• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05534-bis- ... [Esenzione dall'IRAP]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05534-bis-A/120presentato daBARBATO Francescotesto diMercoledì 21 novembre 2012, seduta n. 721

La Camera,
premesso che:
l'articolo 3, comma 28, del provvedimento in esame istituisce un fondo finalizzato all'esclusione di determinate categorie professionali con determinati requisiti dall'ambito di applicazione dell'imposta regionale sulle attività produttive;
i requisiti sono individuati nell'assenza di lavoratori dipendenti o assimilati e nell'impiego di beni strumentali non superiori ad un valore al momento indeterminato, il cui ammontare sarà fissato con decreto successivo del ministro dell'economia e delle finanze, previo parere conforme delle Commissioni parlamentari competenti;
attualmente, l'Irap non è dovuta se l'attività è svolta in assenza degli elementi che caratterizzano l'autonoma organizzazione: vale a dire che ove non vi sia l'impiego di lavoro altrui (dipendenti o collaboratori) e i beni strumentali non eccedono quelli di un qualunque contesto familiare (rientra in tale categoria, ad esempio, il possesso di computer, fax, stampante, autovettura di modico valore);
già la prima sentenza della Corte di Cassazione (16 febbraio 2007, n. 21203) in materia di professionisti ha chiarito che l'attività professionale non necessariamente si connota dell'elemento dell'organizzazione, in mancanza della quale il professionista è escluso dall'Imposta Regionale sulle Attività Produttive;
diverse sono le Sentenze che hanno ribadito l'esenzione di imposta per i piccoli imprenditori, per citarne alcune: Corte di Cassazione, Sentenze n. 21122-21123-21124 del 13 ottobre 2010; della medesima opinione la Corte Costituzionale, con Sentenza 21 maggio 2001, n. 156;
caso emblematico è quello oggetto della Sentenza n. 10271 del 10 maggio 2011 della Corte di Cassazione: quello di un medico, convenzionato con il servizio sanitario nazionale, a cui era stato negato il rimborso Irap da parte dell'Agenzia, adducendo come motivazione la locazione dello studio in cui il professionista esercitava la propria attività in convenzione col servizio sanitario (l'Amministrazione reputava tale elemento come rappresentativo di autonoma organizzazione). I giudici del merito hanno rigettato tale posizione in quanto l'ufficio locato non figurava come elemento di autonoma organizzazione perché necessario allo svolgimento e al mantenimento del rapporto convenzionale di assistenza primaria. Sentenza confermata poi dalla Suprema Corte;
la questione, nonostante giurisprudenza univoca e costante, non è così scontata né è da ritenersi risolta, in quanto sono circa 60 mila i contenziosi tra l'Agenzia delle entrate e i soggetti che ritengono di essere esenti dall'IRAP (e che di solito ne escono vincenti);
è da ritenersi necessario, dunque, un intervento normativo atto a definire con chiarezza i presupposti per l'esonero dal pagamento della suddetta imposta,

impegna il Governo:

nelle determinazioni che dovrà assumere in ordine a quanto indicato dal citato comma 28 del provvedimento in titolo, a tenere nel debito conto gli orientamenti della giurisprudenza sopraindicati espressisi nel tempo;
in ordine alla presenza di lavoratori o collaboratori, a valutare la loro effettiva funzione di valore aggiuntivo ed incrementale dell'attività del titolare e, solo in questo caso, a ritenere la presenza medesima idonea a rendere la struttura organizzativa soggetta a tassazione.
9/5534-bis-A/120. Barbato, Favia, Messina.