• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/18594 [Ipotesi di ridimensionamento dello scalo ferroviario di Lamezia Terme]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18594 presentata da GIUSEPPE GALATI
martedì 20 novembre 2012, seduta n.720
GALATI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la coesione territoriale, al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che:

nell'ottica del risanamento dei conti pubblici e soprattutto della riduzione del debito pubblico, la messa in campo della cosiddetta «spending review» è stata necessaria per armonizzare l'apparato economico dello Stato. Nel tenere conto di tale inderogabile necessità, non bisogna altresì dimenticare le necessità e i bisogni di alcune realtà regionali, come la Calabria, che hanno bisogno di attenzioni particolari in alcuni comparti fondamentali, tra cui quello dei trasporti e delle reti infrastrutturali della viabilità. In questi ultimi giorni si è appalesata l'ipotesi di un ridimensionamento dello scalo ferroviario di Lamezia Terme che da perno centrale dei trasporti intermodali dell'intera Regione verrebbe ad essere retrocessa a semplice fermata. Tutto questo è insopportabile, e rappresenterebbe una vera e propria discriminazione verso un territorio già economicamente debole, una vera e propria mannaia per il tessuto economico legato inevitabilmente al sistema dei trasporti;

nella nuova programmazione aziendale, lo scalo di Lamezia Terme, sarebbe privato dei dirigenti movimento e dei capi stazione di turno. Dovrebbe essere inoltre soppresso e accorpato a Napoli il dirigente centrale operativo che coordina una grande sala operativa da dove si controllano le stazioni non presidiate a sud dello scalo lametino;

qualora tutto ciò venisse confermato lo scalo sarebbe destinato a diventare da stazione controllante a stazione controllata della sede di Napoli e, sempre stando alle indiscrezioni, ad essere oggetto di soppressione sarebbero anche la biglietteria, il deposito personale viaggiante, il reparto territoriale movimento e l'ufficio verifiche che comporterà come conseguenza finale la chiusura della stessa nelle ore notturne, e che metterebbe a rischio la perdita di diversi posti di lavoro;

la mancanza di crescita nella regione Calabria è da sempre legata ad un sistema di trasporti poco ottimale;

lo scorso mese di settembre in sede di discussione in aula della mozione sulla Calabria, in cui iter è ancora in corso, l'interrogante aveva sollecitato il Governo, ad intervenire in materia di infrastrutture e trasporti. Occorre ricordare che il piano per il sud, aveva rintracciati, tra le priorità strategiche l'obiettivo di realizzare nel Mezzogiorno un sistema ferroviario, stradale e portuale moderno capace di favorire l'unificazione nazionale del Paese ed accrescere le possibilità di sviluppo del mercato interno;

non si comprendono dunque le motivazioni che porterebbero ad un ridimensionamento della stazione ferroviaria più importante e centrale della Calabria. Questo non è il momento opportuno per pensare a riduzioni o ridimensionamento. Il settore dei trasporti calabresi deve avere le stesse caratteristiche strutturali, tecniche e di servizi dei più grandi scali italiani allo scopo di favorire i collegamenti da e per la Calabria in una fase di internazionalizzazione dei mercati. Questi, sono obiettivi importanti per programmare uno sviluppo concreto della nostra regione. Se si punta sull'interregionalità e su uno sviluppo equo del paese, le regioni periferiche devono essere collegate alle altre allo stesso modo;

mettere a posto i conti dello Stato è elemento fondamentale ma i soli tagli e i ridimensionamenti non guardano al futuro. La realizzazione, quindi, di politiche mirate alla «fortificazione» delle strategie di sviluppo infrastrutturale dei nodi di comunicazione, al momento, possono rappresentare un vero e proprio volano di sviluppo per i territori come la Calabria che soffrono l'attuale crisi economica;

non si può penalizzare una regione ed il suo territorio a vantaggio di altre, occorre adottare principi che si basano sull'equità, anche sul rigore, ma devono fondarsi necessariamente sul potenziamento delle eccellenze: ciò che la stazione di Lamezia Terme costituisce sul territorio regionale e nel mezzogiorno d'Italia -:

se siano fondate le ipotesi di ridimensionamento dello scalo ferroviario di Lamezia Terme;

quali azioni il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti intenda mettere in campo per sostenere lo sviluppo infrastrutturale e la rete dei trasporti della Regione Calabria;

se i ministri interrogati possano confermare tra le priorità strategiche del cosiddetto Piano per il Sud la realizzazione nel Mezzogiorno, ed in Calabria, di un sistema ferroviario, stradale e portuale moderno capace di favorire l'unificazione nazionale del Paese ed accrescere le possibilità di sviluppo del mercato interno.
(4-18594)