• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05534-bis- ... [Sulle pensioni di reversibilità]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05534-bis-A/023presentato daALESSANDRI Angelotesto diMercoledì 21 novembre 2012, seduta n. 721

La Camera,
premesso che:
il comma 13 dell'articolo 3 del provvedimento prevede l'esclusione dall'agevolazione di cui all'articolo 34 primo comma del decreto del Presidente della Repubblica n. 601 del 1973 degli emolumenti percepiti a titolo di reversibilità, da soggetti titolari di reddito complessivo superiore a 15.000,00 euro;
dette pensioni di reversibilità riguardano, ai sensi della predetta norma, «le pensioni di guerra di ogni tipo e denominazione e le relative indennità accessorie, gli assegni connessi alle pensioni privilegiate ordinarie, le pensioni connesse alle decorazioni dell'ordine militare d'Italia e i soprassoldi connessi alle medaglie al valor militare»;
il previsto assoggettamento a tassazione, oltre ad essere viziato da dubbi profili di costituzionalità, risulta palesemente e profondamente ingiusto se non immorale, nonché dagli incerti effetti finanziari. A titolo esemplificativo, con riferimento alle pensioni di guerra, secondo un'analisi dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra basata sui dati ufficiali della «elaborazione statistica delle partite delle pensioni di guerra in pagamento al 31 dicembre 2011» del Ministero dell'Economia e delle Finanze, i titolari di questi trattamenti di reversibilità risultano essere 87.641. Di questi 11.823 sono sicuramente esclusi dal campo di applicazione della norma, perché possessori – per definizione – di un reddito inferiore a euro 15.300,00 (orfani maggiorenni inabili e coniugi con assegno di maggiorazione). Per quanto riguarda i restanti 75.818, facendo riferimento al dato generale dei contribuenti italiani tratto da un'analisi statistica elaborata pubblicata dal Dipartimento delle Finanze (http://www.finanze. gov.it/stat_dbNew2010/contenuti/analisi_ dati_2010_irpef.pdf) che indica nella percentuale del 52 per cento coloro che hanno un reddito superiore ai 15.000 euro, la tassazione riguarderebbe 39.500 persone circa, con un imponibile complessivo intorno ai 53 milioni di euro;
tenendo conto del tasso di decremento numerico dei titolari all'anno (pari ora al 7 per cento) e calcolando un'aliquota media effettiva del 25 per cento, l'introito per l'Erario sarebbe nel 2013 di circa 12 milioni di euro, assoggettando a tassazione pensioni che variano dai 90 euro mensili ai 190 euro mensili;
al di là di queste considerazioni di carattere finanziario, è obbligo giuridico e morale dello Stato e del Governo mantenere nei confronti di queste persone – nella maggior parte dei casi anziane vedove che hanno trascorso un'intera vita ad assistere il proprio marito mutilato, invalido o cieco di guerra o per servizio – quell'impegno risarcitorio, di doveroso riconoscimento e di solidarietà per la perdita subita;
sarebbe, pertanto, auspicabile la soppressione del citato comma 13 dell'articolo 3,

impegna il Governo

a valutare gli effetti applicativi della disposizione richiamata in premessa, al fine di adottare ulteriori iniziative normative volte a dare attuazione a quanto previsto nell'ultimo capoverso della premessa.
9/5534-bis-A/23. Alessandri, Aracri.