• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.9/05534-bis- ... [Riduzione delle risorse destinate ai progetti speciali dell'INPS]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05534-bis-A/093presentato daPALADINI Giovannitesto diMercoledì 21 novembre 2012, seduta n. 721

La Camera,
premesso che:
l'articolo 1, commi 82 e seguenti, della legge di stabilità prevede che gli enti pubblici previdenziali ed assistenziali, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, adottino ulteriori interventi di razionalizzazione per ridurre le proprie spese in modo da conseguire, a regime dall'anno 2013, risparmi aggiuntivi, complessivamente non inferiori a 300 milioni di euro annui, da versare entro il 31 ottobre di ciascun anno ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato;
si prevede, in particolare, che al conseguimento del risparmio di spesa sopra descritto possa concorrere anche la riduzione delle risorse destinate ai progetti speciali che l'INPS, ai sensi dell'articolo 18 della legge 9 marzo 1989, n. 88, ha, in particolare, finalizzato alla realizzazione di programmi per la lotta e il recupero delle omissioni ed evasioni contributive;
l'articolo 18 della legge 88 del 1989 consente di destinare alla remunerazione dei progetti speciali risorse fino allo 0,1 per cento delle entrate degli enti. Si calcola che l'Inps nel 2011 avesse in cassa 285 milioni di risorse pronte per i progetti speciali;
secondo i sindacati di settore «i dipendenti rischiano di perdere fino a 5.000 euro pro capite su base annua», si colpiscono così enti che garantiscono servizi al di sopra degli standard europei dal punto di vista qualitativo e quantitativo;
trattandosi di enti che godono di autonomia organizzativa interna, ovviamente i risparmi finali possono essere raggiunti anche attraverso altre misure di contenimento della spesa;
l'articolo stabilisce, comunque, che prima di intaccare le risorse destinate ai progetti speciali si devono realizzare i risparmi previsti (300 milioni) prioritariamente attraverso l'eventuale riduzione, per il triennio 2013-2015, delle facoltà assunzionali previste dalla legislazione vigente; la riduzione di alcune specifiche spese; la rinegoziazione dei contratti in essere con i fornitori di servizi al fine di allineare i corrispettivi previsti ai valori praticati dai migliori fornitori: la stipula di contratti di sponsorizzazione tecnica o finanziaria;
solo qualora con l'attuazione delle misure anzidette o di ulteriori interventi individuati nell'ambito della propria autonomia organizzativa dagli stessi enti, non si raggiungano i risparmi aggiuntivi previsti, si provvede anche attraverso la riduzione delle risorse destinate ai progetti speciali;
purtroppo la maggior parte delle previsioni dei citati commi dell'articolo 1 rischiamo di mettere in ginocchio la produttività di INPS e INAIL, che in questi anni hanno assicurato il raggiungimento di importanti livelli di efficienza dei servizi, compromettendo definitivamente la possibilità di un'organizzazione centrale e territoriale efficace e rispondente alle esigenze dei lavoratori e dei pensionati;
si pensi che gli enti predetti stanno faticando, per esempio a realizzare il taglio agli organici del 20 per cento ai dirigenti e del 10 per cento ai dipendenti: secondo dati ancora non ufficiali, sarebbero 4.200 i lavoratori che andranno in esubero dell'Inps, altri 1.300 all'Inail. Tutti a rischio di mobilità e alla fine, anche di licenziamento;
tale riduzione di personale interverrà, inoltre, nel momento in cui, al fine di concorrere al conseguimento dei risparmi, il ddl Stabilità chiede all'INPS, nel periodo 2013-2015, di realizzare, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, un piano di 150.000 verifiche straordinarie annue, aggiuntivo rispetto all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità;
le misure previste inevitabilmente creano le condizioni per un futuro collasso degli enti di previdenza e assistenza e richiedono un inversione di rotta da parte del Governo;

impegna il Governo

a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni citate, al fine di adottare ulteriori iniziative normative volte ad evitare il taglio delle risorse destinate ai progetti speciali, in un contesto lavorativo che, a causa della riduzione del personale e dell'aumento dei carichi di lavoro assegnati, richiederà ai dipendenti degli enti di previdenza e assistenza sociale sforzi sempre maggiori.
9/5534-bis-A/93. Paladini, Borghesi, Piffari.