Mozione 1-01197 presentata da LUCA BELLOTTI testo di giovedì 22 novembre 2012, seduta n.722
La Camera,

premesso che:

le aflatossine sono micotossine da funghi principalmente appartenenti al genere aspergillus ed in particolare A. flavus e A. parasiticus;

queste tossine costituiscono un pericolo reale, essendo l'aflatossina B1 un epatocancerogeno;

in condizioni ambientali favorevoli le spore degli Aspergillus germinano e successivamente colonizzano svariate tipologie di alimenti specialmente mais ma anche granaglie, arachidi ed altri semi oleosi;

il regolamento (CE) n. 466 del 2001 dell'8 marzo 2001 stabilisce, relativamente alle aflatossine, che «non si può fissare una dose giornaliera tollerabile e, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecniche, nonché dei progressi compiuti nelle pratiche di produzione e stoccaggio, non è possibile impedire lo sviluppo delle suddette muffe ed eliminare quindi completamente la presenza di aflatossine nelle derrate alimentari. Peraltro i limiti per le aflatossine vanno fissati al livello più basso possibile»;

in altri termini nemmeno l'Unione europea è in grado di fissare in termini assoluti il livello oltre il quale la presenza di aflatossine diviene pericolosa per la salute e preferisce attenersi al principio di precauzione;

lo sviluppo degli aspergilli tossigeni avviene sulle derrate immagazzinate e mal conservate (mais, arachidi, frutta secca, spezie e altro), visto che questi funghi sono in grado di sopportare la scarsità d'acqua; tuttavia, condizioni climatiche di gran caldo, umidità relativa elevata e stress idrico ne favoriscono lo sviluppo anche in pieno campo;

è stato dimostrato che le infezioni da aspergillus spp nel mais ed il relativo accumulo di aflatossine nelle cariossidi, sono legate a prolungate situazioni di stress della pianta causate da carenza idrica ma, specialmente, di umidità relativa e di temperature elevate;

nel 2012 nel nostro Paese si sono verificate condizioni di aridità, eccessi termici e umidità relativa elevata dell'aria per almeno 80/90 giorni su un ciclo colturale del mais che mediamente può essere di 120/140 giorni;

come conseguenza di tali condizioni atmosferiche, favorevoli allo sviluppo delle infezioni da Aspergillus spp, era attesa, come peraltro confermano i dati relativi alla raccolta in corso, la presenza di aflatossine nella granella di mais;

va tenuto conto, in ogni caso, che, al momento, si stanno valutando operazioni di pulizia e selezione fisica sul «semilavorato essiccato grezzo», per recuperare quote importanti del prodotto rivolto all'utilizzo feed e food anche se i risultati statistici di contenimento della contaminazione non sono ancora noti;

è necessario predisporre una serie di interventi operativi a tutela della salute umana ma anche misure economiche a favore delle imprese agricole e stoccatrici coinvolte;

una prima misura precauzionale potrebbe consistere nel riservare fin da subito all'alimentazione umana e ai mangimi per vacche da latte le scorte del mais dello scorso anno non contaminate da aflatossine;

va, tuttavia, programmato un insieme organico di misure di prevenzione, per evitare di rincorrere le emergenze, adottando adeguate misure di monitoraggio, informazione ed eventuale formazione degli operatori di filiera;

una possibile via d'uscita, per affrontare eventi non ordinari come le condizioni climatiche dell'annata 2012, può essere individuata ispirandosi anche alla legislazione igienico-sanitaria statunitense;

negli Stati Uniti, la food and drug administration(FDA, USA) ha indicato dei livelli massimi consigliati («raccomandazioni») di micotossine negli alimenti, con particolare riguardo al mais e agli altri cereali, distinti per le diverse specie e categorie animali, con ampi limiti di sicurezza in rapporto a quelli in grado di determinare nel bestiame eventuali problemi tossicologici. A questi affianca anche un'analisi di rischio che stima, su base probabilistica, la possibilità che il pericolo si trasformi in danno per il consumatore;

l'Unione europea opera, invece, sulla base del concetto di precauzione, che risulta essere molto più rigido, e considera meno di quanto si fa negli Stati Uniti le conseguenze economiche per gli operatori delle diverse filiere;

nell'ambito del rapporto con le istituzioni dell'Unione europea andranno cercate misure per affrontare le possibili situazioni legate ad eventi naturali eccezionali che comportino conseguenze economiche negative per produttori e stoccatori, incolpevolmente danneggiati;

a prescindere da ogni modifica normativa, in previsione del ripetersi di eventi climatici avversi appare, inoltre, necessario mettere a punto protocolli di produzione e lavorazione che consentano di contenere il rischio aflatossine nel mais, considerando fattori critici quali ad esempio: valutazione dell'eventuale suscettibilità varietale; verifica delle pratiche agronomiche e delle possibilità di contrasto delle infezioni da aspergillus, effettuazione di controlli pre-raccolta e pre-essicazione per selezionare eventualmente il prodotto in lotti a contaminazione diversificata, progettazione e collaudo di linee di lavorazione con selezionatori optomeccanici di grani alterati, e altro,
impegna il Governo:
attraverso un'azione urgente e raccordandosi con le autorità europee competenti nel settore, ad assumere, in considerazione della straordinarietà di una situazione in cui la presenza di aflatossine potrebbe pregiudicare oltre il 50 per cento dei raccolti con ingentissimi danni non solo sul prodotto cerealicolo nazionale, ma anche sull'intera filiera agroalimentare un'iniziativa normativa che, in deroga alle presenti disposizioni, stabilisca, in presenza di adeguate misure di tracciabilità e di possibilità di controllo, l'innalzamento dei limiti per le aflatossine nel mais destinato all'alimentazione animale, purché esso sia utilizzato nelle produzioni in cui questo non comporti rischi per la salute umana;

a vagliare la possibilità di prevedere un criterio di protezione assoluta, sottoposto al principio di precauzione, per la filiera umana e lattiero-casearia, riservando a questa l'impiego del mais meno contaminato e utilizzando la granella a più elevato contenuto di aflatossine per alimentare solo le specie animali che non trasferiscono metaboliti delle aflatossine ai prodotti dalle stesse derivati;

a prevedere misure di compensazione per i maggiori oneri sostenuti dai produttori e dagli operatori di filiera in quest'annata per garantire controlli adeguati e per limitare i danni provocati dalla contaminazione del mais da aflatossine;

a ricercare, nell'ambito del rapporto con le istituzioni dell'Unione europea, misure per affrontare le possibili situazioni economiche a rischio di produttori e stoccatori incolpevolmente danneggiati, anche al fine di evitare tentativi di elusione dei controlli con conseguente rischio di contaminazione della filiera.

(1-01197)
«Bellotti, Dima, Contento, Sbai, Di Centa, Paniz, Cassinelli, Mancuso, Pianetta, Torrisi, Toccafondi, Porcu, Valducci, Landolfi, Bergamini, Tommaso Foti, De Angelis, Alberto Giorgetti, Gottardo, Nastri, Rosso, Di Caterina, Beccalossi, Milanese, Garagnani, Pelino, Minasso, Sammarco, Dell'Elce, Formichella, Nola, Cannella, Cazzola, Stradella, D'Anna, De Camillis, Di Virgilio, Lunardi, Castellani, Ciccioli, Barani, De Luca, Murgia, Mannucci, Minardo, Ghiglia, Saglia, Giammanco».