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Atto a cui si riferisce:
S.1/00043 Sottosegretario Nicola Cosentino



Atto Senato

Mozione 1-00043 presentata da LUIGI ZANDA
mercoledì 22 ottobre 2008, seduta n.075

ZANDA, FINOCCHIARO, LATORRE, LEGNINI, PEGORER, SOLIANI, CASSON, CAROFIGLIO, CECCANTI, D'ALIA, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, ADAMO, BIONDELLI, DE SENA, LUSI, LEDDI, MARINARO, MARITATI, MERCATALI, MICHELONI, RUSCONI, SANNA, SERRA - Il Senato,

premesso che:

l'onorevole avvocato Nicola Cosentino, sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, nonché coordinatore regionale di Forza Italia per la Campania, è stato più volte indicato da diversi collaboratori di giustizia come fiancheggiatore o concorrente esterno in associazioni criminali di tipo mafioso;

il 30 settembre 2008 è stato acquisito agli atti dell'indagine denominata "Spartacus 3", condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, un verbale di deposizione in cui il collaboratore di giustizia Domenico Frascogna ha affermato che l'onorevole Cosentino sarebbe stato il "postino dei messaggi" del boss camorrista Francesco Schiavone (cfr. M. Lillo, "Sistema Cosentino", in "L'Espresso", 9 ottobre 2008);

tale dichiarazione va naturalmente ricollegata alle deposizioni rese più volte da diversi collaboratori di giustizia e in particolare da Carmine Schiavone che già nel 2000 riferiva di presunti patti elettorali tra i casalesi e l'onorevole Cosentino, risalenti addirittura alle elezioni amministrative del 1982 (ibidem);

considerato che:

la chiamata in correità, per assurgere al rango di prova, dovrà essere corredata da riscontri individualizzanti e conseguentemente le dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia, e in particolare da Domenico Frascogna, sull'onorevole Cosentino non possono di per sé sole dimostrarne la colpevolezza;

è tuttavia significativo che la Procura di Napoli abbia - secondo quanto si apprende dalla stampa - iniziato un procedimento penale nei confronti dell'onorevole Cosentino;

a prescindere dall'eventuale responsabilità penale dell'onorevole Cosentino, su cui farà piena luce la Magistratura, è evidente come la sua permanenza nelle funzioni di Sottosegretario di Stato leda gravemente non solo il prestigio del Governo italiano, ma anche e soprattutto la dignità del Paese;

ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che una persona sottoposta ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo peraltro in un ruolo così delicato, concernente tra l'altro la funzionalità del CIPE,

impegna il Governo ad invitare l'onorevole avvocato Nicola Cosentino a rassegnare le dimissioni da sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze.

(1-00043)