• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
S.7/00305 [Ristabilire la fiducia dei consumatori nei mercati finanziari]



Atto Senato

Risoluzione in Commissione 7-00305 presentata da CINZIA MARIA FONTANA
mercoledì 21 novembre 2012, seduta n.227

La 14a Commissione permanente, esaminato l'atto in titolo,
considerato che esso fa parte di un pacchetto unitario che mira ad ovviare alle mancanze emerse nei mercati finanziari e derivanti dall'inadeguata trasparenza del sistema, della scarsa consapevolezza dei rischi, dall'inadeguata gestione dei conflitti di interesse e dal mancato adeguamento della legislazione alla crescente complessità dei servizi finanziari;
concordando sull'opportunità di accrescere la fiducia dei consumatori nei mercati finanziari, tra l'altro mediante norme corredate di sanzioni "effettive, proporzionate e dissuasive" (art. 26, COM(2012) 360),
formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi:
la base giuridica prescelta appare correttamente individuata nell'art. 53, par. 1, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea ("Al fine di agevolare l'accesso alle attività autonome e l'esercizio di queste, il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, stabiliscono direttive intese al reciproco riconoscimento dei diplomi, certificati ed altri titoli e al coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative all'accesso alle attività autonome e all'esercizio di queste"). Si invita, peraltro, la Commissione europea a valutare la possibilità di ampliare la base giuridica per includervi l'art. 62 del TFUE (che estende l'applicabilità del sopra riportato art. 53 anche alla libera prestazione dei servizi);
la proposta appare conforme al principio di sussidiarietà sia in termini di necessità dell'intervento delle istituzioni dell'Unione - solo l'introduzione di norme unitarie al livello di Unione può rendere il più omogeneo possibile il livello di tutela dei consumatori nei 27 Stati membri - sia di valore aggiunto per l'Unione, in virtù dell'auspicata restaurazione della fiducia nei mercati finanziari.
Per quanto concerne il principio di proporzionalità, la proposta appare congrua agli obiettivi che si intendono perseguire.
Nel merito, si condivide pienamente l'obiettivo di accrescere il livello di trasparenza da garantire agli investitori, al fine di permettere loro scelte consapevoli ed adeguate circa le singole caratteristiche dei prodotti finanziari. Si apprezza perciò la scelta di definire strumenti che prevedano informazioni, relative ai prodotti d'investimento, chiare, accurate, corrette e non fuorvianti.
Si osserva, tuttavia, che è necessario prevedere ulteriori garanzie soprattutto in merito alla trasparenza sui rischi del prodotto finanziario e a come detta trasparenza possa essere efficacemente realizzata, al fine di migliorare il livello di protezione dell'investitore e di consentire una conoscenza simmetrica dei rischi.
La mancata consapevolezza del rischio finanziario dal lato "domanda" permette, infatti, all'offerta di svilupparsi in un mercato solo apparentemente concorrenziale.
Un approccio basato sulla metodologia a scenari probabilistici (approccio risk-based) si dovrebbe, pertanto, affiancare ad un approccio tradizionale basato, esclusivamente, su prospetti informativi.
Con riferimento alle deleghe previste nel testo in esame si rileva che viene ipotizzata una delega a tempo indeterminato (art. 34), laddove, invece, sarebbe auspicabile trasformarla in quadriennale; prendendo, inoltre, atto dei seri dubbi espressi dalla Commissione europea nella relazione introduttiva "sul fatto che le restrizioni al suo ruolo in materia di atti delegati e misure di esecuzione siano in linea con gli articoli 290 e 291 del TFUE", si invita ad una approfondita riflessione sulle deleghe riconosciute alle Autorità europee di vigilanza.
Si invita, infine, ad avere la massima cura che le traduzioni in italiano degli atti preparatori della legislazione comunitaria siano adeguate e complete. Si segnalano, in particolare, l'art. 9 del COM(2012) 360, ove nell'incipit del comma 3 ("L'AEAP presenta un documento informativo") il verbo potrebbe più efficacemente essere sostituito con "predispone", nonché un refuso nel rinvio alla definizione di "prodotto di investimento assicurativo" operato dall'art. 2, par. 4. Il rinvio deve, infatti, essere inteso non all'art. 2, let. a), bensì all'art. 4, let. a), del COM(2012), 352.
(7-00305)
FONTANA