• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18595 [Sulle performances dell'ARPA Campania]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18595 presentata da LUIGI MURO
martedì 20 novembre 2012, seduta n.720
MURO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

il sistema delle agenzie ambientali in Italia è stato istituito, a seguito del referendum popolare sui controlli ambientali del 18 e 19 aprile 1993, con decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, recante disposizioni sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente;

il decreto-legge 4 dicembre 1993, n. 496, è stato convertito nella legge 21 gennaio 1994, n. 61;

la legge 21 gennaio 1994, n. 61, prevede che ogni regione si doti della propria Agenzia, nell'ambito di una rete nazionale al cui centro è posta l'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, oggi Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA, istituito dall'articolo 28, comma 1, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 2008);

la legge n. 61 del 1994 dispone, tra l'altro, che le Agenzie regionali hanno autonomia tecnico-giuridica, amministrativa, contabile e sono poste sotto la vigilanza della presidenza della giunta regionale;

le ARPA, insieme all'ISPRA, costituiscono un sistema federativo che trova la sua espressione nel Consiglio federale, organismo che promuove, attraverso atti d'indirizzo, raccomandazioni e attività, lo sviluppo coordinato dell'intero sistema, al fine della convergenza di strategie operative e dell'omogeneità nelle modalità di esercizio dei compiti istituzionali (articolo 15 del decreto 21 maggio 2010, n. 123 del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare);

la strumentalità dell'azione delle ARPA risiede nell'obiettivo di garantire la qualità della salute umana (articolo 32 Costituzione italiana) e dell'ambiente (articoli 2, 3, 6, 95 e 174 Trattato di istituzione della Comunità europea);

le ARPA attuano la propria mission ispirandosi, tra l'altro, ai principi di terzietà e multireferenzialità verso le istituzioni, le imprese, i cittadini, aspetti peculiari e tra loro fortemente integrati e sinergici;

la terzietà è un elemento di garanzia per la collettività e le istituzioni di riferimento;

la multireferenzialità nasce dalla trasversalità e dalla complessità delle problematiche ambientali e dall'esigenza, per la natura stessa dell'attività svolta, di porsi in relazione con molteplici soggetti pubblici e privati, ponendo in essere meccanismi di integrazione, collaborazione e/o comunicazione. In tale ambito, le ARPA svolgono, tra l'altro, un ruolo «sensibile» di supporto all'autorità giudiziaria;

l'emanazione delle leggi istitutive e l'operatività delle ARPA non è stata simultanea su tutto il territorio nazionale. Ne è conseguita una disomogeneità operativa delle Agenzie nelle diverse regioni e province autonome. I dati disponibili sul funzionamento delle ARPA evidenziano che la suddetta disomogeneità è aumentata nel tempo sia sul piano strutturale sia su quello operativo;

nel rapporto economico dell'OCSE «OECD Economie Surveys: Italy 2011» uno dei capitoli è dedicato alle politiche ambientali, nell'ambito del quale c'è una valutazione del sistema delle Agenzie regionali per l'ambiente in cui si evidenzia una asimmetria Nord-Sud nelle performances delle ARPA;

i dati delle performances dell'ARPA Campania, come desumibili dal confronto dei programmi annuali delle attività (in termini preventivi e consuntivi) con le principali ARPA del Centro nord, evidenziano che si è accentuato il divario tra il sistema di protezione della Salute e dell'ambiente realizzato nel Centro nord del Paese e la regione Campania. Ciò a discapito della garanzia per i cittadini della Campania, i quali, evidentemente, hanno la legittima aspettativa che la protezione di due beni universalistici, quali la salute e l'ambiente, sia applicata in condizioni di assoluta uguaglianza in tutto il Paese;

le ragioni del divario tra l'ARPA Campania e le ARPA del centro-nord sono, evidentemente, da ricercare in primis in una non compiuta applicazione della legge n. 61 del 1994 da parte della politica di governo regionale, che sembra essersi fermata all'adempimento legislativo di istituzione dell'ARPA, abdicando poi al ruolo strategico di «governance» dell'ente;

la suddetta logica ha fatto sì che l'ARPAC ad avviso dell'interrogante, non sia mai stata gestita in modo tale da garantire autorevolezza e terzietà, elementi fondamentali per la collettività e le istituzioni di riferimento;

è preminente il ruolo dell'ARPAC per lo svolgimento delle attività tecnico-scientifiche per la protezione dell'ambiente di interesse regionale, e delle attività tecniche di prevenzione, di vigilanza e di controllo ambientale;

tra le «prestazioni che incidono o possono incidere su diritti sociali e civili da garantire su tutto il territorio nazionale rientrano anche le prestazioni di prevenzione e protezione in campo ambientale svolte dall'ARPA Campania a supporto dell'attività amministrativa degli enti locali (regione, province, comuni), e in ultima analisi, a beneficio della collettività, in termini di tutela dell'integrità e sullo sviluppo della persona umana»;

i riferimenti normativi del concetto di «livelli essenziali di prestazioni» pubbliche sono rinvenibili nella Costituzione. In particolare, l'articolo 117, comma 2, lettera m), attribuisce alla legislazione esclusiva dello Stato «la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale» e quindi i diritti soggettivi «ambientali» dei cittadini-utenti (locuzione mutuata dalla necessità di non ledere un diritto soggettivo che è stata tra l'altro recentemente riconosciuta come clausola di salvaguardia nei provvedimenti statali di razionalizzazione della finanza pubblica);

tra i diritti sociali e civili da garantire, rientra la «tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali», competenza legislativa esclusiva dello Stato, articolo 117, comma 2, lettera s) della Costituzione;

il 31 dicembre 2012 è l'ultimo giorno in cui è garantito il finanziamento di lavoratori con contratti di lavoro a tempo determinato con l'Arpac (personale da inserire a tempo indeterminato essendo gli stessi vincitori di selezione pubblica finalizzata alla stabilizzazione, ai sensi del combinato disposto dell'articolo 3, comma 94, lettera b) della legge n. 244 del 2007 e all'articolo unico, comma 560, della legge n. 296 del 2006);

tali lavoratori costituiscono circa il 50 per cento della dotazione organica dell'ente e, pertanto, nel caso di mancata previsione del loro finanziamento nei documenti programmatici di bilancio 2013 della regione Campania, ciò determinerà di fatto la cancellazione dell'unico ente pubblico di prevenzione e protezione dell'ambiente e della salute della regione Campania;

è noto il sottodimensionamento dell'organico (deliberazione del direttore generale dell'ARPAC n. 111 del 5 marzo 2012 che attesta 590 unità di personale, incluso a tempo determinato, a fronte di una dotazione organica di 793 unità);

l'attenzione da parte del Governo sul settore della tutela dell'ambiente di competenza regionale campana è sempre molto alta e ha diverse volte condotto a commissariamenti -:

se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa e quali iniziative intenda prendere, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di ottemperare all'articolo 117, comma 2, lettera s), della Costituzione per la «tutela dell'ambiente e dell'ecosistema» per garantire i livelli essenziali delle prestazioni uniformemente su tutto il territorio nazionale. (4-18595)