• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05534-bis- ... [Sul disagio abitativo]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05534-bis-A/184presentato daBRAGA Chiaratesto diMercoledì 21 novembre 2012, seduta n. 721

La Camera,
premesso che:
la crisi economica e finanziaria ha accresciuto il disagio abitativo: la domanda di alloggi «sociali» si sta allargando a dismisura fino a ricomprendere categorie e famiglie che fino a poco tempo fa non potevano essere definite in condizione di bisogno;
il problema abitativo riguarda oggi non solo gli indigenti, ma anche una parte consistente delle famiglie con reddito medio-basso che non hanno i requisiti per ottenere un alloggio a canone sociale, né un reddito sufficiente per sostenere un affitto di mercato o accendere un mutuo; si stima che il fabbisogno abitativo per queste particolari categorie – escluse dal libero mercato e anche dall'edilizia sociale – raggiunga quasi i quattro milioni di abitazioni;
secondo Nomisma, una famiglia su due, fra quelle che in Italia vivono in affitto, è in difficoltà con il pagamento del canone mensile, che ammonta in media a 350 euro per 70 mq e incide sul reddito per una quota superiore al 40 per cento; tale disagio aumenta nelle grandi aree metropolitane, dove il canone sale a 650 euro al mese e le famiglie in affitto sono 2,5 milioni;
nonostante l'ultimo anno sia stato caratterizzato da mutui meno cari e tassi molto bassi, crescono i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari;
sono aumentati in modo esponenziale i provvedimenti di sfratto, le richieste di alloggi sociali, di contributi per l'affitto;
la morosità è oggi la principale causa dei provvedimenti di sfratto; limitati gli sfratti per finita locazione e per necessità dei proprietari di liberare l'alloggio; la morosità è conseguenza dell'insostenibile livello dei canoni di locazione in relazione al reddito disponibile degli inquilini;
i comuni sono pressati da richieste crescenti di alloggi di edilizia residenziale pubblica – stimate in numero di 650 mila – e dalle domande di contributo del Fondo di sostegno all'affitto – non meno di 350 mila – il cui capitolo di bilancio risulta, di fatto, sostanzialmente ridotto a zero;
considerato che:
il disagio abitativo riguarda non meno di 5 milioni di famiglie e quasi 15 milioni di persone;
l'VIII Commissione della Camera, nel marzo scorso, ha approvato all'unanimità una risoluzione che impegna il Governo ad avviare il confronto con le parti sociali per definire urgentemente misure per fronteggiare e contenere il disagio abitativo;
il «piano nazionale di edilizia abitativa» non ha ancora avuto, di fatto, concreta applicazione;
valutato che:
sono circa 800.000 le locazioni in nero: se fossero introdotte misure per rendere tracciabile il pagamento dei canoni di affitto si potrebbe avere un significativo aumento del gettito fiscale; ipotizzando, in media, un canone di affitto di 6.000 euro all'anno, e una tassazione media del 20 per cento (tra aliquote IRPEF 23 per cento e cedolare secca 21 per cento) si può stimare un maggior introito di circa 1 miliardo all'anno;
la cedolare secca – che ha un onere elevato per il bilancio dello Stato – ha ridotto il carico fiscale dei proprietari di immobili con redditi elevati ma non ha contribuito a contenere il livello degli affitti e a far emergere l'evasione fiscale,

impegna il Governo:

alla proroga degli sfratti al 31 dicembre 2013, al fine di differire di un anno i provvedimenti esecutivi, allargando la tutela anche alla morosità incolpevole e promuovendo la costituzione di organismi che possano, per il futuro, elaborare soluzioni abitative che consentano di ridurre drasticamente le azioni esecutive;
a rifinanziare il fondo per il sostegno delle abitazioni in locazione, garantendo risorse congrue anche con il concorso delle regioni e degli enti locali;
ad accrescere la disponibilità di alloggi di edilizia residenziale pubblica, anche mediante contributi per riqualificare e rendere agibili tutti gli immobili pubblici degli enti gestori non assegnati; a tal fine ad erogare i 70 milioni di euro di residui disponibili e ad estendere agli Istituti autonomi case popolari comunque denominati le detrazioni per ristrutturazioni edilizie, e a garantire a tali alloggi piena esenzione dall'IMU; ad istituire un apposito capitolo di bilancio per l'edilizia residenziale pubblica, a carico della fiscalità generale;
a favorire la riduzione dei canoni di affitto, anche accrescendo il vantaggio fiscale del canone concordato rispetto a quello libero;
a rendere tracciabile il pagamento dei canoni di locazione indipendentemente dall'ammontare del canone mensile, intensificando altresì i controlli sul patrimonio immobiliare in affitto;
ad introdurre una detrazione del 19 per cento sui canoni pagati dagli inquilini in analogia a quanto previsto per il mutuo prima casa, anche per favorire l'azione di contrasto all'evasione;
a destinare i depositi cauzionali relativi ai contratti di locazione, unitamente a cofinanziamenti di Stato, Regioni e Comuni, alla costituzione di un Fondo di Garanzia per favorire la tutela dalla morosità e l'accesso alle locazioni delle famiglie in emergenza abitativa anche per sostenere l'attività delle Agenzie per le locazioni istituite o da istituire da parte dei Comuni;
a costituire l'Osservatorio sul fabbisogno abitativo, finalizzato ad acquisire dati sul disagio, la sua composizione sociale e reddituale e la sua localizzazione.
9/5534-bis-A/184. Braga, Mariani, Morassut, Motta, Realacci, Margiotta, Iannuzzi.