• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05534-bis- ... [Sul trasporto pubblico locale]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05534-bis-A/106presentato daMONAI Carlotesto diMercoledì 21 novembre 2012, seduta n. 721

La Camera,
in sede di esame del disegno di legge recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» (legge di stabilità 2013),
premesso che:
il provvedimento in esame, all'articolo 2, comma 43, reca disposizioni in materia di trasporto pubblico locale, introducendo un nuovo articolo 16-bis nell'ambito del decreto-legge n. 95 del 2012 istitutivo del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale;
nel corso dell'esame in sede referente in Commissione Bilancio (V) sono state approvate alcune proposte emendative che hanno riformulato in più parti il testo del nuovo articolo 16-bis citato rispetto alla sua stesura originaria;
che detti emendamenti, recepivano, in particolare, gran parte dei rilievi critici contenuti nella relazione approvazione approvata dalla Commissione Trasporti (IX) in sede consultiva, nonché alcune proposte segnalate al Parlamento dalla Conferenza delle Regioni;
considerato che:
nonostante il nuovo testo dell'articolo 16-bis citato sia stato decisamente migliorato rispetto alla sua impostazione iniziale, rimangono, tuttavia, ancora aperti due ulteriori problemi che avevano anche costituito motivo di vivace confronto durante il dibattito svoltosi in Commissione IX (Trasporti);
il primo problema riguarda i criteri e le modalità con cui devono essere ripartite e trasferite alle regioni a statuto ordinario le risorse del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, mediante apposito decreto del Presidente del consiglio dei Ministri. Al riguardo, la linea che il Governo sembrerebbe voler affermare è quella secondo cui i servizi di trasporto pubblico locale devono essere resi solo se redditizi e non diseconomici: il che rappresenta, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, un concetto del tutto opposto a quello di servizio pubblico universale;
non appaiono, infatti, del tutto convincenti le disposizioni introdotte all'articolo 2, comma 43, del disegno di legge di stabilità che, in buona sostanza, impongono alle regioni la rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico a domanda debole e la sostituzione di modalità di trasporto diseconomiche con altre modalità che consentano di garantire il servizio in modo sostenibile economicamente, perché esistono servizi di trasporto che devono essere resi anche per quelle tratte che non garantiscono l'equilibrio di mercato, come nel caso dei treni notturni, che, come noto, sono frequentati per lo più da persone che non possono permettersi altro mezzo di trasporto al di là del treno;
il secondo problema riguarda le disposizioni previste dal primo periodo del comma 10 del nuovo articolo 16-bis citato. Detto comma stabilisce, infatti, che le regioni non possono avere completo accesso al Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, se non assicurano l'equilibrio economico della gestione e la sua appropriatezza. Il secondo periodo del medesimo comma 9, inoltre, prevede l'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi d'intesa con la con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che stabilisca, nel caso di squilibrio economico:
a) le modalità di redazione del piano di riprogrammazione dei servizi, anche con la previsione della eventuale nomina di commissari ad acta;
b) la decadenza dei direttori generali degli enti e società regionali che gestiscono il trasporto pubblico locale;
c) le verifiche sull'attuazione del piano e dei relativi programmi operativi, anche con la eventuale nomina di commissari ad acta;
il Gruppo dell'Italia dei Valori, attraverso la presentazione di un apposito emendamento (segnatamente 9.43 Borghesi) ha proposto la soppressione della lettera relativa alla decadenza dei direttori generali degli enti e società regionali che gestiscono il trasporto pubblico locale;
nel complesso, infatti, appare del tutto velleitario, se non di dubbia costituzionalità, pretendere, di fatto, di imporre alle regioni la rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico a domanda debole e la sostituzione di modalità di trasporto diseconomiche con altre modalità che consentano di garantire il servizio in modo sostenibile economicamente, pena la decadenza dei direttori generali delle aziende di trasporto e la nomina di commissari ad acta,

impegna il Governo:

a valutare l'opportunità di adottare ogni iniziativa, anche normativa, volta a garantire particolare attenzione nei confronti del diritto alla mobilità delle fasce economicamente più deboli della popolazione nazionale che si avvalgono del trasporto pubblico locale, ed in particolare di quello ferroviario;
a monitorare gli effetti applicativi delle norme citate in premessa, al fine di adottare ulteriori iniziative normative volte a rivedere il contenuto delle disposizioni introdotte dal comma 10 dell'articolo 16-bis del decreto-legge n. 95 del 2012, come modificato dal comma 43 dell'articolo 2 del provvedimento in esame, specie con riferimento alle norme che incidono in maniera eccessivamente pervasiva sull'autonomia delle regioni e degli enti locali, quali quelle concernenti, in caso di disequilibrio economico, la nomina di commissari ad acta, la decadenza dei direttori generali degli enti e società regionali che gestiscono il trasporto pubblico locale.
9/5534-bis-A/106. Monai, Borghesi, Cimadoro, Piffari.